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La Bagnoli che verrà: il punto in commissione Urbanistica

Nel corso di una lunga riunione della commissione Urbanistica, presieduta da Mario Coppeto, sono stati presentati gli ultimi approfondimenti sul nuovo assetto dell’area di Bagnoli. Sono intervenuti gli assessori all’Ambiente, Raffaele Del giudice, e all’Urbanistica, Carmine Piscopo, il commissario straordinario Francesco Floro Flores, il project manager di Invitalia, Claudio Collinvitti, e Federico Bargone dello studio di progettisti vincitore del concorso di idee bandito da Invitalia.
 
Dal no al carcere a Bagnoli dichiarato dalla ministra Mara Carfagna, al progetto curato dai progettisti dello studio Bargone Architetti Associati che si è aggiudicato il concorso internazionale di idee varato dal soggetto attuatore Invitalia per la definizione del nuovo assetto dell’area ex Italsider: tanti i temi trattati nella riunione odierna della commissione Urbanistica.


Claudio Collinvitti di Invitalia ha sottolineato che il progetto per Bagnoli ha preso slancio nel giugno 2019, quando fu approvato lo stralcio urbanistico del Praru (Programma di risanamento ambientale e rigenerazione urbana), con investimenti per 2 miliardi di euro, di cui 800 milioni per interventi di bonifica delle infrastrutture del sito e per la realizzazione del waterfront. Una spesa che attiene alla responsabilità del soggetto attuatore e del commissario straordinario. Per i collegamenti con l’esterno, sono 530 i milioni previsti, mentre altri 600 riguardano l’impegno degli investitori privati.


Numerose, e non tutte conosciute, le attività che hanno portato allo stralcio, punto di arrivo di una serie di interlocuzioni avute col territorio, con l’inclusione nel documento di accorgimenti condivisi con gli abitanti di Bagnoli. Da quel momento, e dalla contestuale liberazione dei terreni oggetto di sequestro, si sono potute avviare le attività, a partire dalla bonifica. Entro la fine di quest’anno si concluderà il contratto per la bonifica da amianto, con 50 giorni di ritardo a causa del ritrovamento di manufatti interrati e non censiti: un capitolo doloroso per l’area. Tutti i progetti vedranno la luce entro l’anno, ed entro la fino del 2022 partiranno le gare. La bonifica a terra si concluderà entro il 2023; altri sette, otto mesi saranno necessari per rimuovere la colmata.


A partire dal prossimo 7 giugno, si svolgeranno le sessioni on line per raccogliere i suggerimenti di associazioni ed esperti sul modo migliore di utilizzare gli spazi; suggerimenti che poi verranno vagliati insieme ai progettisti e inseriti nel progetto definitivo. Un capitolo a parte riguarda i sedimenti marini, per i quali occorre effettuare un risanamento onde consentire la balneabilità dell’ex area industriale: un aspetto per il quale non esistono normative e che impone di individuare un’apposita modalità operativa. Da qui il confronto con altri Paesi, dove si utilizza l’analisi del rischio per produrre un progetto accettabile. Inoltre, sta per partire il progetto delle infrastrutture e del parco.


Francesco Floro Flores, commissario straordinario di Bagnoli, ha rimarcato la complessità della situazione, dovuta all’eterogeneità degli inquinanti, alle difficoltà dell’opera di bonifica degli arenili e dello spazio marino e all’eliminazione della colmata. Per gli espropri, il quesito sulla competenza è stato risolto con la pronuncia dell’Avvocatura di Stato, che ne ha attribuito l’incombenza ad Invitalia, che poi diventerà proprietaria dei suoli. Per l’area Cementir sono state fatte tutte le azioni legali necessarie e sono state riconosciute le ragioni del commissariato; si procederà, quindi, all’esproprio e alla ricerca di un confronto per ottenere un rapido rilascio dei suoli, cominciare lo smantellamento delle strutture e svolgere verifiche sulla bonifica.


Flores ha poi risposto alle osservazioni dei consiglieri Vincenzo Moretto (Misto – componente Lega Napoli Salvini), Sergio Colella (Davvero – sostenibilità & diritti) e Aniello Esposito (Partito Democratico) sui contenuti degli interventi, sui costi e sulle caratteristiche della bonifica. Riguardo la necessità di creare occupazione sul territorio, ha chiarito che insieme a Cassa Depositi e Prestiti e ad Anpal, vista la difficoltà a prevedere clausole sociali nei contratti, saranno attivati corsi di formazione specifici: sei quelli ipotizzati, ciascuno aperto a 20 persone; un percorso definito con i comitati civici e che attende il via libera della Regione.


L’assessore all’Ambiente, Raffaele Del Giudice, ha evidenziato come i tavoli tecnici su Bagnoli abbiano permesso di avere per la prima volta, nella lunga storia dell’area, una visione d’insieme di tutta la logistica inquinante, e grande è il lavoro che Invitalia ha fatto. La mappatura dell’area ha restituito la convinzione di dover attuare bonifiche con le migliori tecnologie possibili, cosa che è avvenuta anche con la sperimentazione di tecniche quali l’utilizzo di essenze arboree che evitano l’impiego di trattamenti chimici. Le bonifiche si fanno in base all’uso successivo dei suoli, ma è stata condivisa l’idea della rimozione totale dall’amianto, che si sta ora svolgendo con una tecnica consolidata e migliorativa, che prevede lavorazioni con monitoraggio costante dell’aria tramite centraline all’avanguardia.
Il presidente della Municipalità 10, Diego  Civitillo, ha espresso apprezzamento per il percorso condiviso con i comitati e le associazioni del territorio. Un percorso che ha portato, tra l’altro, alla costituzione di un Osservatorio dei movimenti.


Il vicesindaco e assessore all’Urbanistica, Carmine Piscopo, ha ricordato la grande complessità tecnica della questione Bagnoli, che vede sovrapposte molte questioni: lo stralcio urbanistico approvato in Conferenza dei Servizi, con pareri resi da varie amministrazioni dello Stato e da quattro direzioni ministeriali, diventato poi un decreto presidenziale, un passaggio che testimonia come il progetto di Bagnoli sia stato portato ai massimi livelli e condiviso da tutti a eccezione della Regione, che ha sollevato obiezioni in sede conferenza di servizi; l’illustrazione pubblica della progettazione e del piano di bonifiche, così come dei lavori in corso; le procedure adottate per la Porta del Parco, il Parco dello Sport e il Turtle Point. Aver definito con nettezza anche la questione del carcere, infine, significa che si sta andando verso una trasformazione urbana di Bagnoli, senza dimenticare il lavoro con ABC sulle reti idriche e per la redazione del masterplan idrico.


Al termine dell’incontro, il presidente Coppeto ha chiesto a Federico Bargone – componente dello studio di progettisti vincitore, col progetto “Balneolis”, del concorso internazionale di idee curato da Invitalia – di illustrare gli elementi caratterizzanti del masterplan che ridisegna il paesaggio di Bagnoli, e in particolare le modalità con le quali si portano nel “cuore” della progettazione i cittadini e le persone.


Il progetto, ha detto Bargone, è una grande opportunità e una grande sfida che mette insieme paesaggio, architettura e recupero. Un’opportunità non solo per Bagnoli e per Napoli, ma un simbolo di recupero e di superamento di un cortocircuito industriale, con il ritorno ai valori fondanti che per secoli hanno qualificato il territorio: fertilità, produttività e paesaggio. Si è dunque pronti a raccogliere la voce di chi vivrà quei luoghi e a condividere tutte le fasi progettuali con il territorio.


Un nuovo incontro, ha annunciato il presidente Coppeto, si svolgerà a breve con la partecipazione di Mara Carfagna, ministra per il Sud.

Redazione
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