È bastata una serata al MANN per capire quanto Napoli abbia bisogno di luoghi culturali capaci di vivere anche dopo il tramonto.

Giovedì scorso 10 settembre il Museo Archeologico Nazionale di Napoli era pieno di giovani. All’ingresso una DJ accoglieva il pubblico, nelle sale si incontravano visitatori e performance, la musica accompagnava l’esperienza del museo. Non è stata semplicemente un’apertura prolungata. È stato un modo diverso di abitare un luogo della cultura. Ed è forse questo l’aspetto più interessante di MANNight.
Perché il tema non riguarda soltanto il successo di una singola iniziativa. Riguarda una questione più ampia: che cosa offre una città ai suoi cittadini nelle ore serali, al di là di ristoranti, bar, locali e movida?
Napoli, come altre città italiane, ha un patrimonio culturale straordinario ma ancora largamente organizzato secondo una logica diurna. Musei che chiudono nel tardo pomeriggio (max. ore 19.30), beni archeologici, parchi e spazi pubblici non sempre fruibili la sera, luoghi culturali che raramente diventano veri presìdi di socialità.
E allora un museo che apre fino alle 23.30, accoglie musica, performance e giovani, senza rinunciare alla propria funzione culturale, pone una domanda semplice ma importante: perché non dovrebbe essere la normalità? MANNight sembra aver intercettato proprio questa esigenza.

Prossimo appuntamento sarà giovedì 17 settembre dove in serata la Statua Magica della Collezione Egizia sarà al centro della performance di bodypainting di Weronique Art. Poi lungo i corridoi e nelle sale del Museo si alterneranno performance site specific, mentre nel giardino della Vanella sarà protagonista il DJ Giuseppe Fava, resident del Soul Express Collective, con un set fatto di soul, percussioni, sonorità psichedeliche e ritmi house.

Sono più di venti gli artisti coinvolti nel programma di giovedì 17 settembre. E i numeri delle prime serate sono tutt’altro che marginali: 550 accessi nella prima serata e quasi 1.200 nella seconda. Numeri che raccontano, prima ancora del successo dell’evento, l’esistenza di una domanda. Una domanda di cultura, certo. Ma anche di incontro. È questo il punto che meriterebbe una riflessione più ampia. Se migliaia di persone scelgono di entrare in un museo la sera, forse non stanno semplicemente cercando un evento. Stanno cercando una città diversa: una città nella quale la cultura possa essere vissuta anche come esperienza sociale, informale, contemporanea.
Il rischio, naturalmente, è che iniziative di questo tipo rimangano episodi straordinari. Ed è proprio qui che dovrebbe aprirsi la discussione: Napoli ha bisogno di più MANNight e non soltanto di un MANNight!
Elenco dei musei e orari sul sito: https://www.comune.napoli.it/articolo_tematico/vivere-la-citta/elenco-dei-musei-e-orari-di-apertura/