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	<title>Procida &#8211; QuiCampiFlegrei</title>
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	<description>testata giornalistica per la promozione dell&#039;area occidentale di Napoli</description>
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	<title>Procida &#8211; QuiCampiFlegrei</title>
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		<title>Il 10 e il 18 ottobre Nympha Jalila a Cento Camerelle: danza e archeologia nel cuore di Bacoli</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Anna Russolillo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Oct 2026 13:00:23 +0000</pubDate>
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<p>Il 10 e il 18 ottobre Nympha Jalila sarà protagonista di <em>Forma Fluens – Danza a Cento Camerelle</em>, una performance che trasforma per due giornate uno dei luoghi più suggestivi dei Campi Flegrei in un palcoscenico contemporaneo. L’iniziativa rientra nella rassegna <em>Camerelle Experience</em><strong><em> </em></strong>del Parco<strong> </strong>Archeologico dei Campi Flegrei che nel mese di ottobre propone all’interno del sito di Bacoli un calendario capace di intrecciare archeologia, danza, musica, degustazioni di vini e visite guidate.  </p>



<p>A rendere particolarmente significativo <em>Forma Fluens</em> è il rapporto con il luogo che la ospita. Cento Camerelle, spazio normalmente poco accessibile e raramente aperto a iniziative performative, si trasforma per l’occasione in un palcoscenico fuori dall’ordinario. Tra cunicoli, cisterne e architetture ipogee, il movimento della danzatrice entra in relazione con la storia del sito, restituendogli una nuova dimensione percettiva.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="960" height="720" src="https://www.quicampiflegrei.it/wp-content/uploads/2026/10/cento-camerelle-bauli_ph_cultura.gov_.it_-960x720.jpg" alt="" class="wp-image-41839" srcset="https://www.quicampiflegrei.it/wp-content/uploads/2026/10/cento-camerelle-bauli_ph_cultura.gov_.it_-960x720.jpg 960w, https://www.quicampiflegrei.it/wp-content/uploads/2026/10/cento-camerelle-bauli_ph_cultura.gov_.it_-480x360.jpg 480w, https://www.quicampiflegrei.it/wp-content/uploads/2026/10/cento-camerelle-bauli_ph_cultura.gov_.it_-768x576.jpg 768w, https://www.quicampiflegrei.it/wp-content/uploads/2026/10/cento-camerelle-bauli_ph_cultura.gov_.it_.jpg 1024w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /><figcaption class="wp-element-caption">Cento Camerelle foto di Cultura gov.</figcaption></figure>



<p>Il 10 e il 18 ottobre, alle ore 17.00 e alle 18.00, la danzatrice Emanuela Futia, in arte Nympha Jalila, attraverserà le cisterne di Cento Camerelle con una performance pensata appositamente per questo luogo. Un incontro tra corpo e architettura che acquista particolare suggestione se si considera la storia, e anche l’immaginario, che nei secoli si è sedimentato tra questi spazi.</p>


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<figure class="alignright size-large"><img decoding="async" width="576" height="720" src="https://www.quicampiflegrei.it/wp-content/uploads/2026/10/WhatsApp-Image-2026-10-02-at-13.59.21-1-576x720.jpeg" alt="" class="wp-image-41840" srcset="https://www.quicampiflegrei.it/wp-content/uploads/2026/10/WhatsApp-Image-2026-10-02-at-13.59.21-1-576x720.jpeg 576w, https://www.quicampiflegrei.it/wp-content/uploads/2026/10/WhatsApp-Image-2026-10-02-at-13.59.21-1-288x360.jpeg 288w, https://www.quicampiflegrei.it/wp-content/uploads/2026/10/WhatsApp-Image-2026-10-02-at-13.59.21-1-768x960.jpeg 768w, https://www.quicampiflegrei.it/wp-content/uploads/2026/10/WhatsApp-Image-2026-10-02-at-13.59.21-1-1229x1536.jpeg 1229w, https://www.quicampiflegrei.it/wp-content/uploads/2026/10/WhatsApp-Image-2026-10-02-at-13.59.21-1.jpeg 1280w" sizes="(max-width: 576px) 100vw, 576px" /></figure>
</div>


<p>Noto già dal Cinquecento, il complesso è stato a lungo identificato dalla tradizione letteraria come le <strong>“Prigioni di Nerone”</strong>, anche in relazione all’intricato sistema di cunicoli che ne caratterizza la struttura e al racconto tramandato da Tacito, secondo cui Nerone avrebbe accolto qui la madre Agrippina prima di ordinarne l’assassinio. Al di là delle leggende, Cento Camerelle racconta però una storia profondamente legata all’acqua e alla vita della villa che doveva sorgere al di sopra del complesso. Si tratta infatti di un articolato sistema di cisterne, solo in parte esplorate, realizzato per rispondere all’enorme fabbisogno idrico dell&#8217;antica residenza romana, probabilmente dotata di giochi d’acqua, ninfei e peschiere. Ed è proprio dentro questa stratificazione di storia, funzione e immaginario che si inserisce <em>Forma Fluens</em>. Il movimento della danzatrice  Nympha Jalila attraverserà uno spazio nato per raccogliere e conservare l’acqua, restituendogli una nuova dimensione percettiva. Le cisterne, i cunicoli e le architetture ipogee diventano così non saranno solo lo scenario della performance, ma parte integrante di un’esperienza in cui il corpo contemporaneo entrerà in dialogo con le tracce del passato.</p>



<p> La danza seguirà idealmente il fluire dell’acqua, creando un dialogo tra il corpo contemporaneo e un luogo antico nato proprio per raccoglierla e conservarla. È questo il cuore di “Forma Fluens”: far percepire attraverso la danza ciò che oggi non è più visibile e restituire per qualche istante movimento a uno spazio normalmente silenzioso. L’esperienza sarà accompagnata da una visita guidata che permetterà al pubblico di conoscere la storia, gli aneddoti e la funzione dell’antica struttura prima di assistere alla performance. </p>



<p>“Camerelle Experience” proseguirà il 17 e il 24 ottobre con “Risonanze – Storie e canti a Bacoli”, con la voce di Marina Bruno, la chitarra di Giovanni Migliaccio e la collaborazione del Maestro Giuseppe di Capua. Ogni appuntamento si concluderà con la degustazione di un calice di Falanghina dei Campi Flegrei DOP.  Prenotazione obbligatoria su www.coopculture.it.</p>



<p></p>
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		<title>Presentazione del volume &#8216;Radio Libere e Televisioni nei Campi Flegrei&#8217;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Salvatore Basile]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jun 2026 19:17:25 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[C’è stato un momento, tra la fine degli anni &#8217;70 e l’inizio degli anni &#8217;80, in cui l’etere in Italia è diventato un foglio bianco tutto da scrivere. I Campi Flegrei non fecero eccezione, anzi: diventarono un laboratorio formidabile di sperimentazione sociale e culturale. Sabato 13 Giugno 2026, le sale del Polo Culturale di Palazzo...]]></description>
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<p>C’è stato un momento, tra la fine degli anni &#8217;70 e l’inizio degli anni &#8217;80, in cui l’etere in Italia è diventato un foglio bianco tutto da scrivere. I Campi Flegrei non fecero eccezione, anzi: diventarono un laboratorio formidabile di sperimentazione sociale e culturale. </p>



<p>Sabato 13 Giugno 2026, le sale del Polo Culturale di Palazzo Toledo a Pozzuoli ospitano la memoria di quella stagione straordinaria con la presentazione del volume &#8216;Radio Libere e Televisioni nei Campi Flegrei&#8217;. </p>



<p>Un&#8217;occasione che per le istituzioni locali non è solo nostalgia, ma un punto di partenza per riflettere sull&#8217;identità del territorio. </p>



<p>Dalle prime antenne montate sui tetti alla nascita di redazioni improvvisate ma caparbie, dietro ogni frequenza c’era una comunità che cercava la propria voce. Un lavoro immenso di scavo e documentazione che gli autori, Francesco Lubrano e Rita Capuano, hanno pazientemente ricucito insieme, trasformando i ricordi dei singoli in una cronistoria collettiva e accessibile a tutti. </p>



<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe title="Presentazione del volume &#039;Radio Libere e Televisioni nei Campi Flegrei&#039;" width="640" height="360" src="https://www.youtube.com/embed/rlNsUIi01RI?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
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<p>Ma la storia dei media locali non è fatta solo di date e sintonizzazioni; è fatta soprattutto di persone, di pionieri che affrontavano i microfoni con una miscela unica di incoscienza, entusiasmo e profondo spirito di servizio. </p>



<p>Microfoni che diventavano specchi della quotidianità flegrea, capaci di lanciare jingle memorabili, ma anche di fare informazione e cultura dal basso, legandosi indissolubilmente alla vita della città. Quello che oggi stringiamo tra le mani non è solo un libro di storia locale, ma il racconto di come un intero territorio ha imparato a guardarsi e ad ascoltarsi, gettando le basi per il giornalismo e la comunicazione del futuro. </p>



<p>Mentre scorrono i titoli di coda di una mattinata densa di aneddoti, resta la certezza che quelle emittenti libere abbiano lasciato un’eredità profonda.</p>
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		<title>A Pozzuoli la storia della tavola napoletana. Da Apicio a&#8230; Scapece, sabato 20 giugno alle 17</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Anna Russolillo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Jun 2026 17:27:36 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[SAVE THE DATE Dai fastosi banchetti dell&#8217;antica Roma alle ricette popolari tramandate di generazione in generazione, la tavola partenopea continua a custodire un patrimonio di conoscenze che appartiene all&#8217;intera comunità. Di questo si parlerà alla presentazione del libro &#8220;Da Apicio a&#8230; Scapece. Napoli a tavola con ricette antiche e moderne&#8221; di Anna Abbate, in programma...]]></description>
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<p><strong>SAVE THE DATE</strong></p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignright size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="271" height="385" src="https://www.quicampiflegrei.it/wp-content/uploads/2026/06/da-apicio-a-scapece.jpg" alt="" class="wp-image-41370" srcset="https://www.quicampiflegrei.it/wp-content/uploads/2026/06/da-apicio-a-scapece.jpg 271w, https://www.quicampiflegrei.it/wp-content/uploads/2026/06/da-apicio-a-scapece-253x360.jpg 253w" sizes="auto, (max-width: 271px) 100vw, 271px" /></figure>
</div>


<p>Dai fastosi banchetti dell&#8217;antica Roma alle ricette popolari tramandate di generazione in generazione, la tavola partenopea continua a custodire un patrimonio di conoscenze che appartiene all&#8217;intera comunità. Di questo si parlerà alla presentazione del libro &#8220;Da Apicio a&#8230; Scapece. Napoli a tavola con ricette antiche e moderne&#8221; di Anna Abbate, in programma <strong>sabato 20 giugno alle ore 17.00</strong> presso il <strong>Polo Culturale Palazzo Toledo di Pozzuoli</strong>.</p>



<p>Pubblicato da <strong>Valtrend Editore </strong>nella collana <em>ArcheoCucina</em>, il volume conduce il lettore in un affascinante viaggio attraverso oltre duemila anni di storia dell&#8217;alimentazione. Il titolo richiama la figura di Marco Gavio Apicio, il più celebre gastronomo dell&#8217;antica Roma, autore del <em>De re coquinaria</em>, e quella della scapece, antica tecnica di conservazione degli alimenti mediante l&#8217;uso dell&#8217;aceto, ancora oggi presente nella tradizione culinaria dell&#8217;Italia meridionale.</p>



<p>L&#8217;incontro rappresenta l&#8217;appuntamento conclusivo del progetto &#8220;Pagine Libere – Un viaggio tra libri e cultura&#8221;, promosso dal Comune di Pozzuoli in collaborazione con Lunaria A2 e il Gruppo archeologico Kyme e finanziato dal Centro per il Libro e la Lettura (Cepell)<strong> </strong>del Ministero della Cultura. Un&#8217;iniziativa che nel corso dell&#8217;anno ha coinvolto scuole, associazioni, autori e cittadini con l&#8217;obiettivo di promuovere la lettura come strumento di crescita culturale, inclusione sociale e valorizzazione del territorio.</p>



<p>Tra le ricette e le tradizioni gastronomiche raccontate nel volume spiccano le celebri zucchine alla scapece,<strong> a</strong>utentico simbolo della cucina napoletana, preparate con zucchine fritte, aceto e menta fresca. Il libro approfondisce inoltre le antiche preparazioni di pesce conservato secondo il metodo della scapece, illustrando varianti storiche diffuse lungo le coste del Mediterraneo.</p>



<p>A dialogare con Anna Abbate saranno <strong>Mariasole La Rana</strong>, Assessore alla Cultura del Comune di Pozzuoli, e <strong>Floriana Schiano Moriello</strong>, giornalista specializzata in enogastronomia, agroalimentare e promozione del territorio, che offriranno spunti di riflessione sul ruolo della cucina come patrimonio culturale e fattore di sviluppo locale.</p>



<p>La presentazione sarà moderata dal giornalista <strong>Marco Martone</strong> di VG21.</p>



<p>Al termine seguirà un aperitivo nel segno di quella tradizione dell&#8217;ospitalità che da sempre caratterizza il territorio flegreo.</p>
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		<title>Reggia di Caserta, dal 5 giugno si chiude l’era Maffei: guida ad interim ad Alfonsina Russo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Anna Russolillo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Jun 2026 09:24:57 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Dopo sette anni alla guida della Reggia di Caserta, si conclude il mandato di Tiziana Maffei. A partire dal 5 giugno, data di scadenza dell’attuale incarico, la direzione del complesso vanvitelliano sarà affidata temporaneamente all&#8217;archeologa Alfonsina Russo, dirigente di primo piano del Ministero della Cultura e tra le figure più importanti nella gestione del patrimonio...]]></description>
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<figure class="alignright size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="540" height="720" src="https://www.quicampiflegrei.it/wp-content/uploads/2026/06/WhatsApp-Image-2026-06-02-at-11.17.48-540x720.jpeg" alt="" class="wp-image-41332" style="width:322px;height:auto" srcset="https://www.quicampiflegrei.it/wp-content/uploads/2026/06/WhatsApp-Image-2026-06-02-at-11.17.48-540x720.jpeg 540w, https://www.quicampiflegrei.it/wp-content/uploads/2026/06/WhatsApp-Image-2026-06-02-at-11.17.48-270x360.jpeg 270w, https://www.quicampiflegrei.it/wp-content/uploads/2026/06/WhatsApp-Image-2026-06-02-at-11.17.48-768x1024.jpeg 768w, https://www.quicampiflegrei.it/wp-content/uploads/2026/06/WhatsApp-Image-2026-06-02-at-11.17.48-1152x1536.jpeg 1152w, https://www.quicampiflegrei.it/wp-content/uploads/2026/06/WhatsApp-Image-2026-06-02-at-11.17.48.jpeg 1536w" sizes="auto, (max-width: 540px) 100vw, 540px" /></figure>
</div>


<p>Dopo sette anni alla guida della Reggia di Caserta, si conclude il mandato di Tiziana Maffei. A partire dal 5 giugno, data di scadenza dell’attuale incarico, la direzione del complesso vanvitelliano sarà affidata temporaneamente all&#8217;archeologa <strong>Alfonsina Russo</strong>, dirigente di primo piano del Ministero della Cultura e tra le figure più importanti nella gestione del patrimonio culturale italiano</p>



<p>La nomina ha carattere provvisorio e accompagnerà la fase di transizione necessaria all’individuazione del nuovo direttore, che sarà scelto al termine delle procedure di interpello e del successivo bando ministeriale.</p>



<p>La decisione punta a garantire continuità amministrativa e gestionale a uno dei siti culturali più prestigiosi d’Europa, riconosciuto patrimonio mondiale dell’UNESCO e meta ogni anno di milioni di visitatori. Il passaggio di consegne si inserisce nel normale processo di rinnovo degli incarichi direttivi dei musei autonomi del Ministero della Cultura.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignright size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="540" height="720" src="https://www.quicampiflegrei.it/wp-content/uploads/2026/06/WhatsApp-Image-2026-06-02-at-11.17.55-540x720.jpeg" alt="" class="wp-image-41331" style="width:304px;height:auto" srcset="https://www.quicampiflegrei.it/wp-content/uploads/2026/06/WhatsApp-Image-2026-06-02-at-11.17.55-540x720.jpeg 540w, https://www.quicampiflegrei.it/wp-content/uploads/2026/06/WhatsApp-Image-2026-06-02-at-11.17.55-270x360.jpeg 270w, https://www.quicampiflegrei.it/wp-content/uploads/2026/06/WhatsApp-Image-2026-06-02-at-11.17.55-768x1024.jpeg 768w, https://www.quicampiflegrei.it/wp-content/uploads/2026/06/WhatsApp-Image-2026-06-02-at-11.17.55-1152x1536.jpeg 1152w, https://www.quicampiflegrei.it/wp-content/uploads/2026/06/WhatsApp-Image-2026-06-02-at-11.17.55.jpeg 1536w" sizes="auto, (max-width: 540px) 100vw, 540px" /></figure>
</div>


<p>Leccese classe 1959, Alfonsina Russo, Capo del Dipartimento per la valorizzazione del patrimonio culturale è considerata una delle figure di riferimento nelle politiche nazionali di tutela e valorizzazione del patrimonio culturale. La sua carriera dal 2009 cresce progressivamente e nel 2017 viene nominata da Dario Franceschini direttrice del Parco archeologico del Colosseo, uno dei siti più visitati al mondo. Dal 2022 è dirigente di prima fascia del Ministero della cultura e dal 2024 ad oggi è a capo del Dipartimento del Ministero.</p>



<p>Particolare attenzione è stata dedicata, nelle sue attività istituzionali, al rafforzamento dell’accessibilità dei luoghi della cultura, alla sostenibilità gestionale e alla programmazione di lungo periodo.</p>



<p>L’affidamento della direzione ad interim della Reggia di Caserta rappresenta una scelta di stabilità, finalizzata a garantire il regolare svolgimento delle attività e la prosecuzione dei progetti in corso, in attesa della nomina del nuovo direttore.</p>



<p>Foto Anna Russolillo</p>
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		<title>Sabato 6 giugno ore 11 &#8220;Giacinto Diano il puteolano&#8221; all&#8217;Accademia dei Campi Flegrei</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Anna Russolillo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Jun 2026 09:29:09 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Quanti conoscono davvero Giacinto Diano, il grande pittore nato a Pozzuoli, che nel Settecento portò il suo talento dalle terre flegree fino agli Abruzzi e alle Puglie? Eppure il nome di Giacinto Diano, detto “il Puteolano” o “‘o Puzzulaniello”, occupa un posto di rilievo nella storia dell’arte meridionale. Nato a Pozzuoli il 28 marzo 1731...]]></description>
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<p></p>



<p><strong>Quanti conoscono davvero Giacinto Diano, il grande pittore nato a Pozzuoli, che nel Settecento portò il suo talento dalle terre flegree fino agli Abruzzi e alle Puglie?</strong></p>



<p>Eppure il nome di Giacinto Diano, detto “<em>il Puteolano</em>” o “‘<em>o Puzzulaniello</em>”, occupa un posto di rilievo nella storia dell’arte meridionale. Nato a Pozzuoli <strong>il 28 marzo 1731 e morto a  Napoli il 13 agosto 1803</strong>, l&#8217;Artista si formò nella prestigiosa scuola di Francesco De Mura diventando uno dei protagonisti della stagione artistica della Napoli borbonica. Diano, infatti, fu tra i più apprezzati interpreti della pittura del secondo Settecento, lasciando opere in numerose città dell’antico Regno di Napoli.</p>



<p>Per riscoprire la figura e il percorso artistico di questo straordinario maestro, l’Accademia dei Campi Flegrei propone un nuovo appuntamento culturale dedicato alla valorizzazione del patrimonio storico e artistico del territorio.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignright size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="578" height="720" src="https://www.quicampiflegrei.it/wp-content/uploads/2026/06/san-pellegrino-morente_foggia-578x720.jpg" alt="" class="wp-image-41324" srcset="https://www.quicampiflegrei.it/wp-content/uploads/2026/06/san-pellegrino-morente_foggia-578x720.jpg 578w, https://www.quicampiflegrei.it/wp-content/uploads/2026/06/san-pellegrino-morente_foggia-289x360.jpg 289w, https://www.quicampiflegrei.it/wp-content/uploads/2026/06/san-pellegrino-morente_foggia-768x956.jpg 768w, https://www.quicampiflegrei.it/wp-content/uploads/2026/06/san-pellegrino-morente_foggia-1234x1536.jpg 1234w, https://www.quicampiflegrei.it/wp-content/uploads/2026/06/san-pellegrino-morente_foggia-1645x2048.jpg 1645w, https://www.quicampiflegrei.it/wp-content/uploads/2026/06/san-pellegrino-morente_foggia.jpg 1870w" sizes="auto, (max-width: 578px) 100vw, 578px" /><figcaption class="wp-element-caption">Giacinto Diano, qui attribuito (1731-1803), San Pellegrino morente sorretto dal padre Guglielmo, olio su tela 1771. Foggia, Cattedrale. I due santi, sono insieme con la celebre Madonna Iconavetere collegata ai Quadrilli dei Campi Flegrei, i copatroni della città di Foggia.</figcaption></figure>
</div>


<p>Ospite dell’incontro sarà lo storico dell’arte <strong>Gianfranco Piemontese</strong>, che terrà la conferenza dal titolo : <strong>“Giacinto Diano il Puteolano: di alcune opere negli Abruzzi e nelle Puglie”</strong>. L’incontro, introdotto dalla presidente dell&#8217;Accademia dei Campi Flegrei Gea Palumbo offrirà al pubblico l’opportunità di approfondire aspetti meno conosciuti della produzione del pittore puteolano, seguendo il percorso delle sue opere oltre i confini della Campania e ricostruendo la diffusione della cultura figurativa napoletana nelle regioni dell’Italia meridionale. </p>



<p>Attraverso documenti, testimonianze e analisi storico-artistiche, Gianfranco Piemontese guiderà i partecipanti alla scoperta di dipinti e committenze che raccontano il prestigio raggiunto da Diano nel corso della sua carriera, quando il maestro flegreo divenne uno dei protagonisti della pittura del Regno di Napoli, fino a ottenere l’incarico di docente presso la Reale Accademia di Belle Arti. Un’occasione per rileggere la storia artistica del territorio flegreo attraverso uno dei suoi figli più illustri e per restituire visibilità a un autore che, ancora oggi, continua a sorprendere per la qualità della sua produzione e per l’ampiezza della sua eredità culturale.</p>



<p><strong>Ingresso libero.</strong></p>
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		<title>Sabato 30 maggio si chiude &#8220;Leggiamo in tour&#8221; il viaggio di “Pagine Libere” sulla panoramica della Solfatara: scienza, racconti e vulcani nei Campi Flegrei</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Anna Russolillo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 May 2026 12:32:28 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Dopo il successo di “Pozzuoli Sommersa Tour”, finito anche tra i servizi di Mizar Rai2, del Tgr RAI Campania e di Canale 21, e dopo l’appuntamento dedicato all&#8217;Oasi Naturalistica di Montenuovo, il percorso di “Leggiamo in Tour” si conclude guardando dall’alto uno dei luoghi più simbolici e inquieti dei Campi Flegrei, la Solfatara di Pozzuoli...]]></description>
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<p>Dopo il successo di “Pozzuoli Sommersa Tour”, finito anche tra i servizi di <em>Mizar</em>  Rai2, del Tgr RAI Campania e di <em>Canale 21</em>, e dopo l’appuntamento dedicato all&#8217;Oasi Naturalistica di Montenuovo, il percorso di “Leggiamo in Tour” si conclude guardando dall’alto uno dei luoghi più simbolici e inquieti dei Campi Flegrei, la Solfatara di Pozzuoli</p>



<p>Sabato mattina, dalle 9 alle 14, la panoramica che domina il celebre vulcano sarà il punto di incontro dell’ultimo appuntamento promosso da “Pagine Libere”, il progetto culturale del Comune di Pozzuoli realizzato insieme all’associazione Lunaria A2 e al Gruppo Archeologico Kyme, con il sostegno del Centro per il Libro e la Lettura del Ministero della Cultura. Non sarà un semplice e seppure straordinario affaccio su una delle vedute più belle di Pozzuoli in quanto la geologa e guida vulcanologica <strong>Norma Damiano</strong> accompagnerà i partecipanti in una lettura del paesaggio che mescola osservazione scientifica e immaginario letterario, trasformando il panorama flegreo in una pagina aperta da interpretare.</p>



<p>Dalla terrazza naturale che affaccia nella Solfatara lo sguardo abbraccia fumarole, fratture del terreno, colline vulcaniche, antiche colate e i segni del bradisismo che continuano a modificare lentamente la piana puteolana. Ed è proprio da qui che partirà il racconto della geologa, chiamata a spiegare in modo semplice ma rigoroso le dinamiche del sistema vulcanico dei Campi Flegrei, uno dei più studiati e delicati al mondo.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignright size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="1280" height="646" src="https://www.quicampiflegrei.it/wp-content/uploads/2022/11/solfatara-1280x646.jpg" alt="" class="wp-image-30769" style="aspect-ratio:1.9814971803472043;width:497px;height:auto" srcset="https://www.quicampiflegrei.it/wp-content/uploads/2022/11/solfatara-1280x646.jpg 1280w, https://www.quicampiflegrei.it/wp-content/uploads/2022/11/solfatara-714x360.jpg 714w, https://www.quicampiflegrei.it/wp-content/uploads/2022/11/solfatara-768x387.jpg 768w, https://www.quicampiflegrei.it/wp-content/uploads/2022/11/solfatara.jpg 1471w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></figure>
</div>


<p>Accanto alla scienza, però, ci sarà anche la narrazione con il professore <strong>Ciro Di Fiore</strong>. I partecipanti potranno ascoltare e fare riflessioni su alcune letture tratte dal libro “<em>Miti, leggende e storie della geologia in Campania</em>”, curato da Valerio Agnesi e Franco Foresta Martin.</p>



<p>Tra i brani selezionati vi sarà &#8220;<em>il viaggio leggendario di Ulisse e le sue ipotetiche tappe nei Campi Flegrei</em>&#8221; scritto dai proff. Pietro Aucelli e Ludovico Brancaccio, &#8221; <em>Campi Flegrei. Miti arcaici e il vulcanesimo tra mondo romano e mondo greco</em>&#8221; scritto dal prof. Antonio Di Fiore e poi spazio poi alle suggestioni letterarie dedicate alla Solfatara con i testi della scrivente sui diavoli, sui santi e sui colori infernali del paesaggio sulfureo, in un intreccio di memorie popolari, letteratura di viaggio e antiche visioni di autori classici.</p>



<p>La scelta della panoramica della Solfatara non è casuale. Dopo la chiusura dell’accesso principale alla Solfatara in seguito al tragico incidente del 2017 &#8211; ricordiamo che l&#8217;area fu allora sottoposta a sequestro giudiziario ed è stata dissequestrata nel gennaio 2023 &#8211; questo punto di osservazione è diventato uno dei luoghi più efficaci per leggere dall’esterno il grande cratere flegreo senza rinunciare alla sua forza visiva e simbolica.</p>



<p>Gli organizzatori di <em>Leggiamo in tour</em> sottolineano anche l’importanza di un approccio lontano dal sensazionalismo, il &#8220;racconto&#8221; scientifico servirà infatti a distinguere fenomeni, rischi e tempi geologici reali, aiutando i partecipanti a comprendere un territorio tanto fragile quanto straordinario.</p>



<p>L’appuntamento, visto lo spazio esiguo su strada, potrà ospitare al massimo quindici persone per volta. Per partecipare è necessaria la prenotazione via mail all’indirizzo associazionelunariaa2@gmail.com.</p>



<p>Ai partecipanti viene consigliato di sostare nei pressi dell&#8217;ingresso principale perchè sulla cosiddetta panoramica non c&#8217;è parcheggio, di portare scarpe comode per la salita, acqua e cappellino. E per chi volesse, anche un quaderno, questo perché nei Campi Flegrei, tra vapori, rocce e racconti, ogni paesaggio può ancora diventare una pagina da scrivere.</p>



<p></p>



<p></p>
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		<title>Campania e Sicilia unite nel segno di Gelone. A Pozzuoli la presentazione del libro “Gelone nella Terra di Athena” di Roberto Tedesco</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Anna Russolillo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 May 2026 08:33:19 +0000</pubDate>
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<figure class="alignright size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="536" height="699" src="https://www.quicampiflegrei.it/wp-content/uploads/2026/05/9791281032613_0_0_536_0_75.jpg" alt="" class="wp-image-41273" srcset="https://www.quicampiflegrei.it/wp-content/uploads/2026/05/9791281032613_0_0_536_0_75.jpg 536w, https://www.quicampiflegrei.it/wp-content/uploads/2026/05/9791281032613_0_0_536_0_75-276x360.jpg 276w" sizes="auto, (max-width: 536px) 100vw, 536px" /></figure>
</div>


<p>Sabato 30 maggio alle 17 Palazzo Toledo di Pozzuoli ospiterà un importante appuntamento culturale dedicato alla storia del Mediterraneo antico e ai legami tra Campania e Sicilia.</p>



<p>L’iniziativa, pensata come un ponte culturale tra le due Regioni  sarà dedicata alla presentazione del libro “<em>Gelone nella Terra di Athena</em>” di Roberto Tedesco, opera che racconta la storia e il mondo mediterraneo legati alla figura di Gelone, protagonista della Magna Grecia e simbolo del dialogo tra i popoli del mare. Attraverso il racconto storico e archeologico, l’evento ricollega idealmente i Campi Flegrei alla dimensione culturale della Sicilia antica, in un continuo scambio di memoria, civiltà e conoscenza.</p>



<p>L&#8217; appuntamento del progetto &#8220;Pagine Libere&#8221; è una iniziativa promossa dal Comune di Pozzuoli con il Gruppo Archeologico Kyme finanziata dal Centro per il libro e la lettura del Ministero della Cultura nell’ambito del programma “Città che legge 2024”. Un percorso culturale che da mesi sta animando il territorio flegreo con laboratori, presentazioni di libri, eventi diffusi, letture condivise, visite guidate e incontri con autori e giornalisti, con particolare attenzione all’accessibilità e all’inclusione attraverso il Braille e della lingua LIS.</p>



<p>Alle ore 16 è in programma la visita teatralizzata a Palazzo Toledo, mentre alle 17 si svolgerà la presentazione del volume. </p>



<p>Interverranno con l’autore l’Assessore alla Cultura del Comune di Pozzuoli Mariasole La Rana, il Direttore del Parco archeologico di Himera Solunto e Iato della Regione Siciliana Domenico Targia e l’archeologa e presidente del Gruppo Archeologico Kyme Anna Abbate. A moderare l’incontro sarà il giornalista VG21 Marco Martone.</p>



<p>L’evento, in linea con lo spirito di Pagine Libere, sarà arricchito dalle letture di brani a cura delle Lectrices e Lectores dell’Accademia dei Campi Flegrei, con interpretazione LIS di Linda Guastafierro, confermando il valore di una cultura sempre più accessibile, partecipata e condivisa. Il progetto &#8220;Pagine Libere&#8221; infatti non si limita alla promozione della lettura, ma punta a costruire un modello educativo e culturale in cui archeologia, geologia, arte, scrittura e teatro diventano strumenti di crescita e coesione sociale, coinvolgendo scuole, cittadini e associazioni del territorio flegreo.</p>
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		<title>Dal Seicento al vulcano. Il Rione Terra come laboratorio di arte viva nel progetto “Vivere nel Vulcano 2026”. L&#8217;appuntamento domani 18 maggio alle 10</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Anna Russolillo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 17 May 2026 07:42:57 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Nel cuore instabile e magnetico dei Campi Flegrei, dove la terra è memoria stratificata e il paesaggio nasce dal dialogo continuo tra energia vulcanica e storia, domani 18 maggio si apre una nuova tappa della V rassegna di “Vivere nel Vulcano 2026. I vulcani della Campania e del Giappone tra Scienza e Arti”. Un progetto...]]></description>
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<p>Nel cuore instabile e magnetico dei Campi Flegrei, dove la terra è memoria stratificata e il paesaggio nasce dal dialogo continuo tra energia vulcanica e storia,  domani <strong>18 maggio</strong> si apre una nuova tappa della V rassegna di “Vivere nel Vulcano 2026. I vulcani della Campania e del Giappone tra Scienza e Arti”. Un progetto educativo e culturale che supera i confini della didattica tradizionale per trasformare il territorio in un laboratorio diffuso, in cui scienza, arti visive e ricerca dialogano tra Campania e Giappone.</p>



<figure class="wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1251" height="720" data-id="41038" src="https://www.quicampiflegrei.it/wp-content/uploads/2026/04/WhatsApp-Image-2026-04-26-at-22.38.20-1-1251x720.jpeg" alt="" class="wp-image-41038" srcset="https://www.quicampiflegrei.it/wp-content/uploads/2026/04/WhatsApp-Image-2026-04-26-at-22.38.20-1-1251x720.jpeg 1251w, https://www.quicampiflegrei.it/wp-content/uploads/2026/04/WhatsApp-Image-2026-04-26-at-22.38.20-1-625x360.jpeg 625w, https://www.quicampiflegrei.it/wp-content/uploads/2026/04/WhatsApp-Image-2026-04-26-at-22.38.20-1-768x442.jpeg 768w, https://www.quicampiflegrei.it/wp-content/uploads/2026/04/WhatsApp-Image-2026-04-26-at-22.38.20-1.jpeg 1275w" sizes="auto, (max-width: 1251px) 100vw, 1251px" /><figcaption class="wp-element-caption">Vivere nel vulcano 2026</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1280" height="661" data-id="41034" src="https://www.quicampiflegrei.it/wp-content/uploads/2026/04/WhatsApp-Image-2026-04-26-at-20.47.33-1280x661.jpeg" alt="" class="wp-image-41034" srcset="https://www.quicampiflegrei.it/wp-content/uploads/2026/04/WhatsApp-Image-2026-04-26-at-20.47.33-1280x661.jpeg 1280w, https://www.quicampiflegrei.it/wp-content/uploads/2026/04/WhatsApp-Image-2026-04-26-at-20.47.33-697x360.jpeg 697w, https://www.quicampiflegrei.it/wp-content/uploads/2026/04/WhatsApp-Image-2026-04-26-at-20.47.33-768x397.jpeg 768w, https://www.quicampiflegrei.it/wp-content/uploads/2026/04/WhatsApp-Image-2026-04-26-at-20.47.33.jpeg 1290w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /><figcaption class="wp-element-caption">Vivere nel vulcano 2026</figcaption></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="715" height="720" data-id="41037" src="https://www.quicampiflegrei.it/wp-content/uploads/2026/04/WhatsApp-Image-2026-04-26-at-20.48.35-715x720.jpeg" alt="" class="wp-image-41037" srcset="https://www.quicampiflegrei.it/wp-content/uploads/2026/04/WhatsApp-Image-2026-04-26-at-20.48.35-715x720.jpeg 715w, https://www.quicampiflegrei.it/wp-content/uploads/2026/04/WhatsApp-Image-2026-04-26-at-20.48.35-358x360.jpeg 358w, https://www.quicampiflegrei.it/wp-content/uploads/2026/04/WhatsApp-Image-2026-04-26-at-20.48.35-768x773.jpeg 768w, https://www.quicampiflegrei.it/wp-content/uploads/2026/04/WhatsApp-Image-2026-04-26-at-20.48.35.jpeg 1382w" sizes="auto, (max-width: 715px) 100vw, 715px" /><figcaption class="wp-element-caption">vivere nel vulcano 2026 opera di Pina Testa </figcaption></figure>
</figure>



<p>Il percorso coinvolge una rete di istituti del territorio tra cui l’Istituto Gadda di Quarto, il liceo artistico Majorana di Pozzuoli, l’ I.C. IV Pergolesi di Pozzuoli e l’ISIS Rita Levi Montalcini di Quarto. </p>



<p>Domani sotto la direzione del dirigente scolastico del Gadda <strong>Antonio Majorano</strong>, gli studenti usciranno dall’aula per entrare direttamente nel paesaggio flegreo, trasformandolo in spazio di apprendimento attivo.</p>



<p>Questa tappa del progetto si inserisce nel ciclo di laboratori in aula, dove gli studenti stanno attraversando la vulcanologia, la letteratura sui vulcani e soprattutto i linguaggi e tecniche artistiche che spaziano dall’arte giapponese del Sumi-e fino all’immaginario dei Manga, affiancati allo studio delle produzioni artistiche del Seicento e alla loro evoluzione fino all’arte contemporanea. Un percorso che permette di costruire un dialogo tra Oriente e Occidente, tra gesto, segno e narrazione, tra tradizione e sperimentazione.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignright size-full is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="384" height="512" src="https://www.quicampiflegrei.it/wp-content/uploads/2026/05/1561929521161.jpg" alt="" class="wp-image-41226" style="aspect-ratio:0.7500152597204419;width:200px;height:auto" srcset="https://www.quicampiflegrei.it/wp-content/uploads/2026/05/1561929521161.jpg 384w, https://www.quicampiflegrei.it/wp-content/uploads/2026/05/1561929521161-270x360.jpg 270w" sizes="auto, (max-width: 384px) 100vw, 384px" /><figcaption class="wp-element-caption">Foto vicolo rione terra di Anna Russolillo</figcaption></figure>
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<p>In questo contesto si inserisce la giornata di studio al Rione Terra di Pozzuoli, esempio emblematico dei Campi Flegrei in cui è possibile visitare una città verticale dove ogni livello racconta una diversa epoca della relazione tra uomo e vulcano. Qui il paesaggio è struttura viva, qui lo spazio urbano si sovrappone alle stratificazioni dell’antica <em>Puteoli </em>romana, alle trasformazioni medievali e moderne, fino agli effetti del bradisismo che ancora oggi modellano il territorio. </p>



<p>Gli studenti e il pubblico interessato saranno accompagnati dal maestro Antonio Isabettini, dall’archeologa Anna Abbate e dalla scrivente. Essi attraverseranno questo spazio come un vero laboratorio a cielo aperto, dove paesaggio, archeologia e architettura si fondono in un’unica grande narrazione. In questa lettura il vulcano non è solo fenomeno naturale, ma principio culturale e generativo che definisce identità, forme dell’abitare e immaginari collettivi.</p>



<p>Elemento centrale del percorso sarà la <strong>visita alla Cattedrale di Pozzuoli</strong>, resa possibile grazie alla collaborazione della Diocesi di Pozzuoli e all’accoglienza del direttore <strong>Roberto Della Rocca</strong>. Il Duomo, edificato sull’antico Tempio di Augusto, rappresenta uno dei più significativi esempi di stratificazione architettonica del Mediterraneo, un luogo in cui il mondo romano e quello cristiano convivono nello stesso spazio, trasformando la rovina in fondazione e la memoria in struttura viva.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="960" height="720" src="https://www.quicampiflegrei.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_20190629_181120-960x720.jpg" alt="" class="wp-image-41227" srcset="https://www.quicampiflegrei.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_20190629_181120-960x720.jpg 960w, https://www.quicampiflegrei.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_20190629_181120-480x360.jpg 480w, https://www.quicampiflegrei.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_20190629_181120-768x576.jpg 768w, https://www.quicampiflegrei.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_20190629_181120-1536x1152.jpg 1536w, https://www.quicampiflegrei.it/wp-content/uploads/2026/05/IMG_20190629_181120-2048x1536.jpg 2048w" sizes="auto, (max-width: 960px) 100vw, 960px" /><figcaption class="wp-element-caption">Foto interno Cattedrale di Pozzuoli di Anna Russolillo </figcaption></figure>



<p>All’interno della Cattedrale si inserisce anche la riflessione su <strong>Artemisia Gentileschi</strong>, figura cardine della pittura seicentesca europea. Le sue opere presenti nel Duomo di Pozzuoli testimoniano una pittura intensa, drammatica e profondamente narrativa, capace di trasformare il sacro in esperienza emotiva e il paesaggio locale in scena spirituale e storica.</p>



<p>Il momento culminante della giornata sarà la visita al laboratorio dell’artista <strong>Pina Testa</strong>, spazio in cui la dimensione museale lascia il posto alla pratica viva della creazione. Qui gli studenti potranno confrontarsi direttamente con i processi creativi e con la dimensione viva della produzione artistica contemporanea.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignright size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="526" height="526" src="https://www.quicampiflegrei.it/wp-content/uploads/2026/05/628025731_18421822102141926_7573303511098209537_n.jpg" alt="" class="wp-image-41229" srcset="https://www.quicampiflegrei.it/wp-content/uploads/2026/05/628025731_18421822102141926_7573303511098209537_n.jpg 526w, https://www.quicampiflegrei.it/wp-content/uploads/2026/05/628025731_18421822102141926_7573303511098209537_n-360x360.jpg 360w" sizes="auto, (max-width: 526px) 100vw, 526px" /><figcaption class="wp-element-caption">Angolo dello studio di Pina Testa</figcaption></figure>
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<p>Sarà proprio nello studio artistico di via Marconi 1 che i partecipanti potranno vivere un&#8217; esperienza immersiva dove il segno, la materia e l’ispirazione vulcanica si trasformano in linguaggio espressivo. È questo un luogo in cui l’arte si presenta come gesto quotidiano, sperimentazione, relazione con il territorio e trasformazione della memoria in forma visiva. In questo laboratorio l’arte non si osserva soltanto, si produce, si attraversa e si comprende nel suo farsi.</p>



<p>La rassegna è promossa da Lunaria A2 e si svolge con il patrocinio morale dell’INGV, dell’Ambasciata del Giappone in Italia, dei Comuni flegrei di Pozzuoli, Quarto e Bacoli, della Città Metropolitana di Napoli, dell’AIVulc, dello Studio 5 Progetto Creativo, di Kyme e dell’Accademia dei Campi Flegrei. </p>



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		<title>Delitti antichi e penne contemporanee, nei Campi Flegrei il pubblico in sala sceglie il miglior “Giallo Flegreo” del 2026. Mercoledì 20 maggio dalle ore 16 all&#8217;Accademia dei Campi Flegrei</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Anna Russolillo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 16 May 2026 18:17:11 +0000</pubDate>
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<figure class="alignright size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="509" height="720" src="https://www.quicampiflegrei.it/wp-content/uploads/2026/05/festival-giallo-flegreo-chiusura-seconda-edizione-2026-509x720.jpeg" alt="" class="wp-image-41218" style="aspect-ratio:0.7069534267980381;width:294px;height:auto" srcset="https://www.quicampiflegrei.it/wp-content/uploads/2026/05/festival-giallo-flegreo-chiusura-seconda-edizione-2026-509x720.jpeg 509w, https://www.quicampiflegrei.it/wp-content/uploads/2026/05/festival-giallo-flegreo-chiusura-seconda-edizione-2026-254x360.jpeg 254w, https://www.quicampiflegrei.it/wp-content/uploads/2026/05/festival-giallo-flegreo-chiusura-seconda-edizione-2026-768x1086.jpeg 768w, https://www.quicampiflegrei.it/wp-content/uploads/2026/05/festival-giallo-flegreo-chiusura-seconda-edizione-2026-1086x1536.jpeg 1086w, https://www.quicampiflegrei.it/wp-content/uploads/2026/05/festival-giallo-flegreo-chiusura-seconda-edizione-2026.jpeg 1131w" sizes="auto, (max-width: 509px) 100vw, 509px" /></figure>
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<p><strong>Chi decide oggi il valore di un racconto?</strong> È una domanda antica quanto la letteratura stessa, ma che torna sorprendentemente attuale nel tempo delle classifiche algoritmiche, dei premi spesso pilotati e dei giudizi consumati in pochi secondi sui social. Eppure, ai Campi Flegrei, c’è ancora chi sceglie di affidare il destino della narrazione a un gesto semplice e radicale ovvero all’ascolto collettivo.</p>



<p>Il prossimo <strong>mercoledì 20 maggio, alle ore 1</strong>6, presso l&#8217;Accademia dei Campi Flegrei (Villaggio del Fanciullo, Via Campi Flegrei 12) a Pozzuoli, si concluderà la <strong>seconda edizione del Festival Giallo Flegreo</strong>, manifestazione che si distingue nel panorama culturale campano per una formula rara, quella di mettere in dialogo il mistero antico e la scrittura contemporanea, il patrimonio letterario del territorio e la partecipazione viva del pubblico.</p>



<p>L’iniziativa vedrà la presenza di rappresentanti istituzionali dei territori campani, tra cui il Consigliere della Città Metropolitana di Napoli <strong>Vincenzo Cirillo</strong>, il direttore dei Beni Ecclesiastici della Diocesi di Pozzuoli Don <strong>Roberto della Rocca</strong> e i sindaci flegrei <strong>Luigi Manzoni, Dino Ambrosino, Josi Della Ragione, Antonio Sabino, Michele Leonardo Sacchetti </strong>e<strong> Salvatore Scotto di Santolo</strong>. Una partecipazione ampia che testimonia come il Festival sia ormai percepito non soltanto come appuntamento letterario, ma come progetto identitario dei Campi Flegrei.</p>



<p>Il cuore della giornata sarà la presentazione del volume &#8220;<strong>Giallo Flegreo</strong>&#8221; (Ed. Villaggio Letterario e Accademia dei Campi Flegrei, 2026), primo titolo della collana <em>Gelb</em> diretta da Gea Palumbo che raccoglie il racconto vincitore e i finalisti della precedente edizione: <strong>Francesco Epico, Massimo Silva, Giorgio Di Dio, Gianluca Di Matola </strong>e <strong>Alessandro Spirito.</strong> A discuterne saranno <strong>Pasquale Ruju</strong>, firma storica del fumetto italiano, autore di storie per Dylan Dog, Tex, Martin Mystère e Dampyr, <strong>Gea Palumbo</strong>, curatrice del volume e <strong>Michele Assante del Leccese</strong> consigliere alla cultura di Procida.</p>


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<figure class="alignright size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="514" height="720" src="https://www.quicampiflegrei.it/wp-content/uploads/2026/05/COVER-Giallo-Flegreo-PRINT-1-514x720.jpg" alt="" class="wp-image-41217" style="aspect-ratio:0.7138981726637441;width:293px;height:auto" srcset="https://www.quicampiflegrei.it/wp-content/uploads/2026/05/COVER-Giallo-Flegreo-PRINT-1-514x720.jpg 514w, https://www.quicampiflegrei.it/wp-content/uploads/2026/05/COVER-Giallo-Flegreo-PRINT-1-257x360.jpg 257w, https://www.quicampiflegrei.it/wp-content/uploads/2026/05/COVER-Giallo-Flegreo-PRINT-1-768x1075.jpg 768w, https://www.quicampiflegrei.it/wp-content/uploads/2026/05/COVER-Giallo-Flegreo-PRINT-1-1097x1536.jpg 1097w, https://www.quicampiflegrei.it/wp-content/uploads/2026/05/COVER-Giallo-Flegreo-PRINT-1-1463x2048.jpg 1463w, https://www.quicampiflegrei.it/wp-content/uploads/2026/05/COVER-Giallo-Flegreo-PRINT-1.jpg 1772w" sizes="auto, (max-width: 514px) 100vw, 514px" /><figcaption class="wp-element-caption">Libro &#8220;Giallo Flegreo&#8221;</figcaption></figure>
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<p>Ma il momento più significativo del Festival arriverà quando la parola scritta tornerà alla sua forma originaria, la voce. Le <em>Lectrices in Fabula</em> della Scuola di Lettura dell’Accademia tra cui Maria Capodanno, Chiara Garofalo, Sonia Gervasio e Giulia Palumbo, interpreteranno infatti i racconti finalisti in forma anonima. Nessun nome, nessuna notorietà, nessun curriculum, solo il testo e la sua capacità di catturare chi ascolta. Ed è qui che il <strong>Festival Giallo Flegreo</strong> compie la sua scelta più coraggiosa. A decretare il vincitore o la vincitrice saranno infatti i presenti in sala, chiamati a votare il racconto ritenuto migliore senza conoscere l’identità dell’autore. Una pratica quasi controcorrente, che restituisce centralità al giudizio diretto del pubblico e riafferma il valore della partecipazione culturale come esperienza condivisa. </p>



<p>In un tempo in cui molti festival sembrano limitarsi alla celebrazione autoreferenziale dei nomi già noti, il Giallo Flegreo tenta invece qualcosa di più complesso, quello di trasformare la cultura in un esercizio comunitario. Non soltanto una vetrina, ma un laboratorio civile in cui memoria e immaginazione si incontrano.</p>



<p>La domanda finale, allora, non riguarda soltanto chi vincerà l’edizione 2026. La vera domanda è un’altra: può ancora la letteratura diventare un luogo di partecipazione autentica?<br>Ai Campi Flegrei, almeno per un giorno, la risposta sembra essere sì.</p>
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		<title>Parte da Napoli una petizione nazionale sul tema “La violenza non ha genere, ma il silenzio sì”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Anna Russolillo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 08 May 2026 14:23:15 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[È possibile parlare di tutte le vittime senza creare contrapposizioni? In un tempo in cui il tema della violenza occupa giustamente il centro del dibattito pubblico, esiste ancora una realtà che fatica ad emergere, quella degli uomini vittime di violenza domestica. Un fenomeno spesso sottovalutato, poco raccontato e privo di dati ufficiali sistematici. Affrontare questo...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>È possibile parlare di tutte le vittime senza creare contrapposizioni?</strong> In un tempo in cui il tema della violenza occupa giustamente il centro del dibattito pubblico, esiste ancora una realtà che fatica ad emergere, quella degli uomini vittime di violenza domestica. Un fenomeno spesso sottovalutato, poco raccontato e privo di dati ufficiali sistematici.</p>



<p>Affrontare questo tema <strong>non significa negare o ridimensionare la gravità della violenza sulle donn</strong>e. Al contrario, significa riconoscere che un problema non esclude un altro e che ogni forma di violenza merita attenzione, studio e tutela, senza distinzioni ideologiche o pregiudizi.</p>



<p>Da questa esigenza nasce l’iniziativa promossa dall’associazione Potere ai Diritti e da 1523.it, insieme ad altre associazioni impegnate nella tutela dei diritti delle persone e riunite nel comitato “Bigenitorialità”, che il prossimo <strong>12 maggio 2026 alle ore 16:30</strong>, presso la libreria “Raffaello” di Napoli in Via Kerbaker n. 35, presenteranno una petizione nazionale rivolta alle istituzioni e all’ISTAT.</p>



<p>La richiesta è chiara. Avviare una raccolta dati statistica ufficiale, scientifica e continuativa sulla violenza domestica subita dagli uomini. Attualmente, infatti, i dati disponibili risultano frammentari e privi di un monitoraggio istituzionale stabile, rendendo difficile comprendere la reale dimensione del fenomeno e costruire adeguate politiche di prevenzione e sostegno.</p>



<p>Molti uomini vittime di abusi psicologici, economici o fisici scelgono di non denunciare per paura del giudizio sociale, della derisione o dell’incredulità. Il silenzio, in questi casi, diventa una seconda forma di violenza. L’obiettivo dell’iniziativa è promuovere una cultura della tutela che metta al centro la persona, senza creare gerarchie tra le sofferenze e senza sottrarre attenzione ad altre battaglie fondamentali.</p>



<p>La petizione sarà disponibile anche online attraverso i canali social delle associazioni promotrici e sarà accompagnata da incontri informativi sul territorio.</p>



<p></p>



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