E’ trascorso un anno dal terremoto del 13 Marzo 2025 che scosse in maniera importante tutti i Campi Flegrei ed in particolare il quartiere di Bagnoli. L’evento sismico, di Md 4.6 +-0.3, accompagnato da uno scuotimento particolarmente elevato, determinò l’ evacuazione di alcuni edifici : molte abitazioni subirono danni da lievi a significativi. In quel periodo il suolo si sollevava con una velocità media di 3 cm/mese e l’attività sismica, già dal mese precedente, si era intensificata con importanti sciami sismici (secondo le procedure di comunicazione dell’Osservatorio Vesuviano) Dopo l’evento del 13 Marzo la velocità media ebbe un rallentamento e non ha più raggiunto (ad oggi – Marzo 2026) il valore medio di quel periodo. Da Aprile ad Ottobre 2025 il suolo si è sollevato con una media di 15 mm/mese per poi accelerare ad 25 mm/mese. (dal 10 Ottobre fino a metà Dicembre) Successivamente si è avuto un nuovo rallentamento con una media attuale di circa 1 cm/mese, velocità già registrata in un recente passato.
Nel bollettino mensile di Febbraio 2026 (ultimo disponibile) si evidenzia un innalzamento massimo di 162.5 cm circa, dalla fine del 2005 ad oggi. Possiamo anche dedurre che nell’ultimo anno il suolo si è sollevato di un massimo di circa 20 cm.
I bollettini mensili sull’attività dei Campi Flegrei sono disponibili attraverso il seguente link:
La deformazione risulta massima al sensore RITE del Rione Terra e degrada radialmente fino ad essere quasi nulla ai bordi della caldera.
La deformazione procede con una forma costante nel tempo, la sorgente di spinta resta quindi immobile.
Nell’ immagine seguente (tratta dal bollettino mensile dell’Osservatorio Vesuviano di Febbraio 2026) si osserva sia il movimento orizzontale che quello verticale del suolo, a partire dal 2024

Da qualche tempo si evidenzia un’anomalia nell’area dell’Accademia Aeronautica (deficit di sollevamento) interpretato come un fenomeno locale e oggetto di approfondimenti scientifici anche in corso. A tal riguardo è stato pubblicato un primo contributo scientifico (Giudicepietro 2024 – vedi Bibliografia )
La sismicità ultimamente è diminuita soprattutto nella frequenza degli eventicoerentemente con la diminuzione del tasso di spinta.
Lo si può evincere anche dalla seguente immagine tratta dal bollettino dell’Osservatorio Vesuviano di Febbraio 2026

Si può affermare che, in questo periodo, l’energia della sorgente è piuttosto bassa. Il terremoto dello scorso 28 Febbraio ha rotto una fase di calma con un evento di Md 3.5+-0.3 e sciame sismico connesso (secondo le procedure di comunicazione dell’Osservatorio Vesuviano) Tale sisma non è stato accompagnato da un’accelerazione della velocità di sollevamento. Ciò è già accaduto in passato quando, con velocità piuttosto bassa, si sono avuti terremoti piuttosto energetici. Un esempio è il 6 Dicembre 2024 quando è stato registrato un evento sismico di Md 3.4+-0.3 con un tasso di deformazione di 10 mm/mese dall’ Agosto precedente. Ciò dimostra che anche con una velocità di sollevamento modesta, possono verificarsi eventi sismici significativi.
Negli ultimi anni talvolta la spinta verso l’alto ha subito improvvise accelerazioni durate pochi giorni ed accompagnate da un rilascio di energia sismica significativa. L’ultimo episodio è avvenuto tra il 15 e 16 Febbraio 2025 con un sollevamento in poche ore di circa 1 cm.
Si può evidenziare che le fasi di spinta con velocità media di almeno 2 cm/mese hanno avuto sempre una durata minore rispetto a quelle con spinta meno elevata. La sismicità complessivamente risente anche di questo andamento, manifestandosi maggiormente nelle fasi con maggiore velocità.
L’energia sismica rilasciata dal 2005 ad oggi è superiore a quanto avvenne nella crisi dell’82-84. E’ noto che in questa crisi sono stati registrati terremoti che hanno superato la magnitudo massima della crisi precedente (4.0-4.2 del 4 Ottobre 1983) raggiungendo il valore massimo di 4.6+-0.3. Ciò può essere spiegato attraverso il modello teorizzato dal Prof De Natale (Dirigente di Ricerca dell’Osservatorio Vesuviano sede INGV di Napoli) il quale nel 2017 (vedi bibliografia) ipotizzò che con l’avvicinarsi ed il superamento del livello (massimo) raggiunto alla fine del 1984, la sismicità sarebbe aumentata sia in frequenza di eventi che in magnitudo. Gli studiosi hanno anche stimato un valore massimo teorico di magnitudo di circa 5 . Si ricorda che essa viene calcolata in scala logaritmica quindi, per un differenziale di un grado, la variazione in energia è di poco più di 30 volte.
E’ bene ricordare che dal 1985 al 2005 il suolo si è abbassato (subsidenza) di circa 95 cm dopo un sollevamento di circa 180 cm in due anni, secondo un comportamento elastico pluriennale con un tasso di sollevamento anche di circa 10 -12 cm/mese.
I terremoti flegrei seguono un modello Vulcano – Tettonico: il differenziale di sollevamento, massimo al Rione Terra e minore lateralmente, produce sforzi di taglio che si traducono in eventi sismici che si manifestano in zone sismo-genetiche ben note.
Possiamo schematizzare :
- area di Solfatara – Pisciarelli – Astroni
- area di La Pietra – Bagnoli
- area di Cigliano – Gauro
- area di Lucrino
- area della costa di Baia – Bacoli (Fumose)
Le profondità degli ipocentri in genere non supera i 3 Km, solo nella zona a mare nei pressi di Baia – Bacoli si registrano terremoti un po’ più profondi. Presumibilmente nell’area di bordo della caldera l’aumento della temperatura è minore con la profondità (gradiente geotermico meno elevato).
Allo stato attuale delle conoscenze non è possibile fare previsioni sui terremoti, e nemmeno sui meccanismi di rottura delle rocce.
Per i dati geochimici possiamo analizzare per esempio il rapporto CO2/H2O che ultimamente si è allontanato dai massimi restando però in un trend in ascesa. Attraverso un’analisi pluriennale si può osservare che esso segue l’ andamento della deformazione attraverso proporzionalità diretta.
Ecco l’immagine che evidenzia quanto detto, tratta dal bollettino mensile dell’Osservatorio Vesuviano di Febbraio 2026

Anche il valore del Monossido di Carbonio (CO) accompagna con un trend pluriennale in crescita lo sviluppo della crisi in atto.
Di seguito l’immagine tratta dal bollettino mensile dell’Osservatorio Vesuviano di Febbraio 2026

L’emissione dell’anidride carbonica dalle fumarole principali è sempre molto elevata ed è paragonabile a sistemi vulcanici a condotto aperto dove il magma, quindi, può avere libero sfogo.
Ultimamente si è ipotizzato che una parte dell’emissione della CO2 sia legato alla dissoluzione della calcite idrotermale, un processo non di natura direttamente magmatica.
Gli addetti ai lavori sono impegnati alla ricerca di un modello interpretativo di questo fenomeno complesso e di come esso possa evolvere. Taluni pensano che la crisi in atto sia determinata da soli gas volatili che si muovono dal basso, qualcuno mette in relazione il bradisismo con la meteorologia e la piovosità, altri sostengono che sia direttamente il magma a determinarne lo squilibrio in atto.
Negli ambienti di ricerca si discute alacremente su quali siano le caratteristiche del sottosuolo flegreo; spesso i diversi metodi di ricerca non raggiungono risultati univoci. Ciò non deve meravigliare, è il sale del metodo scientifico e della ricerca.
Un recente studio ha voluto focalizzare l’attenzione sulla dinamica del suolo flegreo prima dell’eruzione del Montenuovo (Rolandi, Troise, Sacchi, Di Lascio De Natale 2025, in bibliografia ) ridisegnandone l’andamento in contrapposizione a precedenti lavori sullo stesso argomento e reperibili attraverso la bibliografia della pubblicazione.
Alla luce delle conoscenze è possibile fare una sintesi, e tutti i parametri del monitoraggio indicano che il sistema continua ancora a pressurizzarsi e riscaldarsi; non si registrano inversioni che indicherebbero un cambiamento significativo dello stato del vulcano. Resta quindi l’attenzione, fin quando il suolo continuerà a sollevarsi saranno possibili eventi sismici anche significativi ma, al momento, non ci sono elementi che preludono ad un’evoluzione negativa a breve.
E’ possibile fare degli approfondimenti attraverso alcune mie interviste:
Al Prof. De Natale :
Al Dott Chiodini:
Alla Dott.ssa Bianco:
Al Prof Zollo:
un ulteriore articolo: https://www.quicampiflegrei.it/2025/09/24/deformazione-del-suolo-flegreo-e-possibili-futuri-scenari/
Consiglio le bibliografie annesse ad ogni intervista pubblicata.
Bibliografia:
Giudicepietro F., Casu F., Bonano M., De Luca C., De Martino P., Di Traglia F., Di Vito MA.,Macedonio G., Manunta M., Monterroso F., Striano P., Lanari R. (2024).
First evidence of a geodetic anomaly in the Campi Flegrei caldera (Italy) ground deformation pattern revealed by DInSAR and GNSS measurements during the 2021–2023 escalating unrest phase, International Journal of Applied Earth Observation and Geoinformation, Vol 132, 2024, 104060, https://doi.org/10.1016/j.jag.2024.104060. https://doi.org/10.1016/j.jag.2024.104060
Chiodini, G., R. Avino, S. Caliro, C. Minopoli (2011)
Temperature and pressure gas geoindicators at the Solfatara fumaroles (Campi Flegrei). Annals Geophysics, 54, 2. https://doi.org/10.4401/ag-5002
Chiodini G., Caliro S., De Martino P., Avino R. and Gherardi F. (2012).
Early signals of new volcanic unrest at Campi Flegrei caldera? Insights from geochemical data and physical simulations. Gelogy, https://doi.org/10.1130/G33251.1
Chiodini G., Vandemeulebrouck J., Caliro S, D’Auria L., De Martino P, Mangiacapra A., Petrillo Z. (2015) Evidence of thermal driven processes triggering the 2005-2014 unrest at Campi Flegrei caldera. Earth Planet. Sci. Lett. 414, 58–67. https://doi.org/10.1016/j.epsl.2015.01.012
Chiodini G., Pappalardo L., Aiuppa A. and Caliro S. (2015b)
The geological CO2 degassing history of a long-lived caldera. Geology. https://doi.org/10.1130/G36905.1
Chiodini G., Paonita A., Aiuppa A., Costa A., Caliro S., De Martino P., Acocella V. and Vandemeulebrouck J. (2016)
Magmas near the critical degassing pressure drive volcanic unrest towards a critical state. Nat. Commun. 7, 13712. https://doi.org/10.1038/ncomms13712
Chiodini G., Caliro S., Avino R., Bini G., Giudicepietro F., De Cesare W., Ricciolino P., Aiuppa A.,Cardellini C., Petrillo Z., Selva J., Siniscalchi A., Tripaldi S. (2021)
Hydrothermalpressure-temperature control on CO2 emissions and seismicity at Campi Flegrei (Italy). J.Volcanol. Geotherm. Res. 414 (2021). https://doi.org/10.1016/j.jvolgeores.2021.107245
Kilburn, C. R. J.; De Natale, G; Carlino, S. (2017)
Progressive approach to eruption at Campi Flegrei caldera in Southern Italy, Nature Communications, DOI: 10.1038/ncomms15312, 2017.
Troise, C., De Natale, G., Schiavone, R., Somma, R., & Moretti, R. (2019)
The Campi Flegrei caldera unrest: Discriminating magma intrusions from hydrothermal effects and implications for possible evolution. Earth-Science Reviews, 188, 108-122, https://doi.org/10.1016/j.earscirev.2018.11.007
(Rolandi, Troise, Sacchi, Di Lascio De Natale 2025)
https://nhess.copernicus.org/articles/25/3421/2025/
https://www.old.unina.it/-/67905177-task-force-di-ateneo-nuovo-report-sul-sisma-del-13-marzo