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Chi ha ucciso l’Adipe Re? Recensione a cura di Carmine Ferraro del libro “Il paradiso non ha un angolo retto” di Paola Iannelli

Chiaia è la Napoli bene, è la vita mondana, è il lusso che affaccia sul mare e si specchia vanitoso. La scrittrice Paola Iannelli, tuttavia, ci insegna che ogni idillio, anche il più luminoso, può nascondere il marcio dell’esistenza umana. Il titolo del suo romanzo d’esordio, “Il paradiso non ha un angolo retto”, da subito diviene un monito programmatico per il lettore: non c’è da aspettarsi alcuno spazio, geografico o sentimentale, che possa dirsi sicuro e definitivo. Non la propria casa, non il proprio quartiere, né tanto meno l’amore.

L’omicidio del dottor Sbarbaglia, stimato chirurgo estetico, sconvolge il bel quartiere; a quanto pare la fama di uomo galante, la bellezza e i soldi non corrompono la morte, ma solo la vita. Intanto un amore dannato consuma come una misteriosa malia la vita della giovane aristocratica Maria Vittoria D’Orta. Eros e Thanatos, amore e morte, si intrecciano nel romanzo e durante tutta la corsa alla verità.

Ai due carabinieri della stazione di Largo Ferrandina il compito di investigare, di ricostruire la vita del dottor Sbarbaglia e di conoscere la sua clientela. Parallela alle indagini ufficiali si sviluppa la quête di Gegé, cronista di nera del Mattino, che ha già scritto un pezzo di apertura sul chirurgo assassinato – «Morto l’Adipe Re. Delitto a via San Pasquale» – e che ha tutta l’intenzione di sbrogliare l’intera matassa. 

Centro focale del romanzo resta l’omicidio, ma le storie dei personaggi si moltiplicano e le pagine di Paola Iannelli osano la prospettiva, si spostano con disinvoltura dalle chiassose strade napoletane ai salotti più esclusivi del quartiere, dalla prosa solare e razionale dei suoi eroi ai frammenti dal gusto più decadente della giovane D’Orta.

Napoli, come al suo solito, non ci sta a restarsene sullo sfondo, ma balza in scena, diventa protagonista. I palazzi antichi di Chiaia, che l’autrice nomina con la confidenza di chi li ha vissuti da vicino, restituiscono la bellezza e la decadenza, la grandezza e il suo sfiorire; Napoli è commedia e tragedia, paradiso e inferno, Napoli non ha un angolo retto.

Chi ha ucciso il dottore? Per avere una risposta le indagini seguiranno le relazioni ambigue tra i personaggi, i loro segreti e le loro bugie: una trama corale che metterà alla prova l’intuito e l’intelligenza di chiunque tenterà di far chiarezza.

Carmine Ferraro (docente di Letteratura e scrittore)

Redazione
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