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L’Associazione “Michele Sovente” e la promozione della cultura nei Campi Flegrei

Introduzione

Continua la nostra carrellata sulle associazioni culturali che operano sul territorio flegreo. Stavolta, abbiamo intervistato Nestore Antonio Sabatano, presidente della associazione “Michele Sovente” di Monte di Procida.

Il presidente della associazione

Nestore Antonio Sabatano, di professione Fisioterapista, vive nei Campi Flegrei ed è stato promotore di varie realtà associative sul territorio di Monte di Procida. E’ stato ideatore e fondatore del giornale locale di Monte di Procida “La voce del borgo”. Per volere della famiglia Sovente ha dato vita all’associazione culturale “Michele Sovente” con scopo solo ed esclusivo di promuovere eventi sul territorio e per far conoscere l’opera del poeta cui è intitolata l’associazione stessa. Attualmente, Sabatano è il presidente in carica della menzionata associazione. La sua passione per le ricerche lo ha portato a scrivere un libro intitolato “I cellai di Monte di Procida. Architettura rurale dei Campi Flegrei”.

L’associazione

L’associazione culturale “Michele Sovente” è sita nell’ultimo piano dell’abitazione dello scomparso poeta flegreo. La sede custodisce circa seimila volumi accumulati negli anni. Tutti possono visitarla previo appuntamento telefonico. Molti studenti di lettere e filosofia hanno stilato, grazie a questo fondo librario, delle stupende tesi sul poeta. Alcuni addirittura hanno realizzato libri di Sovente con commenti ed edizioni critiche.

L’intervista

Signor Sabatano, quali sono i progetti che la sua associazione sta seguendo al momento che possano avere una rilevanza per il territorio flegreo?

L’associazione persegue i fini di recupero della cultura locale flegrea. Molti sono stati gli eventi organizzati tra cui si ricorda le escursioni guidate volte alla conoscenza dei “cellai” di Monte di Procida; il recupero del busto del fondatore di villa Cerillo che giaceva in stato di abbandono nella nicchia del giardino antistante la villa anche grazie all’opera ed all’interessamento del maestro F. Costigliola; mostre fotografiche inedite di Bacoli tra la fine dell’Ottocento e gli inizi del Novecento; presentazione di libri come quello del giornalista Marco Perillo che trae spunto proprio dai luoghi in cui è vissuto il poeta Sovente.

Quali sono, a suo avviso, le criticità del territorio, in relazione soprattutto alla forte antropizzazione ed ad un patrimonio culturale molto diffuso e come tale più difficile da tutelare?

Le criticità del territorio flegreo sono molte e tutte collegate alla forte antropizzazione del territorio che rende più difficoltosa la preservazione e la fruizione di un vastissimo patrimonio storico-archeologico diffuso e perciò più difficile da difendere dagli attacchi della speculazione edilizia, del malaffare e delle connivenze politiche. La cattiva gestione del patrimonio culturale ha lasciato una profonda cicatrice nel tessuto sociale per cui manca nelle persone una precisa identità culturale. Tante sono le forme associative che cercano di recuperare il salvabile, ma poche sono quelle che veramente lo fanno con spirito di gratuità e di amore per questo territorio. Certamente, in tale contesto, occorrerebbe un forte impegno politico per risollevare il territorio.

Quali potrebbero essere, secondo Lei, i percorsi da seguire  per un reale sviluppo delle potenzialità del territorio flegreo in relazione ai giacimenti culturali presenti?

Diversi sono progetti che si potrebbero attuare sul nostro territorio per riqualificarlo, come ad esempio recuperare il salvabile, progettare strutture preposte alle attività di tempo libero, valorizzare le vecchie professioni che oggi sono del tutto scomparse e di cui molti giovani ignorano perfino l’esistenza.

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Vincenzo Casillo
Vincenzo Casillo nasce a Pozzuoli nel 1970. Dopo la maturità liceale si dedica agli studi giuridici e successivamente a quelli teologici. Da molti anni collabora con un istituto parificato della provincia di Napoli. Nel 2017 diviene uno dei curatori del progetto Archeoflegrei creato dall’architetto Cristiano Fiorentino. Porta avanti alcune ricerche sull’epoca paleocristiana lasciate in sospeso dal compianto don Angelo D’Ambrosio.
http://www.archeoflegrei.it

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