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ALLA CASINA VANVITELLIANA DACIA MARAINI HA PRESENTATO “CARO PIER PAOLO”

Lunedì 30 gennaio nella sala dell’Ostrichina, al Fusaro (Bacoli), alla presenza del sindaco di Bacoli Josi Gerardo Della Ragione e di un folto pubblico, la scrittrice Dacia Maraini ha presentato il libro CARO PIER PAOLO (Neri Pozza), scritto per celebrare il centenario della nascita di Pierpaolo Pasolini tragicamente scomparso il 2 novembre del 1975.

Ad affiancarla il professor Ernesto Salemme che, oltre a parlare del libro coadiuvato dalle letture dell’attore Dario Barbato, l’ha intervistata sul suo rapporto personale con Pasolini alimentando una vivace e interessante conversazione da cui è fuoriuscita un’immagine diversa da quella stereotipata che presenta un Pasolini caratterialmente burbero, arrabbiato con il mondo, un predatore eternamente a caccia di ragazzi di vita per appagare la propria omosessualità di cui non fece mai mistero.

Dalle parole della scrittrice traspare un Pasolini dolce e melanconico che non cercava la compagnia dei giovani prostituti per semplice piacere bensì perché se ne innamorava; un Pasolini che “approda” all’omosessualità perché era talmente innamorato della madre – nel suo film IL VANGELO SECONDO MATTEO la beatificò facendole interpretare il ruolo della Madonna – identificandola in qualunque figura femminile al punto da ritenere incestuoso fare l’amore con una donna. A proposito di ciò la Maraini ha associato Pasolini a Dante e agli stilnovisti i quali, rifacendosi alla tradizione provenzale, divinizzavano la figura femminile esaltandola nei propri versi d’amore.

Per avallare questa visione stilnovista di Pasolini, la scrittrice ha raccontato due episodi significativi. Il primo accadde durante uno dei tanti viaggi in jeep nel deserto che erano soliti fare lei, Pasolini, Moravia e altri amici: durante la sosta in un villaggio africano, Pasolini cercava disperatamente un telefono pubblico per telefonare alla madre. Gli fu risposto che ce n’era uno in un villaggio distante cinquanta chilometri. Lo scrittore non si perse d’animo, salì in macchina e si fece un viaggio di tre ore all’andata e tre al ritorno per chiamarla e salutarla. L’altro riguarda il soprano Maria Callas, innamorata follemente di lui: tra lei e Pasolini ci fu solo un amore platonico, nonostante camminassero tenendosi per mano e si scambiassero tenerezze. Tutto ciò fece soffrire molto la Callas che avrebbe voluto essere amata anche fisicamente, confidando le proprie speranze alla Maraini che la invitò a riporle.

Nel finale della serata, sollecitata da Salemme a parlare della misteriosa morte di Pasolini, la Maraini non si è esentata dall’affermare che, se solo oggi, a seguito di ulteriori indagini, si presume che lo scrittore non fu ucciso da Pino Pelosi ma molto probabilmente da almeno tre persone e che Pelosi fu reo confesso perché pagato o ricattato, già all’epoca lei e gli amici di Pasolini riscontrarono molte incongruenze sia nelle modalità del delitto sia nelle dichiarazioni di Pelosi il quale, solo poco prima di morire, ritrattò affermando di non averlo ucciso lui. Secondo la scrittrice, poiché Pasolini non faceva pubblico mistero di sapere chi avesse ucciso Enrico Mattei e chi avesse messo la bomba in Piazza Fontana ma non aveva le prove, è molto probabile che fu ucciso perché non parlasse.

Il libro ci presenta un Pasolini diverso da quello cattivo, bestemmiatore, violento degli Scritti Corsari; ci parla di un uomo fragile e delle sue infinite contraddizioni che ne mettono a nudo la sensibilità e il suo essere un eterno sognatore. In tal senso molta bella la frase pronunciata dalla scrittrice a chiosa del suo intervento su Pasolini sognatore: “guai a chi non crede nei sogni.”

La serata è stata allietata dal soprano Chiara Polese che, accompagnata al pianoforte dal maestro Luca Spinosa, ha cantato alcune arie di opere famose.

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Vincenzo Giarritiello
Nato a Napoli, ma da oltre vent’anni residente a Pozzuoli, Vincenzo Giarritiello alterna all’attività di scrittore quella di giornalista per passione. Nel 1997 ha pubblicato “L’ultima notte e altri racconti” e nel 1999 “La scelta”. Nel 2017 ha ristampato “La scelta” e nel 2018 ha pubblicato il romanzo breve “Signature rerum” ambientato nei Campi Flegrei. Nel 2019 ha stampato “Le mie ragazze rom scrivono” e “Raggiolo uno scorsio di paradiso in terra”. Nel 2020 ha editato la raccolta di racconti “L’uomo che realizzava i sogni”. Ha pubblicato con le Edizioni Helicon il romanzo “Il ragazzo che danzò con il mare”. Ha collaborato con le riviste online “Giornalewolf.it” e “Comunicare Senza Frontiere”; con quelle cartacee “Memo”, “Il Bollettino Flegreo”, “Napoli Più”, “La Torre”. Fino al 2008 ha coordinato laboratori di scrittura creativa per ragazzi a Pozzuoli e all’Istituto Penitenziario Minorile di Nisida. Attualmente collabora con l’associazione culturale Lux in Fabula con cui ha ideato la manifestazione “Quattro chiacchiere con l’autore”. Nel 2005 ha attivato il blog “La Voce di Kayfa” e nel 2017 “La Voce di Kayfa 2.0”. Dal 2019 è attivo il suo sito www.vincenzogiarritiello.it
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