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La nave di Ulisse. Luoghi, nomi e antropogenesi dei Campi Flegrei e della Campania antica. (terza parte)

L’etimologia antica del nome “Bacoli”: dal protogreco al sanscrito.

E infatti la fondazione di Cuma viene descritta come fatta in territorio Opicio, Kume in Opikìa. La territorializzazione campana da parte degli Osci(contrazione dal greco di Opikoi, latinizzato Opisci e quindi Osci) è definitiva già intorno al XII e X sec.a.Cr. Quindi il sostrato antico preistorico della Campania è Opico, Osco con decisive infiltrazioni Etrusche che vi fonderanno nel IX e VII secolo importanti città come Nola, Acerra, Sarno, Marcina,Pontecagnano e secondo alcuni, (il D’Agostino) , Capua interamente etrusca su antico sostrato villanoviano, della cultura a fossa, e secondo altri, (G.Colonna,con importanti considerazioni linguistiche), città a metà etrusca e a metà falisca, cioè di fondazione veiense(Veio) e capenate(Capena), dal cui eponimo Cape prenderebbe anche il nome.
Che queste relazioni siano esatte fino a coinvolgere Cuma antica nelle relazioni amichevoli e non con Capua, gli Etruschi e gli Osci sanniti è dato accertato dalla frequentazione in esilio di Tarquinio il superbo,di una frequentazione aruspicina-romana dei Libri sibillini, di una coppa trovata a Cuma del VII secolo a.Cr. di arredo di una tomba di un ricco equestre greco sul cui fondo è una non ancora studiata bene iscrizione di alfabeto etrusco nell’arco superiore con un abecedario euboico, in calcidico, nell’arco inferiore, che starebbe a testimoniare di un interscambio linguistico,- per altre vie accertato come iscrizione sicuramente etrusca-latina ritrovata a Cuma databile al 700 a.Cr e tradotta dal Colonna: Hisa meneTinnuna(Hisa Tinnuna fa come dono)-, tra Cuma e l’aristocrazia veiense fondatrice di Capua.
Ma Cuma antica, la prima colonia greca d’Occidente si proietta nel lontano passato miceneo attraverso la fondazione di Pitecusa(Pitecussa di chiaro suffisso antico e proto greco,egeo anatolico come Sinuessa e Sirenussa) ancora più lontano nel pelasgico-dorico col mito di Heracles, Ercole eroe che dalle terre argive introdotto, può considerarsi precedentemente a Tarchon e a Tirrhenos un antico eroe eponimo italico. Dalla Spagna all’arco appenninico fino alla dedica di una intera città Heracleion è un eroe fondatore, marziale, combattivo, tra i padri fondatori eroe e dio insieme, degli italici.(8)
Della lontanissima memoria argiva, peloponnesiaca e forse pelasca del mito di Ercole sono la collocazione della battaglia contro i Giganti nella Flegra calcidica e poi per traslatio,campana; ma sopratutto il riferimento alla via Erculea(Heracleia odòs) che tocca da vicino l’antico etnos argivo, miceneo in Campania, precedente alla fondazione micenea in Pitecusa e forse per questo, traccia per via di terra(la via aperta da Ercole) verso I’Italia e la punta più avanzata della colonizzazione achea in Italia ed Europa; e dentro questa memoria antichissima, protostorica, soprattutto il fondaco di Bacoli e la collocazione nel foro boario(bovario) a Roma di un tempio ad Ercole, per celebrarne il passaggio da Roma e poi nei Campi flegrei con i buoi di Gerione. Che nel contesto di cui diremo, perde la fragilità antropologica e linguistica di cui trascrittori disattenti sono responsabili, per acquistare una valenza invece fondamentale.
Tralasciando una etimologia semitica proposta che obiettivamente non trova nessuna attendibilità storica e linguistica, bisogna attenersi al grado antico dell’etimo e per grado antico si deve intendere il proto greco> wgawk,(vacca) e il sanscrito guah,che da per esito Baukoloi secondo un fonetismo che si ripete poi nel napoletano dialettale Vaccule-Baccule,e attestato come Bacola, Bagola nei testi del Giustiniani, vale a dire , coloro che hanno cura dei buoi, come è per hippodomoi, domatori, allevatori di cavalli,rispettando la tradizione leggendaria del passaggio di Eracle e la creazione di un sito, uno stallaggio per buoi.
L’etimo proposto per bauli (bauloi come esito di una contrazione tra bau e aulè, stalla per buoi) non spiega la presenza della consonante ancora presente nel dialetto napoletano, lascito dell’antico greco che da poi in Italiano>Bacoli, come tempestivamente notato da Carla Marcato e messo in luce da Gentile fin dal 1963, nel Dizionario di Toponomastica,Utet.Bisogna dunque abbandonare la suggestione di Servio e la testimonianza di Plinio per bauli che ha un po’ confuso tutti inducendo nella paraetimologia così spiegata anche dal Giustiniani: Bacoli, sarebbe corruzione per un precedente Bualia,Boualia , come anche in Servio ad Aen.VII, 662:, per cui oggi- dice Servio- il luogo si chiama Bauli. Ma basta seguire le leggi del fonetismo proto greco e sanscrito(protoindoeuropeo) per capire l’evoluzione laconica, argiva e non attica-ionica dal proto greco protoindoeuropeo,*gwow,wguaw, >sanscrito,vedico ed avestico: guauw,> con evoluzione del w in b>bau(come del resto cow in inglese antico e nello spagnolismo gaucho con evoluzione invariata>kaw,gaw), che dunque ne attesta la antichità argiva, achea quindi straordinariamente eraclea del fonetismo come >nawos, nauos, in nave. Al posto dell’ attico-ionico boos, bous, latino bos,bovis, bubalus, bufalus, italiano , bove, bufalo. Dunque baucoloi, al posto di boucoloi,pastori di buoi, in cui il suffisso colos,plurale coloi segue semplicemente la regola, come nel latino agricola, agricolae contadino (coltivatore del campo).
Semplicemente: villaggio di allevatori di buoi. E che sia il radicale argivo, laconico in diretta connessione col proto greco e proto indoeuropeo è cosa altamente suggestiva per il contesto antico preistorico-protostorico di abitato pelasco pregreco, preeuboico , acheo, come è per Pitecusa(pithecussai) Vivara e Lipari, che hanno tutte e tre facies micenea. E Micene è la capitale dell’Argolide precedente alla dorica Sparta in Laconia, regno della cultura Minoica(Cnossos) e Micenea (Micene) che nelle tavolette ritrovate segna nel miceneo l’antica lingua degli eroi omerici, XV e XII secolo. Dunque siamo dentro questa arcaicità, testimoniata dal mito di Dedalo a Cuma che fuggendo da Creta, eresse dedicandogli le sue ali, le porte del tempio ad Apollo. Siamo dunque dentro l’antropogenesi della civiltà greca ed europea, palaziale e urbana. Del resto confermata da toponimi come Surrentos, Surrentum, luogo dove abitano le Sirene, di toponimi in essa, essas, Sinuessa, Sirenussai,Pithecussai,tutte di tradizione egeo-anatoliche. Come il sopravvissuto in puteolano e bacolese: laperaturo, per lapirinto/dapirinto cretese miceneo, caverna. in cui si chiudono le bestie( i conigli, da cui cuniculus traslazione laperinto).Le odyssiai (le odissee) e le eneadi non fanno che confermare questo antichissimo sostrato egeo-anatolico delle fondazioni latine e antico greche.
E l’etimo Baukoloi, Baccule-Vaccule, con labiali intercambiabili come in barca/varca confermato in Bayhiai< Bauhia(Baiae) come altro luogo originario del toponimo Bacoli, probabilmente perché lì Eracle già sapeva essere terra di allevatori di buoi. Per completare il quadro ricorderò qui l‘importanza sacrale dei buoi nell’antica india vedica, indoeuropea, greca e italica poi, seguendo anche l’illuminante ipotesi di Dumezil, sulla tripartizione degli ordine nella società vedica ed indoeuropea: i guerrieri, gli allevatori e i contadini. Omero in Odissea,Libro I, fa un’ apologia storica della sacralità, non toccabilità dei buoi sacri appunto al Sole Iperione e tale è nella ritualità latina e romana giunta fino a noi.(9)

Note al testo.

  1. Manuela Montagnari Kokelj,Archeologia teoretica: una breve introduzione,pg.42-43, in il Mondo antico Vol I-Salerno ed.
  2. E.Lepore.Origini e strutture della Campania antica, pag 1-75.Il Mulino
  3. G.Pugliese Carratelli. Storia civile, tutto l’articolo. In Megale Hellas.Utet
  4. B.D’Agostino.Le genti della Campania antica. Tutto l’articolo. In Italia, omnium terrarum alumna.Utet
  5. G.Pugliese Carratelli. Vitalità dell’immagine storica dei Campi flegrei e Problemi di storia di Cuma arcaica, in Cadmo ed Orfeo.pag.37-45.Il Mulino
  6. G.P.Carratelli,idem et ivi op.cit.
  7. V.Crosio. Lo sciamanesimo  ctonio nei Campi flegrei. Il ramo d’oro e il VI canto                 dell’Eneide. Brevi note di antropologa religiosa, in Scienze e ricerche n.12, 2015.Tutto l’articolo.
  8. M.Eliade.Da Zalmoxis a Gengis-Khan.Pag 77-95.Ubaldini ed
  9. G.P.Carratelli.Problemi di storia di Cuma arcaica, in Cadmo ed Orfeo.pag74-77.Il Mulino
  10. B.D’Agostino.Le genti della Campania antica. Tutto l’articolo. In Italia, omnium terrarum alumna.Utet
  11.  V.Crosio. Problemi di etimologia antica, in Prolegomena, n.9, 1994.
  12. Alessio-De Giovanni alla voce Avernus e Silvestri ,C.Marcato alla voce Acheron in Dizionario di Toponomastica. I nomi geografici italiani. Utet

Bibliografia essenziale:

Manuela Montagnari Kokelj. Archeologia teoretica:una breve introduzione. Il Mondo antico. Vol. I- Salerno
M.Giangiulo.Memoria,identità, storie. Il Mondo antico.La Grecia.Vol.III.-Salerno ed.
E.Lepore. Origini e strutture della Campania antica. Il Mulino
G.Colonna. Le civiltà anelleniche.In L’evo antico, in Storia e civiltà della Campania. Electa.
P.Sommella. Città e territorio nella Campania antica. Idem come sopra
G.Colonna.I latini e gli altri popoli del Lazio. in Italia,omnium terrarum alumna.Utet
G.Pugliese Carratelli. Vitalità dell’immagine storica dei Campi flegrei e Problemi di storia di Cuma arcaica, in Cadmo ed Orfeo.Il Mulino
G.Pugliese Carratelli.Storia civile. In Megale Hellas.Utet
B.D’Agostino.Le genti della Campania antica. In Italia, omnium terrarum alumna.Utet
A.Naso. Civiltà preromane dell’Italia antica. Il Mondo antico. La Grecia, vol.III. Salerno ed.
M.Rendeli. Gli Etruschi fra Oriente ed Occidente. Il Mondo antico. La Grecia,vol.III. Salerno ed.
a-C.Watkins,il proto-indoeuropeo;
b-D.Silvestri,le lingue Italiche;
c-P.Sims-Williams, Le lingue celtiche;
d-M.Hoenigswald,Il Greco;
e-E.Vineis, Il Latino, tutti in ‘Anna Giacalone Ramat e Paolo Ramat a cura di. Le lingue indoeuropee’. Il Mulino.
– Dizionario di Toponomastica. I nomi geografici italiani. Utet
The Cambridge Enciclopedie of Archaeologie.vol.I.Trewin Coppleston Publishing. London
M.Eliade.Da Zalmoxis a Gengis-Khan.Ubaldini ed.
Venceslas Kruta.I Celti. In Italia, omnium terrarum alumna.Utet
V.Crosio. Lo sciamanesimo ctonio nei Campi flegrei . in Scienze e Ricerche n. 12, 1° settembre 2015, pp. 15-18

Vincenzo Crosio
Vincenzo Crosio
Vincenzo Crosio è nato a Napoli nel ‘50. È scrittore, poeta, saggista. È stato rettore del Seminario teologico politico di Salsomaggiore Istituto Sobozan, Fudenji. insegnante relatore all'Istituto Filosofico di Napoli, specializzato nella Interpretazione dei testi antichi tra Oriente ed Occidente. È stato editorial board di Scienze e ricerche, su cui ha pubblicato saggi di epistemologia semantica, antropologia e filosofia, tra cui importantissimi contributi sulla civiltà della Campania antica e dei Campi Flegrei.

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