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La nave di Ulisse. Luoghi, nomi e antropogenesi dei Campi Flegrei e della Campania antica. (seconda parte)

La cultura dei Cimmeri nei Campi Flegrei: dal mito al culto dei morti.

Nella questione della arcaicità dei luoghi, nella preistoria precivile, prepalaziale, preurbana incorre invece la testimonianza di genti Ausonie e Cimmerie nel territorio, precedenti l’urbanizzazione greca e l’urbanizzazione etrusca e sannita, poi romana. Per gli Ausoni abbiamo già detto come popolo autoctono indigeno addirittura come sostitutivo di Italico, proprio nella zona occupata poi dagli Osci e ridotti marginalmente al territorio di Minturno e Mondragone, col santuario dedicato a Marica che forse prende il nome del leggendario eroe eponino di Mares. E di cui restano solo tracce letterarie in passi sparsi come attestazione di una situazione di abitazioni a capanne, villaggi dunque preistorici, testimoniati pure da quel trattato antropologico oltre che immenso poema che è l’Eneide di Virgilio,sulle popolazioni preurbane che Enea incontrò nel Lazio.E gli Ausoni fanno parte di questa tradizione antropologica. Ma rimando per la questione degli Ausoni/ Aurunci alla trattazione sistematica di E.Lepore, in Origini e strutture della Campania antica.Il Mulino, Bologna 1989.(6)

Nella nekuia, nella discesa agli Inferi nell’Odissea, di stampo anatolico, verso l’Asia Minore è orientata la descrizione dell’area flegrea con parole inequivocabili come :”il paese e la città dei Cimmeri avvolti di brume e nuvole, cui il fulgido Sole non mai guarda con i suoi raggi’, cui si associa l’ Eneide virgiliana, associando Hekate con Apollo e dell’Averno con l’Apollonion cumano: ’me lucis Hecate praefecit Auernis’.Tutta l’ambientazione di tipo sacrale, respira sempre quest’atmosfera cultuale; l’Averno, la palude Acherusia , il lago Lucrino, Apollo e la profetessa Sibilla, respirano quest’aria di religione ctonia tipica dell’arcaismo egeo anatolico. E dunque l’appellativo e un etnico Cimmerio corrisponde a questa creazione di ambientazione culturale tipica della zona periferica della Grecia classica.
Siamo dentro una religione preolimpica, orfica e dionisiaca in cui i Cimmeri rappresentano la popolazione di riferimento di questa cultualità preolimpica, preurbana. Lo stesso culto cumano di Apollo ha questa valenza e tutte le tracce conducono a questa dimensione traco-misia. Che sia così, che l’area flegrea sia dentro questo tipo di cultura e di culto ne tiene conto un’elegia del libro primo di Properzio: ”paruula Lucrina cumba moretur acqua/aut teneat clausam tenui Teuthrantis in unda’ e un luogo di Solino ancora precisa:”mediterranea quae sunt supara Troadis partem Teutrana tenet regio, quae prima Moesorum fuit patria”.

Dunque c’è un sinus baiarum,il mare di Miseno che bagna il regno di Thesprotos(vale a dire la zona dell’Averno che conteneva l’accesso agli Inferi, così come le acque dell’Acheronte in Tesprozia), l’acqua del Lucrino e un fiumicello Teuthras, omonimo di un celebre re della Misia: Teuthrania si chiamava una regione della Misia contigua al territorio di Cuma dell’Eolide. Il santuario di Hierapolis in Frigia, sulle coste del Mar nero, di fronte alla Crimea, al centro della patria dei Cimmeri, dei Cimbri, è il punto di riferimento di questa religione che lega il culto del Sole, a quello della terra,a quello dell’Oltretomba. Andrebbe dunque anche riconsiderata la leggenda che riguarda Zalmoxis, un dio sacerdote di cerimonie ctonio-funerarie di tipo shamanico di cui ci parla per primo Erodoto e poi Strabone, collocandola questa tradizione nella cerchia dei Geti –Traci.(6)
Mircea Eliade ha dedicato un ampio saggio alla questione. Queste sono le tracce di questa religiosità, di questa ambientazione cultuale che prevede dunque una etnogenesi di questo tipo, dove l’associazione all’acqua Lucrina di toponomi e popolazioni traco-misie e cimmerie, dicono di questa cultualità presente e autoctona proprio delle katabasia, dei ploutωnia o χarωneia che individuavano nelle rocce, nelle caverne fumose e vulcaniche come ingressi privilegiate agli Inferi; l’accesso all’Ade e i Campi Flegrei sono questo nell’immaginario di una generazione che va dall’età del Bronzo alla tarda età del ferro, dalla civiltà palaziale micenea e cretese, alla polis pregreca e greca. Cuma antica, Cuma arcaica, con i suoi riferimenti con gli Etruschi-laziali e Capenati, è il centro di questi scambi etnici, religiosi e commerciali dell’Oriente in Occidente. E’ probabile,dunque, che ci sia stata con l’avvento di Cuma in Opicia, in Campania, con l’avvento di popolazioni egeo-anatoliche, il radicamento in una regione già etruschizzata di elementi di cultura traco-misia che hanno rafforzato un tipo di cultualità ctonia, del culto dei morti, già presenti in ambienti sacrali arcaici sud-laziali, cioè latini-etruschi ed osci.
Questo è il senso di territorio ‘cimmerio’,con cui la tradizione si riferisce ai Campi Flegrei e al culto della Sibilla, profetessa del Dio profetico per eccellenza Apollo. Che non esclude la presenza di gente Cimmerie proveniente dalla Cimmeria,dall’Anatolia Traco-Misio-Frigia, dove con il termine Galati essi erano presenti già da tempo. Sui Cimbri, termine celtico per Kom-brogi, letteralmente ‘gruppo di compatrioti’, gente Celtica e Germanica,la cui presenza nell’alta Europa, dall’Irlanda alla Gallia Francese,alla Germania, alla cultura di La Tene,ai Balcani e nell’alta Italia e ai suoi riferimenti omerici e post omerici nell’ambito flegreo, non tutti sono d’accordo, a cominciare proprio da G.Pugliese Carratelli che più di tutti ha messo l’accento su tale probabilità, preferendo una infiltrazione celto-cimmerica di tipo Nord-italico, Nord eurpoeo. Ma ripeto la presenza di genti e tradizioni nell’ambito flegreo afferenti ad un tipo di cultualità ctonia di tipo ‘cimmerio’, cioè della zona traco-misia anatolica, questo, con i dati di cui disponiamo, è fuori discussione. Kume, sarebbe in quest’ordine di considerazione, la traduzione greca del cimmerico Kome, Kime, secondo alcuni. Ma questo non lo do per certo, ma la considero come suggestione su cui riflettere.(7)

Note al testo.

  1. Manuela Montagnari Kokelj,Archeologia teoretica: una breve introduzione,pg.42-43, in il Mondo antico Vol I-Salerno ed.
  2. E.Lepore.Origini e strutture della Campania antica, pag 1-75.Il Mulino
  3. G.Pugliese Carratelli. Storia civile, tutto l’articolo. In Megale Hellas.Utet
  4. B.D’Agostino.Le genti della Campania antica. Tutto l’articolo. In Italia, omnium terrarum alumna.Utet
  5. G.Pugliese Carratelli. Vitalità dell’immagine storica dei Campi flegrei e Problemi di storia di Cuma arcaica, in Cadmo ed Orfeo.pag.37-45.Il Mulino
  6. G.P.Carratelli,idem et ivi op.cit.
  7. V.Crosio. Lo sciamanesimo  ctonio nei Campi flegrei. Il ramo d’oro e il VI canto                 dell’Eneide. Brevi note di antropologa religiosa, in Scienze e ricerche n.12, 2015.Tutto l’articolo.
  8. M.Eliade.Da Zalmoxis a Gengis-Khan.Pag 77-95.Ubaldini ed
  9. G.P.Carratelli.Problemi di storia di Cuma arcaica, in Cadmo ed Orfeo.pag74-77.Il Mulino
  10. B.D’Agostino.Le genti della Campania antica. Tutto l’articolo. In Italia, omnium terrarum alumna.Utet
  11.  V.Crosio. Problemi di etimologia antica, in Prolegomena, n.9, 1994.
  12. Alessio-De Giovanni alla voce Avernus e Silvestri ,C.Marcato alla voce Acheron in Dizionario di Toponomastica. I nomi geografici italiani. Utet

Bibliografia essenziale:

Manuela Montagnari Kokelj. Archeologia teoretica:una breve introduzione. Il Mondo antico. Vol. I- Salerno
M.Giangiulo.Memoria,identità, storie. Il Mondo antico.La Grecia.Vol.III.-Salerno ed.
E.Lepore. Origini e strutture della Campania antica. Il Mulino
G.Colonna. Le civiltà anelleniche.In L’evo antico, in Storia e civiltà della Campania. Electa.
P.Sommella. Città e territorio nella Campania antica. Idem come sopra
G.Colonna.I latini e gli altri popoli del Lazio. in Italia,omnium terrarum alumna.Utet
G.Pugliese Carratelli. Vitalità dell’immagine storica dei Campi flegrei e Problemi di storia di Cuma arcaica, in Cadmo ed Orfeo.Il Mulino
G.Pugliese Carratelli.Storia civile. In Megale Hellas.Utet
B.D’Agostino.Le genti della Campania antica. In Italia, omnium terrarum alumna.Utet
A.Naso. Civiltà preromane dell’Italia antica. Il Mondo antico. La Grecia, vol.III. Salerno ed.
M.Rendeli. Gli Etruschi fra Oriente ed Occidente. Il Mondo antico. La Grecia,vol.III. Salerno ed.
a-C.Watkins,il proto-indoeuropeo;
b-D.Silvestri,le lingue Italiche;
c-P.Sims-Williams, Le lingue celtiche;
d-M.Hoenigswald,Il Greco;
e-E.Vineis, Il Latino, tutti in ‘Anna Giacalone Ramat e Paolo Ramat a cura di. Le lingue indoeuropee’. Il Mulino.
– Dizionario di Toponomastica. I nomi geografici italiani. Utet
The Cambridge Enciclopedie of Archaeologie.vol.I.Trewin Coppleston Publishing. London
M.Eliade.Da Zalmoxis a Gengis-Khan.Ubaldini ed.
Venceslas Kruta.I Celti. In Italia, omnium terrarum alumna.Utet
V.Crosio. Lo sciamanesimo ctonio nei Campi flegrei . in Scienze e Ricerche n. 12, 1° settembre 2015, pp. 15-18

Vincenzo Crosio
Vincenzo Crosio
Vincenzo Crosio è nato a Napoli nel ‘50. È scrittore, poeta, saggista. È stato rettore del Seminario teologico politico di Salsomaggiore Istituto Sobozan, Fudenji. insegnante relatore all'Istituto Filosofico di Napoli, specializzato nella Interpretazione dei testi antichi tra Oriente ed Occidente. È stato editorial board di Scienze e ricerche, su cui ha pubblicato saggi di epistemologia semantica, antropologia e filosofia, tra cui importantissimi contributi sulla civiltà della Campania antica e dei Campi Flegrei.

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