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	<title>Monte di Procida &#8211; QuiCampiFlegrei</title>
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	<description>testata giornalistica per la promozione dell&#039;area occidentale di Napoli</description>
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	<title>Monte di Procida &#8211; QuiCampiFlegrei</title>
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		<title>Bradisismo: Analisi del fenomeno alla luce di alcuni lavori scientifici e del monitoraggio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Pierluigi Musto]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 12 Oct 2026 17:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bacoli]]></category>
		<category><![CDATA[Bagnoli]]></category>
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		<category><![CDATA[Elementi di geologia]]></category>
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					<description><![CDATA[Gli studi scientifici si arricchiscono spesso di nuove conoscenze in base alle ricerche e alla pubblicazione di studi scientifici che integrano le conoscenze pregresse. Talora le nuove pubblicazioni confermano ipotesi precedenti ed in altri casi contrastano con le conoscenze del passato. Tutto ciò rappresenta il “sale” della ricerca scientifica effettuata da studiosi altamente specializzati e...]]></description>
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<p></p>



<p>Gli studi scientifici si arricchiscono spesso di nuove conoscenze in base alle ricerche e alla pubblicazione di studi scientifici che integrano le conoscenze pregresse.</p>



<p>Talora le nuove pubblicazioni confermano ipotesi precedenti ed in altri casi contrastano con le conoscenze del passato. Tutto ciò rappresenta il “sale” della ricerca scientifica effettuata da studiosi altamente specializzati e motivati nell’approfondire la conoscenza.</p>



<p>Il bradisismo è un fenomeno profondamente investigato attraverso studi con approcci differenti in base alle differenti specializzazioni dei ricercatori.</p>



<p>Il monitoraggio multi-parametrico rappresenta solo la base per uno studio approfondito di questo fenomeno altamente complesso e ricco di incognite.</p>



<p>I meccanismi di innesco del fenomeno del bradisismo sono oggetto di discussione: qualcuno vuole che sono dovuti ad una debole risalita di masse magmatiche (Sill) altri pensano che sia la risposta della crosta alla pressurizzazione di fluidi magmatici, altri all’effetto della ricarica idrologica delle rocce e della sigillatura della roccia di copertura.</p>



<p>In riferimento alle ultime ipotesi menzionate si vuole far riferimento alle seguenti pubblicazioni:</p>



<p><a href="https://www.science.org/doi/full/10.1126/sciadv.adt2067">T. Vanorio, D. Geremia, G. De Landro, T. Guo, La ricorrenza di manifestazioni geofisiche nella caldera dei Campi Flegrei. <em>Sci. Adv. </em>11 , eadt2067 (2025).</a></p>



<p>e</p>



<p><a href="https://www.iris.unina.it/retrieve/2e684a77-e6fd-44f9-8aa3-e02005fad2ff/1-s2.0-S1674987126000101-main.pdf">N. Scafetta, A. Lima, A. Milia, F. Spera, RJ Bodnar, BD Vivo, L. Daniele, Modello di accumulo dell&#8217;acqua piovana correlato alla valutazione tettono-stratigrafica del bradisismo ai Campi Flegrei, Italia. <em>Geosci. Fronte. </em>17 , 102256 (2026)</a>.</p>



<p>Di recente è stato reso pubblico un lavoro scientifico che concentra l’attenzione sui dati geochimici ed in particolare sull’emissione di CO<sub>2 </sub>(anidride carbonica)<sub></sub> dal sottosuolo durante la crisi ancora in corso e fino allo scorso anno solare.&nbsp;Ovviamente i dati investigati sono differiti in base al tempo necessario per la stesura e pubblicazione dell’articolo. “La CO₂ è il secondo volatile più abbondante disciolto nel magma e ha una bassa solubilità, che gli consente di sfuggire rapidamente nell&#8217;atmosfera e, quindi, di tracciare il processo di degassamento magmatico”</p>



<p>Nei Campi Flegrei essa proviene per la maggior parte dalla degassazione della camera magmatica principale flegrea si pone univocamente ad una profondità di circa 8 Km.</p>



<p>Non si esclude che una percentuale minore della CO<sub>2</sub> provenga da fenomeni di natura idrotermale.</p>



<p>La pubblicazione a cui faccio riferimento ha un titolo (in Italiano):</p>



<p><a href="http://(https://www.science.org/doi/10.1126/sciadv.aei8075)"> “ L&#8217;aumento del degassamento di CO₂ dal suolo è correlato al sollevamento del terreno e alla sismicità durante i continui movimenti tettonici dei Campi Flegrei (2005-2025)”</a> (Chiodini, Caliro ed altri)</p>



<p>andando a verificare un progressivo aumento di rilascio di questo gas nel corso del tempo con una evoluzione significativa a partire dal 2005 che coincide con l’inizio della crisi attuale. Nell’intervallo 2018- 2021 i dati dimostrano un ulteriore cambiamento, una riorganizzazione nell’emissione attraverso un disaccoppiamento nello sviluppo del fenomeno con l’incremento ulteriore dell’emissione di CO<sub>2</sub> nell’area target della Solfatara fino a valori record di 1800 t/d ed una sua diminuzione nelle aree periferiche. ( Pisciarelli, Antiniana e Monte Olibano). In più dal 2018 si è assistito ad una impennata del flusso di H<sub>2</sub>S a rafforzare l’ipotesi di un significativo coinvolgimento di gas di origine magmatica. Altri parametri geochimici come il rapporto CO<sub>2</sub>/H<sub>2</sub>O e CO mostrano analoghe diminuzioni rispetto a valori record ma anch’essi sono inseriti in trend pluriennali in crescita e non ci sono segnali di inversione.<br>Nell’ultimo bollettino settimanale si evidenzia il significativo incremento dell’emissione di CO<sub>2</sub> in una fumarola a Pisciarelli. Ciò non è confermato in aree vicine per cui si ipotizza un fenomeno strettamente locale che in ogni caso sarà monitorato nel prossimo futuro.</p>



<p>Nella Solfatara le temperature del suolo a 10 cm di profondità, sono aumentate di circa 10° dal 2004 al 2025. Questo processo può essere riassunto nella frase che costantemente troviamo nei bollettini settimanali in cui si afferma che dalla geochimica si evidenzia un riscaldamento e pressurizzazione del sistema.</p>



<p>Tutto questo ha anticipato l’incremento della sismicità. Nel 2021 si è avuta una discreta risposta sismica con numerosi eventi di tipo “Burst” che sono stati oggetto di una pubblicazione firmata Giudicepietro ed altri<a href="https://www.nature.com/articles/s41467-025-56723-y"> </a></p>



<p><a href="https://www.nature.com/articles/s41467-025-56723-y">“Burst-like swarms in the Campi Flegrei caldera accelerating unrest from 2021 to 2024”</a> </p>



<p>in cui si evidenziano gli eventi detti appunto “burst like” ovvero ad intervalli molto ravvicinati interpretati come la risposta fragile a rapidi aumenti della pressione dei fluidi nel sistema idrotermale indotto dal sollevamento della caldera.</p>



<p>Dai dati del monitoraggio dell’Osservatorio Vesuviano si può osservare come gli ipocentri dei terremoti si concentrino preferibilmente entro i 3 Km di profondità con eventuale approfondimento fino a circa 5 Km laddove gli epicentri sono situati nel golfo verso Bacoli. Non si evidenziano eventi a profondità maggiori in quanto le temperature troppo elevate non consentono di avere risposte di tipo rigido.</p>



<p>C’è da dire che già nel 2017 Kilburn De Natale ed altri) affermavano che con l’avvicinamento, il raggiungimento ed il superamento della quota massima del terreno del 1984, si sarebbe verificato un incremento della sismicità sia in frequenza che in intensità di eventi.</p>



<p><a href="https://www.nature.com/articles/ncomms15312">Kilburn, C. R. J.; De Natale, G; Carlino, S. Progressive approach to eruption at Campi Flegrei caldera in Southern Italy, Nature Communications, DOI: 10.1038/ncomms15312, 2017.</a></p>



<p>Possiamo osservare che nel 2026 si sta assistendo alla diminuzione dell’emissione dell’anidride carbonica ma non tale da permettere di affermare che il processo stia invertendo. Attualmente nell’area target della Solfatara i valori sono nell’ordine di 900 t/d ancora in trend ascendente di lungo periodo.</p>



<p></p>



<p>La deformazione della caldera procede imperterrita verso l’alto aggiornando nuovi record di sollevamento massimo attualmente a poco meno di 170 cm dal 2005, (sensore RITE del Rione Terra) pur con un tasso medio moderato di 10 mm/mese (da Febbraio 2026).</p>



<p>Nell’ultimo anno solare sono stati registrati due eventi con Md&gt;4 (sugli undici totali) l’ultimo il più energetico di sempre di Md 4.7 +-0.3 nonché numerosi eventi con Md&gt;3.</p>



<p>Si ribadisce che non è possibile alcuna previsione di terremoti futuri e nemmeno dei meccanismi che regolano la rottura delle rocce (sciami sismici, sequenze etc) tutto ciò può essere valutato solo a posteriori.</p>



<p>Appare chiaro tuttavia che fin quando il suolo continuerà a sollevarsi ci saranno eventi sismici potenzialmente anche significativi.</p>



<p>Si ribadisce che allo stato attuale, dal punto di vista strettamente vulcanologico, non sussistono le condizioni da far intravedere evoluzioni a breve termine.</p>



<p>E’ possibile consultare i bollettini settimanali:</p>



<p><a href="https://www.ov.ingv.it/index.php/monitoraggio-e-infrastrutture/bollettini-tutti/settimanali-dei-campi-flegrei">https://www.ov.ingv.it/index.php/monitoraggio-e-infrastrutture/bollettini-tutti/settimanali-dei-campi-flegrei</a></p>



<p>e quelli mensili:</p>



<p><a href="https://www.ov.ingv.it/index.php/monitoraggio-e-infrastrutture/bollettini-tutti/mensili-dei-vulcani-della-campania/flegrei">https://www.ov.ingv.it/index.php/monitoraggio-e-infrastrutture/bollettini-tutti/mensili-dei-vulcani-della-campania/flegrei</a></p>



<p>da cui inoltre si può ricavare una approfondita bibliografia </p>



<p>E&#8217; possibile consultare ulteriori lavori di ricerca attraverso le bibliografie delle pubblicazioni  indicate nel presente articolo.</p>



<p></p>
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		<title>Il 10 e il 18 ottobre Nympha Jalila a Cento Camerelle: danza e archeologia nel cuore di Bacoli</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Anna Russolillo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Oct 2026 13:00:23 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Il 10 e il 18 ottobre Nympha Jalila sarà protagonista di <em>Forma Fluens – Danza a Cento Camerelle</em>, una performance che trasforma per due giornate uno dei luoghi più suggestivi dei Campi Flegrei in un palcoscenico contemporaneo. L’iniziativa rientra nella rassegna <em>Camerelle Experience</em><strong><em> </em></strong>del Parco<strong> </strong>Archeologico dei Campi Flegrei che nel mese di ottobre propone all’interno del sito di Bacoli un calendario capace di intrecciare archeologia, danza, musica, degustazioni di vini e visite guidate.  </p>



<p>A rendere particolarmente significativo <em>Forma Fluens</em> è il rapporto con il luogo che la ospita. Cento Camerelle, spazio normalmente poco accessibile e raramente aperto a iniziative performative, si trasforma per l’occasione in un palcoscenico fuori dall’ordinario. Tra cunicoli, cisterne e architetture ipogee, il movimento della danzatrice entra in relazione con la storia del sito, restituendogli una nuova dimensione percettiva.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="960" height="720" src="https://www.quicampiflegrei.it/wp-content/uploads/2026/10/cento-camerelle-bauli_ph_cultura.gov_.it_-960x720.jpg" alt="" class="wp-image-41839" srcset="https://www.quicampiflegrei.it/wp-content/uploads/2026/10/cento-camerelle-bauli_ph_cultura.gov_.it_-960x720.jpg 960w, https://www.quicampiflegrei.it/wp-content/uploads/2026/10/cento-camerelle-bauli_ph_cultura.gov_.it_-480x360.jpg 480w, https://www.quicampiflegrei.it/wp-content/uploads/2026/10/cento-camerelle-bauli_ph_cultura.gov_.it_-768x576.jpg 768w, https://www.quicampiflegrei.it/wp-content/uploads/2026/10/cento-camerelle-bauli_ph_cultura.gov_.it_.jpg 1024w" sizes="(max-width: 960px) 100vw, 960px" /><figcaption class="wp-element-caption">Cento Camerelle foto di Cultura gov.</figcaption></figure>



<p>Il 10 e il 18 ottobre, alle ore 17.00 e alle 18.00, la danzatrice Emanuela Futia, in arte Nympha Jalila, attraverserà le cisterne di Cento Camerelle con una performance pensata appositamente per questo luogo. Un incontro tra corpo e architettura che acquista particolare suggestione se si considera la storia, e anche l’immaginario, che nei secoli si è sedimentato tra questi spazi.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignright size-large"><img decoding="async" width="576" height="720" src="https://www.quicampiflegrei.it/wp-content/uploads/2026/10/WhatsApp-Image-2026-10-02-at-13.59.21-1-576x720.jpeg" alt="" class="wp-image-41840" srcset="https://www.quicampiflegrei.it/wp-content/uploads/2026/10/WhatsApp-Image-2026-10-02-at-13.59.21-1-576x720.jpeg 576w, https://www.quicampiflegrei.it/wp-content/uploads/2026/10/WhatsApp-Image-2026-10-02-at-13.59.21-1-288x360.jpeg 288w, https://www.quicampiflegrei.it/wp-content/uploads/2026/10/WhatsApp-Image-2026-10-02-at-13.59.21-1-768x960.jpeg 768w, https://www.quicampiflegrei.it/wp-content/uploads/2026/10/WhatsApp-Image-2026-10-02-at-13.59.21-1-1229x1536.jpeg 1229w, https://www.quicampiflegrei.it/wp-content/uploads/2026/10/WhatsApp-Image-2026-10-02-at-13.59.21-1.jpeg 1280w" sizes="(max-width: 576px) 100vw, 576px" /></figure>
</div>


<p>Noto già dal Cinquecento, il complesso è stato a lungo identificato dalla tradizione letteraria come le <strong>“Prigioni di Nerone”</strong>, anche in relazione all’intricato sistema di cunicoli che ne caratterizza la struttura e al racconto tramandato da Tacito, secondo cui Nerone avrebbe accolto qui la madre Agrippina prima di ordinarne l’assassinio. Al di là delle leggende, Cento Camerelle racconta però una storia profondamente legata all’acqua e alla vita della villa che doveva sorgere al di sopra del complesso. Si tratta infatti di un articolato sistema di cisterne, solo in parte esplorate, realizzato per rispondere all’enorme fabbisogno idrico dell&#8217;antica residenza romana, probabilmente dotata di giochi d’acqua, ninfei e peschiere. Ed è proprio dentro questa stratificazione di storia, funzione e immaginario che si inserisce <em>Forma Fluens</em>. Il movimento della danzatrice  Nympha Jalila attraverserà uno spazio nato per raccogliere e conservare l’acqua, restituendogli una nuova dimensione percettiva. Le cisterne, i cunicoli e le architetture ipogee diventano così non saranno solo lo scenario della performance, ma parte integrante di un’esperienza in cui il corpo contemporaneo entrerà in dialogo con le tracce del passato.</p>



<p> La danza seguirà idealmente il fluire dell’acqua, creando un dialogo tra il corpo contemporaneo e un luogo antico nato proprio per raccoglierla e conservarla. È questo il cuore di “Forma Fluens”: far percepire attraverso la danza ciò che oggi non è più visibile e restituire per qualche istante movimento a uno spazio normalmente silenzioso. L’esperienza sarà accompagnata da una visita guidata che permetterà al pubblico di conoscere la storia, gli aneddoti e la funzione dell’antica struttura prima di assistere alla performance. </p>



<p>“Camerelle Experience” proseguirà il 17 e il 24 ottobre con “Risonanze – Storie e canti a Bacoli”, con la voce di Marina Bruno, la chitarra di Giovanni Migliaccio e la collaborazione del Maestro Giuseppe di Capua. Ogni appuntamento si concluderà con la degustazione di un calice di Falanghina dei Campi Flegrei DOP.  Prenotazione obbligatoria su www.coopculture.it.</p>



<p></p>
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		<title>Bradisismo e comunicazione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Pierluigi Musto]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Sep 2026 18:45:00 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Dalla fine del 2005 nell’area dei Campi Flegrei si assiste al sollevamento del suolo con una deformazione massima nei pressi del Rione Terra, al centro della caldera “del Tufo Giallo napoletano” con valori decrescenti con andamento radiale fino ad azzerarsi nelle area di bordo. Dal 2012 si è deciso l’innalzamento del livello di allerta (per...]]></description>
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<p class="has-text-align-left">Dalla fine del 2005 nell’area dei Campi Flegrei si assiste al sollevamento del suolo con una deformazione massima nei pressi del Rione Terra, al centro della caldera “del Tufo Giallo napoletano” con valori decrescenti con andamento radiale fino ad azzerarsi nelle area di bordo.</p>



<p class="has-text-align-left">Dal 2012 si è deciso l’innalzamento del livello di allerta (per fenomeni vulcanici) da verde (di quiete) a giallo (di attenzione) mantenuto inalterato fino ai giorni nostri.</p>



<p class="has-text-align-left">Negli ultimi anni la sismicità ha avuto un deciso aumento con numerosi sciami sismici (secondo le procedure di comunicazione dell’Osservatorio Vesuviano<strong>)</strong></p>



<p><a href="https://www.ov.ingv.it/index.php/monitoraggio-e-infrastrutture/attivita-di-monitoraggio/procedure-di-comunicazione">https://www.ov.ingv.it/index.php/monitoraggio-e-infrastrutture/attivita-di-monitoraggio/procedure-di-comunicazione</a></p>



<p>e diversi eventi che hanno anche superato la Md (magnitudo durata) di 4 con un massimo lo scorso 31 Luglio (Md 4.7 (+-0.3). Con questa situazione di evidente crisi sismica che ha portato notevoli danni al patrimonio immobiliare soprattutto di Pozzuoli, è importante affidarsi ad una comunicazione autorevole ed essa non può che essere fornita dall’Ente di Ricerca incaricato al monitoraggio e la sorveglianza dei Campi Flegrei unitamente al Vesuvio e Ischia ovvero l’Osservatorio Vesuviano (sede INGV di Napoli)</p>



<p>Esso emette ogni martedì un comunicato relativo alla settimana precedente e un comunicato mensile emesso nei primi giorni del mese successivo alle ultime rilevazioni. Tali sono destinati alla Protezione Civile ma resi anche pubblici attraverso il sito dell’Osservatorio Vesuviano:</p>



<p>settimanali:</p>



<p><a href="https://www.ov.ingv.it/index.php/monitoraggio-e-infrastrutture/bollettini-tutti/settimanali-dei-campi-flegrei">https://www.ov.ingv.it/index.php/monitoraggio-e-infrastrutture/bollettini-tutti/settimanali-dei-campi-flegrei</a></p>



<p>mensili:</p>



<p><a href="https://www.ov.ingv.it/index.php/monitoraggio-e-infrastrutture/bollettini-tutti/mensili-dei-vulcani-della-campania/flegrei">https://www.ov.ingv.it/index.php/monitoraggio-e-infrastrutture/bollettini-tutti/mensili-dei-vulcani-della-campania/flegrei</a></p>



<p>E’ possibile notare come nel tempo tali comunicati abbiano avuto modo di arricchirsi di dati e informazioni utili.</p>



<p>Esiste anche una pagina istituzionale attraverso cui acquisire informazioni aggiuntive qualora fosse ritenuto necessario:</p>



<figure class="wp-block-embed is-type-wp-embed is-provider-ingvvulcani wp-block-embed-ingvvulcani"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<blockquote class="wp-embedded-content" data-secret="iLC2Afk4Og"><a href="https://ingvvulcani.com/speciale-campi-flegrei/">Speciale Campi Flegrei</a></blockquote><iframe class="wp-embedded-content" sandbox="allow-scripts" security="restricted"  title="&#8220;Speciale Campi Flegrei&#8221; &#8212; INGVvulcani" src="https://ingvvulcani.com/speciale-campi-flegrei/embed/#?secret=cWIeUwsgZU#?secret=iLC2Afk4Og" data-secret="iLC2Afk4Og" width="600" height="338" frameborder="0" marginwidth="0" marginheight="0" scrolling="no"></iframe>
</div></figure>



<p>e un canale ufficiale youtube dove poter vedere video di seminari tra ricercatori (non solo relativi ai Campi Flegrei) e resi pubblici. In questo canale i ricercatori illustrano i risultati di loro attività di ricercaanche attraverso uno scambio di idee tra pari. Ciò testimonia come gli addetti ai lavori hanno modo di confrontarsi e di interagire.</p>



<p><a href="https://www.youtube.com/@INGV_press">https://www.youtube.com/@INGV_press</a></p>



<p>A tutto questo si aggiunge un recentissimo sforzo di comunicazione con il pubblico attraverso il recentissimo progetto messo in campo dall’Osservatorio Vesuviano:</p>



<p><a href="https://www.ov.ingv.it/.../comprendere-i-campi-flegrei">https://www.ov.ingv.it/&#8230;/comprendere-i-campi-flegrei</a></p>



<p>attraverso cui i ricercatori intendono rispondere periodicamente ai quesiti sul bradisismo posti dalla popolazione e creare contenuti e approfondimenti per migliorare la conoscenza del bradisismo e dei Campi Flegrei in modo più semplice possibile e soprattutto ufficiale.</p>



<p></p>
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		<title>Terremoto nei Campi Flegrei: il momento è della solidarietà, non dei festeggiamenti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 01 Aug 2026 13:12:38 +0000</pubDate>
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<p>L’Associazione della Stampa Campana “Giornalisti Flegrei” esprime la più profonda vicinanza alle popolazioni colpite dal violento terremoto che in queste ore ha sconvolto i Campi Flegrei, interessando duramente Pozzuoli ma provocando danni e momenti di grande paura anche ad Agnano, a Bagnoli e in altri quartieri della città di Napoli, dove si sono registrati crolli e criticità. Il nostro pensiero va ai feriti, a quanti sono ricoverati negli ospedali, alle famiglie costrette a lasciare le proprie abitazioni, a chi ha perso la serenità della propria casa e oggi è impegnato a ripulire i danni causati dalla scossa. Un sentito ringraziamento va ai Vigili del Fuoco, alla Protezione Civile, alle forze dell’ordine, al personale sanitario e a tutti i volontari che stanno lavorando senza sosta per garantire assistenza e sicurezza alla popolazione.<br>In queste ore di dolore e preoccupazione riteniamo che debba prevalere il senso di responsabilità collettiva. Per questo rivolgiamo un rispettoso appello affinché i festeggiamenti previsti per il Napoli vengano rinviati. Le vittorie sportive sono motivo di orgoglio e meritano di essere celebrate, ma oggi il pensiero deve essere rivolto a chi soffre, a chi ha visto la propria vita cambiare in pochi secondi e a chi, ancora una volta, affronta con coraggio le conseguenze del bradisismo.<br>Una grande città e un grande popolo si distinguono soprattutto nei momenti difficili, quando la solidarietà supera ogni altra esigenza. Oggi Napoli e l’intera area flegrea hanno bisogno di unità, rispetto e vicinanza concreta. L’Associazione della Stampa Campana “Giornalisti Flegrei” continuerà a raccontare con responsabilità quanto sta accadendo, dando voce alle persone, alle istituzioni e a tutti coloro che sono impegnati nell’emergenza, con l’auspicio che il territorio possa ritrovare al più presto serenità e sicurezza.</p>



<p>Il Presidente<br>Prof. Avv. Claudio Ciotola</p>
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		<title>Il Pomodoro Cannellino Flegreo a Cuma. Archeologia, agricoltura e sapori dei Campi Flegrei. La PhotoGallery</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Jul 2026 09:25:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bacoli]]></category>
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					<description><![CDATA[Una qualificata rappresentanza della stampa specializzata nazionale ha celebrato l’inizio della raccolta del Pomodoro Cannellino Flegreo, l’oro rosso dei Campi Flegrei, in una due giorni alla scoperta di un mix eccezionale di storia, cultura, ambiente e buona tavola.&#160; La manifestazione In collaborazione con il Parco Archeologico dei Campi Flegrei e patrocinata dalla Regione Campania, dalla...]]></description>
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<p>Una qualificata rappresentanza della stampa specializzata nazionale ha celebrato l’inizio della raccolta del Pomodoro Cannellino Flegreo, l’<em>oro rosso</em> <em>dei Campi Flegrei</em>, in una due giorni alla scoperta di un mix eccezionale di storia, cultura, ambiente e buona tavola.&nbsp;<br></p>



<p><strong>La manifestazione</strong></p>



<p>In collaborazione con il Parco Archeologico dei Campi Flegrei e patrocinata dalla Regione Campania, dalla Città Metropolitana di Napoli, dall’Ente Parco Regionale dei Campi Flegrei, dal Comune di Pozzuoli e da MAC Monterusciello Agro City, la manifestazione è stata organizzata dall&#8217;azienda <strong><em>Cumadoro</em></strong>, del <strong>Gruppo Tammaro</strong>, e dall’<strong>Associazione Pomodoro&nbsp; Cannellino Flegreo</strong>, nell&#8217;ambito della rassegna itinerante <em>Gustosissimo</em>, in collaborazione con il <strong>GAL Parthenope</strong> e con l’EBAT <strong>Ente Bilaterale Agricolo Territoriale</strong>.</p>



<p><strong>Il ruolo del Parco Archeologico dei Campi Flegrei e il Protocollo di Intesa con Confagricoltura Napoli</strong></p>



<p>A dare valore istituzionale alla manifestazione, segno di un incontro virtuoso tra agricoltura ed archeologia, la sigla del Protocollo d&#8217;Intesa tra il Parco Archeologico dei Campi Flegrei, rappresentato da <strong>Tiziana D’Angelo</strong>, da qualche settimana Direttore Delegato<strong> </strong>del Parco, e Confagricoltura Napoli, presieduta da <strong>Giovanni Tammaro</strong>. L&#8217;intesa, finalizzata alla valorizzazione del Pomodoro Cannellino Flegreo e, più in generale, del patrimonio agricolo, culturale e paesaggistico dei Campi Flegrei, prevede iniziative culturali, incontri, degustazioni guidate, <em>show cooking</em> e percorsi che metteranno in relazione il patrimonio archeologico e quello agricolo dell&#8217;area, nel quadro del progetto <em>Il Parco Conserva</em> con cui il Parco ha già assegnato, in concessione agraria, cinque lotti di terreni demaniali nell&#8217;area archeologica di Cuma.</p>



<p>«Il Parco Archeologico dei Campi Flegrei sta portando avanti -ha dichiarato il Direttore <strong>Tiziana D’Angelo</strong>&#8211; una strategia di valorizzazione del patrimonio agricolo ricadente nei siti di propria competenza, con l’obiettivo di assicurare la continuità della cura e manutenzione del paesaggio rurale e delle aree archeologiche, di sperimentare un modello di cooperazione pubblico-privato e di salvaguardare la tipicità delle colture, la sostenibilità e le pratiche innovative a basso impatto ambientale.&nbsp;</p>



<p>Al centro di questa visione -ha concluso Tiziana D’Angelo- è posta la valorizzazione integrata dello straordinario patrimonio flegreo e delle sue componenti identitarie materiali e immateriali, rappresentate da importanti evidenze archeologiche, risorse naturali, tradizioni e cultura enogastronomica, al fine di creare occasioni di sviluppo territoriale, attraverso la proficua collaborazione tra istituzioni, associazioni e imprese».</p>



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<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="2560" height="1703" data-id="41636" src="https://www.quicampiflegrei.it/wp-content/uploads/2026/07/DSC_7729-scaled.jpeg" alt="" class="wp-image-41636" srcset="https://www.quicampiflegrei.it/wp-content/uploads/2026/07/DSC_7729-scaled.jpeg 2560w, https://www.quicampiflegrei.it/wp-content/uploads/2026/07/DSC_7729-541x360.jpeg 541w" sizes="auto, (max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /></figure>



<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1082" height="720" data-id="41638" src="https://www.quicampiflegrei.it/wp-content/uploads/2026/07/DSC_8075-1082x720.jpeg" alt="" class="wp-image-41638" srcset="https://www.quicampiflegrei.it/wp-content/uploads/2026/07/DSC_8075-1082x720.jpeg 1082w, https://www.quicampiflegrei.it/wp-content/uploads/2026/07/DSC_8075-541x360.jpeg 541w" sizes="auto, (max-width: 1082px) 100vw, 1082px" /></figure>



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<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" data-id="41626" src="https://www.quicampiflegrei.it/wp-content/uploads/2026/07/DSC_7851.jpeg" alt="" class="wp-image-41626"/></figure>
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<p><strong>La Regione Campania per la promozione del territorio: un dialogo virtuoso tra archeologia e agricoltura</strong></p>



<p>«Il Pomodoro Cannellino Flegreo è la dimostrazione -ha dichiarato <strong>Maria Carmela Serluca, Assessore all&#8217;Agricoltura della Regione Campania- </strong>di come un prodotto agricolo possa diventare motore di sviluppo, strumento di tutela del territorio e occasione di promozione culturale e turistica. L&#8217;evento appena concluso ha avuto il merito di mettere in relazione questa eccellenza agroalimentare campana con la storia millenaria del Parco Archeologico di Cuma, creando un dialogo virtuoso tra agricoltura e archeologia, e valorizzando al tempo stesso il percorso intrapreso per il recupero e la riqualificazione dei terreni di produzione agricola. Il Pomodoro Cannellino Flegreo è un prodotto che esprime valore economico, sociale, ambientale e culturale, grazie alla sua storia, alla sua unicità e al legame profondo con il territorio. La Regione Campania -ha concluso <strong>l’Assessore Serluca</strong>&#8211; sostiene con convinzione percorsi di valorizzazione come questo, che mettono al centro il rafforzamento delle filiere locali e la promozione di territori di straordinaria bellezza».</p>



<p><strong>La Città Metropolitana punta sul connubio vincente tra cultura e prodotti identitari</strong></p>



<p>«Eventi come questo -ha riconosciuto <strong>Vincenzo Cirillo</strong>, consigliere della Città Metropolitana di Napoli delegato alla promozione del territorio e all’agricoltura- dimostrano che il futuro della promozione del territorio passa dalla capacità di mettere in rete cultura, archeologia, agricoltura e ristorazione. Il Parco Archeologico di Cuma, con i suoi straordinari tesori, diventa così un luogo vivo, dove la storia incontra il talento delle nostre imprese agricole e le eccellenze enogastronomiche. Valorizzare prodotti identitari come il Pomodoro Cannellino Flegreo significa raccontare la nostra terra attraverso le sue radici. Come Consigliere delegato alla Promozione del Territorio e all’agricoltura della Città Metropolitana di Napoli -ha concluso <strong>Cirillo</strong>&#8211; continuerò a sostenere e promuovere tutte quelle buone pratiche che trasformano le eccellenze locali in motori di crescita, identità e attrattività per il nostro territorio».</p>



<p><strong>Il Pomodoro Cannellino Flegreo: un Prodotto Agroalimentare Tradizionale (PAT) la cui produzione cresce di anno in anno</strong></p>



<p>«Il rilievo della produzione di Pomodoro Cannellino Flegreo è sempre maggiore -ha sostenuto <strong>Giovanni Tammaro</strong>, di <em>Cumadoro</em>&#8211; siamo passati dai dieci ettari coltivati nel 2018 ai quasi 60 del 2026, arrivando a lambire l’area archeologica del Foro di Cuma. Il seme, non ibrido, viene tramandato di generazione in generazione ed è custodito proprio dalla nostra azienda vivaistica. È anche grazie a iniziative come questa -ha concluso <strong>Giovanni</strong> <strong>Tammaro</strong>&#8211; che il pomodoro cannellino flegreo è sempre più conosciuto anche nel mondo della ristorazione e della pizza e questo contribuisce all’aumento della domanda».&nbsp;</p>



<p>Adattatosi al pedoclima locale, caratterizzato da terreni vulcanici e sabbiosi accarezzati dalla brezza marina, il Pomodoro Cannellino Flegreo è stato annoverato dalla Regione Campania tra i Prodotti Agroalimentari Tradizionali (PAT). «La coltivazione adotta una tecnica manuale -ha spiegato <strong>Vincenzo Tammaro</strong>, anch’egli alla guida di <em>Cumadoro</em>&#8211; con il supporto tradizionale di canne e spago di juta o canapa. Il raccolto va da metà luglio a fine agosto. Il frutto ha forma oblunga con una lieve strozzatura verso il centro e pesa in media tra 15 e 20 grammi. La buccia è estremamente sottile, tale da non richiedere la pelatura in fase di trasformazione, mentre la polpa, spessa e soda, si presenta di colore rosso intenso a maturazione. Il gusto è un giusto equilibrio tra dolcezza, acidità e sapidità, il sapore del pomodoro di una volta».</p>



<p>La distribuzione del prodotto avviene principalmente in forma di conserve &#8211;<em>pacchetelle</em>, passate e confettura- vendute attraverso piccoli distributori, botteghe di prodotti d&#8217;eccellenza, <em>e-commerce</em> e vendita diretta dal produttore al consumatore. È prodotto di punta di numerose preparazioni di pizzerie e ristoranti ma anche pasticcerie della Campania ma è anche apprezzato fuori regione e oltralpe. È presente nei menu della catena di risto-pizzerie RossoPomodoro.</p>



<p><strong>L’Antro della Sibilla, il restauro del Foro della Città Bassa di Cuma, finalmente accessibile anche di sera, e i campi di Pomodoro Cannellino Flegreo</strong></p>



<p>Il Tour ha preso le mosse, nel pomeriggio di mercoledì 22 luglio, al Parco Archeologico di Cuma, con il passaggio di rito per l&#8217;Antro della Sibilla, la lunga galleria scavata nel tufo tra il IV e il III secolo a.C. che la tradizione, ispirata ai versi dell&#8217;Eneide di Virgilio, ha identificato con il luogo in cui la sacerdotessa di Apollo pronunciava i suoi responsi. A seguire, approdo nella Città Bassa, il cuore civile e commerciale dell&#8217;antica colonia greco-romana, dove nel Foro, oggetto di un recente intervento di restauro che ne ha ampliato l&#8217;accessibilità, si affacciano il <em>Capitolium</em>, dedicato alla triade capitolina, insieme all&#8217;Aula Sillana e agli altri edifici monumentali di età augustea e flavia, finalmente fruibili anche di sera grazie ad un nuovo impianto di illuminazione. Chiusura con la visita ai campi di Pomodoro Cannellino Flegreo dell’azienda <em>Cumadoro</em>, ospitati nei terreni del Parco.&nbsp;</p>



<p><strong>I giornalisti alla scoperta delle ricchezze dei Campi Flegrei: un <em>educational</em> frutto della sinergia tra attori pubblici e privati.</strong></p>



<p>A latere della tappa di Cuma, l&#8217;evento prosegue con un <em>educational</em> che coinvolge dieci giornalisti provenienti da testate nazionali di tutta Italia, impegnati in un <em>tour</em> alla scoperta del territorio dei Campi Flegrei. Si parte con la visita a un vigneto di Falanghina e Piedirosso, i vitigni tipici dei Campi Flegrei, coltivato sui terreni del Vigneto Santa Chiara, importante testimonianza dell’antica vocazione agricola puteolana, recuperato dal progetto <strong>Monteruscello Agro City</strong>. Si esce poi in mare, per scoprire gli impianti di mitilicoltura di Lucrino e di Miseno, grazie alla collaborazione del <strong>GAL Parthenope</strong> e ad una imbarcazione e al personale della <strong>Società Cooperativa “C. Salvatore”</strong>. Si conclude, in un percorso tra gli scorci panoramici più suggestivi dell&#8217;area, con la visita alla <em>Piscina Mirabilis</em>, possibile grazie al sostegno di <strong>CoopCulture</strong>, e al Museo Archeologico dei Campi Flegrei nel Castello di Baia, gestito sempre dal <strong>Parco Archeologico dei Campi Flegrei</strong>.</p>



<p><strong>Il sistema di <em>hospitality</em> flegrea alla prova della stampa nazionale</strong></p>



<p>Nata per valorizzare un prodotto agricolo identitario dei Campi Flegrei, la manifestazione è divenuta anche l’occasione per arricchire le politiche di promozione territoriale attraverso il turismo enogastronomico. Si pone quindi come occasione, per l’intero sistema di <em>hospitality</em> flegrea, di svolgere una prova generale di sforzo sinergico. È per questo che la delegazione della stampa nazionale è ospitata, per l&#8217;intera durata dell&#8217;<em>educational</em>, presso strutture ricettive di Bacoli e Monte di Procida, quali <em>Al Chiar di Luna</em> di Monte di Procida, <em>Dimora dei Lari</em> di Bacoli e <em>Don Salvatore ristorante e relais</em>, di Monte di Procida, dove peraltro la loro esperienza nei Campi Flegrei si concluderà a tavola con una cena che vedrà protagonista, ovviamente, il Pomodoro Cannellino Flegreo.&nbsp;</p>



<p><strong>La degustazione: venticinque sfumature di Pomodoro Cannellino Flegreo</strong></p>



<p>Al termine della prima giornata della manifestazione, i giornalisti e ospiti presenti hanno potuto assaggiare il Pomodoro Cannellino Flegreo, fresco e in conserva, declinato in venticinque proposte realizzate da chef, pizzaioli, gelatieri e pasticceri, esponenti della ristorazione del territorio flegreo, campano ed extraregionale: un vero successo per il Pomodoro Cannellino Flegreo, che ha passato da tempo i confini campani, imponendosi su tavole importanti.</p>



<p>A <strong>Roberta Criscuolo</strong>, della ASPI (Associazione Sommellerie Professionale Italiana), il compito di accompagnare i piatti con i vini di <em>Uvadoro</em>, l’azienda vinicola del Gruppo Tammaro. La scelta è caduta sul Falanghina “Santa Chiara”, nato dal recupero di un antico vigneto abbandonato a Monteruscello (Pozzuoli), legato a un importante progetto di rigenerazione urbana ed agricola, e sul “Terra di Ruscello”, un interessante blend di aglianico irpino e di piedirosso di Monteruscello.</p>



<p><strong>Di seguito le diverse proposte presentate da ristoranti, pizzerie e gelaterie:</strong></p>



<p><strong>Abraxas </strong>(Pozzuoli, NA)<strong> &#8211;</strong> Spaghetto macchiato freddo con Pomodoro Cannellino Flegreo e cozze.</p>



<p><strong>Associazione Professionale Cuochi Italiani APCI &#8211; </strong>Scialatiello al Pomodoro Cannellino Flegreo 2.0 con burrata e zest di limone&nbsp;</p>



<p><strong>Blanko Pizzeria e Braceria </strong>(Casoria, NA) &#8211; Marinara Flegrea <em>(Pomodoro Cannellino Flegreo, oliva taggiasca, capperi di Pantelleria, origano del Monte Saro, olio extravergine del Cilento e basilico fresco)</em></p>



<p><strong>Bobò</strong> (Pozzuoli, NA)<strong> &#8211;</strong> Fusilli alla Ninfea <em>(Pomodoro Cannellino Flegreo, basilico, cipolla, burro, Pecorino Romano, Parmigiano Reggiano, olio extravergine d&#8217;oliva)</em></p>



<p><strong>Casa Comiero</strong> (Mugnano del Cardinale, AV)<strong> &#8211;</strong> Se io fossi provola e pepe <em>(Fonduta di parmigiano, provola affumicata, </em>chutney<em> di pomodoro cannellino flegreo, zest di limone, basilico e olio evo)</em></p>



<p><strong>Casa Santini</strong> (Bacoli, NA)<strong> </strong>&#8211; Sorbetto al Pomodoro Cannellino Flegreo su battuta di carne</p>



<p><strong>Casa Sarchiapone </strong>(Varcaturo &#8211; Giugliano di Napoli, NA)<strong> &#8211;</strong> Lardiata Cumadoro <em>(ziti di Gragnano spezzati a mano saltati con sugo fresco di Pomodoro Cannellino Flegreo, battuta di lardo nostrano, aglio, prezzemolo, peperoncino e pecorino di Laticauda grattugiato)</em></p>



<p><strong>Colmayer </strong>(Napoli)<strong> </strong>&#8211; Via col Vento</p>



<p><strong>Cortesia Bistrot</strong> (Frattamaggiore, NA)<strong> </strong>&#8211; Pane e pomodoro 2.0 <em>(crumble di pane aromatizzato con origano, Pomodoro Cannellino Flegreo, spuma di mozzarella e salsa al basilico)</em></p>



<p><strong>Don Salvatore Ristorante &amp; Relais </strong>(Monte di Procida, NA)<strong> </strong>&#8211; Assassina Flegrea con Pomodoro Cannellino Flegreo</p>



<p><strong>Elévage </strong>(Trentola Ducenta, CE)<strong> </strong>&#8211; Pomodoro Cannellino Flegreo candito e in confettura con la sua acqua lactofermentata</p>



<p><strong>Grajales</strong> (Pozzuoli, NA)<strong> &#8211;</strong> Pomodoro d&#8217;autore <em>(gelato 100% Pomodoro Cannellino Flegreo naturalmente privo di latte e glutine, arricchito da un crumble croccante al basilico)</em></p>



<p><strong>Klove </strong>(Casal di Principe, CE)<strong> </strong>&#8211;<strong> </strong>Margherita borbonica al Pomodoro Cannellino Flegreo <em>(Pomodoro Cannellino Flegreo, conciato romano, fiordilatte, mozzarella di bufala affumicata e pesto di basilico)</em></p>



<p><strong>Kuma65</strong> (Bacoli, NA)<strong> </strong>&#8211; Montanara con Pomodoro Cannellino Flegreo</p>



<p><strong>Le Due Torri</strong> (Presenzano, CE)<strong> </strong>&#8211; Fresella integrale, corazza di scottona, olive caiazzane, fior di cappero e Pomodoro Cannellino Flegreo <em>confit</em>; Candele di Gragnano al ragù di Pomodoro Cannellino Flegreo</p>



<p><strong>Maruzzella Ristorante Pizzeria</strong> (Fondi, LT)<strong> </strong>&#8211; Montanara flegrea in oro <em>(mini montanara croccante ad alta idratazione con Pomodoro Cannellino Flegreo in doppia consistenza, &#8220;passata e confit, spuma di Provola di Agerola al pepe del Sarawak, basilico riccio e olio extravergine d&#8217;oliva Monocultivar Itrana)</em></p>



<p><strong>Maturo Pizzeria</strong> (Napoli)<strong> </strong>&#8211; Sapore di Marinara <em>(riduzione di sugo di Pomodoro Cannellino Flegreo, Pomodoro San Marzano arrosto, origano del Monte Saro, acciughe del Cantabrico e olio extravergine d&#8217;oliva </em>Cantine Barone<em>)</em></p>



<p><strong>Palato Pizza</strong> (Napoli)<strong> </strong>&#8211; Base pizza in tre cotture, crema di ricotta dolce di pecora, scaglie di cioccolato fondente, caramello salato, confettura di Pomodoro Cannellino Flegreo e granella di nocciole tostate</p>



<p><strong>Pizzaingrammi</strong> (Pozzuoli, NA)<strong> </strong>&#8211; Pizza al Pomodoro Cannellino Flegreo</p>



<p><strong>Pizzalò</strong> (Pozzuoli, NA)<strong> </strong>&#8211; Flegrea <em>(provola affumicata di Agerola, Pomodoro Cannellino Flegreo, olio extravergine d&#8217;oliva Cantine Barone e cacioricotta)</em></p>



<p><strong>Punto Nave</strong> (Pozzuoli, NA)<strong> </strong>&#8211; Mezzo Pacchero alla caprese con Pomodoro Cannellino Flegreo</p>



<p><strong>Quantobasta </strong>(Pozzuoli, NA)<strong> </strong>&#8211;<strong> </strong>Raviolo di pasta fresca ripieno di stracciata di bufala, con Pomodoro Cannellino Flegreo e scaglie di Grana Padano</p>



<p><strong>Riccio Restaurant</strong> (Bacoli, NA)<strong> </strong>&#8211; Crostone dei Campi Ardenti <em>(pane caldo, Pomodoro Cannellino Flegreo, ventresca di tonno e stracciata di bufala)</em></p>



<p><strong>Sunrise Est. 1984 </strong>(Bacoli, NA)<strong> </strong>&#8211;<strong> </strong>Cheesesteak La Montese® <em>(cheesesteak</em><strong><em> </em></strong><em>allo scarpariello con Pomodoro Cannellino Flegreo)</em></p>



<p><strong>Salago </strong>(Bacoli, NA)<strong> </strong>&#8211; Cheesecake flegrea <em>(biscotti secchi, burro, formaggio spalmabile, uova, limone e confettura di Pomodoro Cannellino Flegreo)</em></p>



<p><strong>Per informazioni: www.cumadoro.it</strong></p>
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		<title>Presentazione del volume &#8216;Radio Libere e Televisioni nei Campi Flegrei&#8217;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Salvatore Basile]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jun 2026 19:17:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bacoli]]></category>
		<category><![CDATA[Campi Flegrei]]></category>
		<category><![CDATA[Giugliano]]></category>
		<category><![CDATA[Ischia]]></category>
		<category><![CDATA[Monte di Procida]]></category>
		<category><![CDATA[Pozzuoli]]></category>
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					<description><![CDATA[C’è stato un momento, tra la fine degli anni &#8217;70 e l’inizio degli anni &#8217;80, in cui l’etere in Italia è diventato un foglio bianco tutto da scrivere. I Campi Flegrei non fecero eccezione, anzi: diventarono un laboratorio formidabile di sperimentazione sociale e culturale. Sabato 13 Giugno 2026, le sale del Polo Culturale di Palazzo...]]></description>
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<p>C’è stato un momento, tra la fine degli anni &#8217;70 e l’inizio degli anni &#8217;80, in cui l’etere in Italia è diventato un foglio bianco tutto da scrivere. I Campi Flegrei non fecero eccezione, anzi: diventarono un laboratorio formidabile di sperimentazione sociale e culturale. </p>



<p>Sabato 13 Giugno 2026, le sale del Polo Culturale di Palazzo Toledo a Pozzuoli ospitano la memoria di quella stagione straordinaria con la presentazione del volume &#8216;Radio Libere e Televisioni nei Campi Flegrei&#8217;. </p>



<p>Un&#8217;occasione che per le istituzioni locali non è solo nostalgia, ma un punto di partenza per riflettere sull&#8217;identità del territorio. </p>



<p>Dalle prime antenne montate sui tetti alla nascita di redazioni improvvisate ma caparbie, dietro ogni frequenza c’era una comunità che cercava la propria voce. Un lavoro immenso di scavo e documentazione che gli autori, Francesco Lubrano e Rita Capuano, hanno pazientemente ricucito insieme, trasformando i ricordi dei singoli in una cronistoria collettiva e accessibile a tutti. </p>



<figure class="wp-block-embed aligncenter is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio"><div class="wp-block-embed__wrapper">
<iframe loading="lazy" title="Presentazione del volume &#039;Radio Libere e Televisioni nei Campi Flegrei&#039;" width="640" height="360" src="https://www.youtube.com/embed/rlNsUIi01RI?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe>
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<p>Ma la storia dei media locali non è fatta solo di date e sintonizzazioni; è fatta soprattutto di persone, di pionieri che affrontavano i microfoni con una miscela unica di incoscienza, entusiasmo e profondo spirito di servizio. </p>



<p>Microfoni che diventavano specchi della quotidianità flegrea, capaci di lanciare jingle memorabili, ma anche di fare informazione e cultura dal basso, legandosi indissolubilmente alla vita della città. Quello che oggi stringiamo tra le mani non è solo un libro di storia locale, ma il racconto di come un intero territorio ha imparato a guardarsi e ad ascoltarsi, gettando le basi per il giornalismo e la comunicazione del futuro. </p>



<p>Mentre scorrono i titoli di coda di una mattinata densa di aneddoti, resta la certezza che quelle emittenti libere abbiano lasciato un’eredità profonda.</p>
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		<title>In scena a Monte di Procida il “concerto teatrale” che unisce leggenda, attualità e Intelligenza Artificiale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Jimmy Schiano]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 15 Jun 2026 16:02:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Monte di Procida]]></category>
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					<description><![CDATA[Una favola sospesa tra sogno e realtà, tra storia antica e cronaca contemporanea, prende vita in uno spettacolo originale e visionario che affonda le sue radici nell&#8217;anima più profonda dei Campi Flegrei. Tutto comincia con il suono dello &#8220;stracuoncio&#8221;, quel richiamo che i mastri bottari usavano un tempo per annunciare la vendemmia. Da lì si...]]></description>
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<figure class="wp-block-image size-large"><img loading="lazy" decoding="async" width="1280" height="720" src="https://www.quicampiflegrei.it/wp-content/uploads/2026/06/franco-napulitano-1-1280x720.jpg" alt="" class="wp-image-41389" srcset="https://www.quicampiflegrei.it/wp-content/uploads/2026/06/franco-napulitano-1-1280x720.jpg 1280w, https://www.quicampiflegrei.it/wp-content/uploads/2026/06/franco-napulitano-1-640x360.jpg 640w, https://www.quicampiflegrei.it/wp-content/uploads/2026/06/franco-napulitano-1-768x432.jpg 768w, https://www.quicampiflegrei.it/wp-content/uploads/2026/06/franco-napulitano-1-1536x864.jpg 1536w, https://www.quicampiflegrei.it/wp-content/uploads/2026/06/franco-napulitano-1.jpg 1820w" sizes="auto, (max-width: 1280px) 100vw, 1280px" /></figure>



<p>Una favola sospesa tra sogno e realtà, tra storia antica e cronaca contemporanea, prende vita in uno spettacolo originale e visionario che affonda le sue radici nell&#8217;anima più profonda dei Campi Flegrei.</p>



<p>Tutto comincia con il suono dello &#8220;stracuoncio&#8221;, quel richiamo che i mastri bottari usavano un tempo per annunciare la vendemmia. Da lì si entra in una grotta termale dove vive la famiglia Strattù — gente strana, sulfurea nel carattere oltre che nel nome.</p>



<p>I tre fratelli protagonisti sono personaggi che sembrano usciti da un carnevale d&#8217;altri tempi: Domizia Vene &#8216;e Fuoco (Clotilde Del Vaglio), Clementina &#8220;Micciarielle&#8221; (Tonia Carannante) e Totore detto Pacchiarano (Marialuisa Illiano). Con loro c&#8217;è anche Hagrippina (Livia Guardascione), creatura misteriosa che abita un odeon marino immaginario.</p>



<p>Ma nell&#8217;ombra si muovono figure meno rassicuranti. Don Pompeo (Antonio Barca), padrone della discoteca Venere, insieme ai suoi complici Menasputo (Giuseppe Lernetti) e Dragonaro (Angela Volpe), organizza un banchetto degno delle cene eccessive di Trimalcione — con tanto di Antonio, Ottavio, Cleopatra (Nausica Scotti) e Senocrita (Monica Della Ragione).</p>



<p>Fin qui sembra una commedia grottesca. Poi qualcosa cambia.</p>



<p>Lo spettacolo smette di scherzare e guarda in faccia la realtà: gli sgomberi, l&#8217;abusivismo, il bradisismo, le tradizioni che si perdono. La famiglia Strattù viene sradicata e spedita a Monterusciello. Il loro mondo scompare. Lo stracuoncio lascia il posto al rumore del presente. Le storie tramandate a voce si dissolvono.</p>



<p>L&#8217;unico che resta è Pacchiarano, maschera poetica e surreale, che richiama il mito della caverna di Platone per chiederci: da quali catene dovremmo liberarci oggi? I social, i nazionalismi, le guerre, la dipendenza dalla tecnologia?</p>



<p>La regia di Mario Tomaselli tiene insieme il comico e il civile, la festa e l&#8217;inquietudine, in quello che viene definito un vero e proprio &#8220;concerto teatrale&#8221;. Il finale lascia una domanda sospesa: e se tutto quello che abbiamo visto fosse soltanto una danza dell&#8217;Intelligenza Artificiale?</p>



<p>Scritta da Franco Napolitano e diretta da Mario Tomaselli, la commedia andrà in scena il 20 e 21 giugno presso il Laboratorio delle Arti di Monte di Procida, con il patrocinio del Comune di Monte di Procida.</p>



<p>Uno spettacolo che mescola radici e futuro, memoria collettiva e innovazione, invitando il pubblico a fermarsi e riflettere su ciò che stiamo diventando e su ciò che rischiamo di dimenticare.</p>



<p></p>
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		<title>Bradisismo : sviluppi e considerazioni del mese di Maggio e inizio Giugno 2026</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Pierluigi Musto]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Jun 2026 17:25:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bacoli]]></category>
		<category><![CDATA[Bagnoli]]></category>
		<category><![CDATA[Campi Flegrei]]></category>
		<category><![CDATA[Elementi di geologia]]></category>
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					<description><![CDATA[L’analisi dei bollettino mensile di Maggio e quello settimanale della prima settimana di Giugno si prestano a diverse considerazioni. La sismicità a Maggio risente dell’evento di Md 4.4 +-0.3 localizzato nel golfo di Pozzuoli verso Baia -Bacoli. Di questo terremoto sono state rese note anche la ML (magnitudo locale 4.1 +-0.3) e la Mw (Magnitudo...]]></description>
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<p>L’analisi dei bollettino mensile di Maggio e quello settimanale della prima settimana di Giugno si prestano a diverse considerazioni.</p>



<p>La sismicità a Maggio risente dell’evento di Md 4.4 +-0.3 localizzato nel golfo di Pozzuoli verso Baia -Bacoli. Di questo terremoto sono state rese note anche la ML (magnitudo locale 4.1 +-0.3) e la Mw (Magnitudo momento 4.2+-0.3) Esse in genere sono più esate per terremoti tettonici. Si fa presente che per sismi più significativi la Md tende a sovrastimare il valore numerico rispetto agli altri metodi di calcolo. L’evento di Md 4.4 del 21 Maggio è inserito in uno sciame (secondo le procedure di comunicazione dell’Osservatorio Vesuviano) caratterizzato da 14 eventi di Magnitudo non negativa ed anche altri che pur non rientrando nello sciame stesso , hanno caratterizzato una certa attività dell’area. Nel golfo i terremoti sono meno frequenti rispetto ad altre zone della caldera. Spesso essi hanno meccanismi focali compressivi, ciò è accaduto anche in questo caso.</p>



<p>Durante il mese di Maggio si è avuto un altro sciame (secondo le procedure di comunicazione dell’Osservatorio Vesuviano) con un evento principale di Md 2.3 (+-0.3) In questo caso l’area interessata è stata nella zona di Pozzuoli.</p>



<p>La deformazione della caldera procede con velocità media costante di circa 10 mm/mese (+-0.3), questo valore è uguale dal Febbraio scorso. La velocità media non è elevata; già in passato si è assistito a fasi analoghe prolungate. In questa crisi che ha avuto inizio a fine 2005 non abbiamo mai avuto velocità paragonabili a quelle degli anni 82-84 quando, in modo permanente,  ci si sollevava  di 9 o più cm al mese.</p>



<p>In questi anni la sismicità è più elevata presumibilmente perché le rocce sono sottoposte a stress superiori in virtù della deformazione che continua verso l’alto e che ha superato il massimo livello raggiunto alla fine del 1984. </p>



<p>Si conferma che dall’inizio dell’anno in corso il massimo sollevamento misurato  (sensore del Rione Terra)  è di circa 6 cm ovvero 28 cm dal Gennaio 2025. (Dato aggiornato al bollettino relativo alla prima settimana di Giugno). E&#8217; noto che tra sismicità e deformazione  esiste una proporzionalità diretta ma è assolutamente errato voler fare queste considerazioni sul brevissimo tempo. E&#8217; sbagliato affermare che la sismicità in una certa settimana èè diminuita perchè in quel lasso di tempo è diminuito il tasso di deformazione. (analogo discorso è al contrario)  E&#8217; troppo semplicistico in un fenomeno complesso come il bradisismo flegreo. Infatti Il terremoto già citato del 21 Maggio non è l’ eccezione di evento significativo in regime di deformazione limitata. E’ accaduto altre volte. Le rocce infatti non rispondono necessariamente in modo immediato agli sforzi, è stato detto più volte che il fenomeno non è lineare e non c’è possibilità di previsione. Inoltre si ribadisce che le litologie della caldera flegrea sono disomogenee il che rende il sistema flegreo ancor più complesso. Se sottoponessimo un blocco di un certo materiale ad uno sforzo dal basso non saremmo in grado di stabilire né quando, né dove inizierebbe la sua fratturazione e nemmeno come essa procederebbe. Un’affermazione possibile quindi è che ci saranno terremoti fin quando il suolo continuerà a salire perché continua l’avanzare degli sforzi di taglio. Abbiamo quindi sperimentato come essi possono essere significativi anche con un basso tasso di deformazione; Il nostro blocco potrebbe anche non reagire apparentemente se ad esso si applicasse una forza quasi nulla, magari con  micro- fratturazioni anche non evidenti, per poi procedere ad una improvvisa rottura significativa.</p>



<p>E’ importante sottolineare, dunque, che i valori di velocità media della deformazione sono gli unici più affidabili per utili valutazioni sull&#8217;andamento del fenomeno L’eccezione  è in caso si evidenziasse un   impulso improvviso nel sollevamento: è capitato raramente ed è stato segnalato dall’Osservatorio Vesuviano. Si ricorda che i dati satellitari devono essere validati dopo il rilascio delle effemeridi che avviene dopo circa tre settimane.</p>



<p>La tecnologia dell’Osservatorio Vesuviano è tra le più avanzate al mondo e presto verrà  ulteriormente implementata con ulteriori strumentazioni all’avanguardia.</p>



<p>La forma complessiva della deformazione resta costante, ciò è molto importante in quanto dimostra che la sorgente di spinta resta immobile. Essa decresce radialmente in modo tale da far pensare ad una sorgente non molto estesa (ubicata come ben sappiamo più o meno al Rione Terra)</p>



<p>Permane l’anomalia nei pressi del Monte Olibano (dove insistono gli edifici dell’Accademia Aeronautica) (c’è un deficit di sollevamento) Essa è spiegata come una risposta locale in base alla sua particolare struttura litologica (duomo lavico) A tal riguardo si può far riferimento alla bibliografia presente nei bollettini. </p>



<p>I dati geochimici continuano ad indicare che dal basso arrivano gas magmatici in quantità rilevante. Monossido di carbonio, Anidride carbonica ed altri sono costantemente monitorati e ci indicano come l’Unrest sia ancora in atto. Nei bollettini mensili sono consultabili vari grafici a tal riguardo con le relative interpretazioni da parte dei ricercatori esperti dell’OV. (C’è una bibliografia adeguata)</p>



<p>Non ci sono segnali di inversione di trend.</p>



<p>In ogni caso non ci sono elementi da suggerire significative evoluzioni a breve termine</p>



<p>I bollettini mensili dell’Osservatorio Vesuviano sono consultabili (e liberamente scaricabili) :</p>



<p><a href="https://www.ov.ingv.it/index.php/monitoraggio-e-infrastrutture/bollettini-tutti/mensili-dei-vulcani-della-campania/flegrei">https://www.ov.ingv.it/index.php/monitoraggio-e-infrastrutture/bollettini-tutti/mensili-dei-vulcani-della-campania/flegrei</a></p>



<p>così come quelli settimanali</p>



<p><a href="https://www.ov.ingv.it/index.php/monitoraggio-e-infrastrutture/bollettini-tutti/settimanali-dei-campi-flegrei">https://www.ov.ingv.it/index.php/monitoraggio-e-infrastrutture/bollettini-tutti/settimanali-dei-campi-flegrei</a></p>



<p></p>



<p></p>
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		<title>A Pozzuoli la storia della tavola napoletana. Da Apicio a&#8230; Scapece, sabato 20 giugno alle 17</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Anna Russolillo]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 Jun 2026 17:27:36 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[SAVE THE DATE Dai fastosi banchetti dell&#8217;antica Roma alle ricette popolari tramandate di generazione in generazione, la tavola partenopea continua a custodire un patrimonio di conoscenze che appartiene all&#8217;intera comunità. Di questo si parlerà alla presentazione del libro &#8220;Da Apicio a&#8230; Scapece. Napoli a tavola con ricette antiche e moderne&#8221; di Anna Abbate, in programma...]]></description>
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<p><strong>SAVE THE DATE</strong></p>


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<figure class="alignright size-full"><img loading="lazy" decoding="async" width="271" height="385" src="https://www.quicampiflegrei.it/wp-content/uploads/2026/06/da-apicio-a-scapece.jpg" alt="" class="wp-image-41370" srcset="https://www.quicampiflegrei.it/wp-content/uploads/2026/06/da-apicio-a-scapece.jpg 271w, https://www.quicampiflegrei.it/wp-content/uploads/2026/06/da-apicio-a-scapece-253x360.jpg 253w" sizes="auto, (max-width: 271px) 100vw, 271px" /></figure>
</div>


<p>Dai fastosi banchetti dell&#8217;antica Roma alle ricette popolari tramandate di generazione in generazione, la tavola partenopea continua a custodire un patrimonio di conoscenze che appartiene all&#8217;intera comunità. Di questo si parlerà alla presentazione del libro &#8220;Da Apicio a&#8230; Scapece. Napoli a tavola con ricette antiche e moderne&#8221; di Anna Abbate, in programma <strong>sabato 20 giugno alle ore 17.00</strong> presso il <strong>Polo Culturale Palazzo Toledo di Pozzuoli</strong>.</p>



<p>Pubblicato da <strong>Valtrend Editore </strong>nella collana <em>ArcheoCucina</em>, il volume conduce il lettore in un affascinante viaggio attraverso oltre duemila anni di storia dell&#8217;alimentazione. Il titolo richiama la figura di Marco Gavio Apicio, il più celebre gastronomo dell&#8217;antica Roma, autore del <em>De re coquinaria</em>, e quella della scapece, antica tecnica di conservazione degli alimenti mediante l&#8217;uso dell&#8217;aceto, ancora oggi presente nella tradizione culinaria dell&#8217;Italia meridionale.</p>



<p>L&#8217;incontro rappresenta l&#8217;appuntamento conclusivo del progetto &#8220;Pagine Libere – Un viaggio tra libri e cultura&#8221;, promosso dal Comune di Pozzuoli in collaborazione con Lunaria A2 e il Gruppo archeologico Kyme e finanziato dal Centro per il Libro e la Lettura (Cepell)<strong> </strong>del Ministero della Cultura. Un&#8217;iniziativa che nel corso dell&#8217;anno ha coinvolto scuole, associazioni, autori e cittadini con l&#8217;obiettivo di promuovere la lettura come strumento di crescita culturale, inclusione sociale e valorizzazione del territorio.</p>



<p>Tra le ricette e le tradizioni gastronomiche raccontate nel volume spiccano le celebri zucchine alla scapece,<strong> a</strong>utentico simbolo della cucina napoletana, preparate con zucchine fritte, aceto e menta fresca. Il libro approfondisce inoltre le antiche preparazioni di pesce conservato secondo il metodo della scapece, illustrando varianti storiche diffuse lungo le coste del Mediterraneo.</p>



<p>A dialogare con Anna Abbate saranno <strong>Mariasole La Rana</strong>, Assessore alla Cultura del Comune di Pozzuoli, e <strong>Floriana Schiano Moriello</strong>, giornalista specializzata in enogastronomia, agroalimentare e promozione del territorio, che offriranno spunti di riflessione sul ruolo della cucina come patrimonio culturale e fattore di sviluppo locale.</p>



<p>La presentazione sarà moderata dal giornalista <strong>Marco Martone</strong> di VG21.</p>



<p>Al termine seguirà un aperitivo nel segno di quella tradizione dell&#8217;ospitalità che da sempre caratterizza il territorio flegreo.</p>
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		<title>Reggia di Caserta, dal 5 giugno si chiude l’era Maffei: guida ad interim ad Alfonsina Russo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Anna Russolillo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Jun 2026 09:24:57 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Dopo sette anni alla guida della Reggia di Caserta, si conclude il mandato di Tiziana Maffei. A partire dal 5 giugno, data di scadenza dell’attuale incarico, la direzione del complesso vanvitelliano sarà affidata temporaneamente all&#8217;archeologa Alfonsina Russo, dirigente di primo piano del Ministero della Cultura e tra le figure più importanti nella gestione del patrimonio...]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-block-image">
<figure class="alignright size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="540" height="720" src="https://www.quicampiflegrei.it/wp-content/uploads/2026/06/WhatsApp-Image-2026-06-02-at-11.17.48-540x720.jpeg" alt="" class="wp-image-41332" style="width:322px;height:auto" srcset="https://www.quicampiflegrei.it/wp-content/uploads/2026/06/WhatsApp-Image-2026-06-02-at-11.17.48-540x720.jpeg 540w, https://www.quicampiflegrei.it/wp-content/uploads/2026/06/WhatsApp-Image-2026-06-02-at-11.17.48-270x360.jpeg 270w, https://www.quicampiflegrei.it/wp-content/uploads/2026/06/WhatsApp-Image-2026-06-02-at-11.17.48-768x1024.jpeg 768w, https://www.quicampiflegrei.it/wp-content/uploads/2026/06/WhatsApp-Image-2026-06-02-at-11.17.48-1152x1536.jpeg 1152w, https://www.quicampiflegrei.it/wp-content/uploads/2026/06/WhatsApp-Image-2026-06-02-at-11.17.48.jpeg 1536w" sizes="auto, (max-width: 540px) 100vw, 540px" /></figure>
</div>


<p>Dopo sette anni alla guida della Reggia di Caserta, si conclude il mandato di Tiziana Maffei. A partire dal 5 giugno, data di scadenza dell’attuale incarico, la direzione del complesso vanvitelliano sarà affidata temporaneamente all&#8217;archeologa <strong>Alfonsina Russo</strong>, dirigente di primo piano del Ministero della Cultura e tra le figure più importanti nella gestione del patrimonio culturale italiano</p>



<p>La nomina ha carattere provvisorio e accompagnerà la fase di transizione necessaria all’individuazione del nuovo direttore, che sarà scelto al termine delle procedure di interpello e del successivo bando ministeriale.</p>



<p>La decisione punta a garantire continuità amministrativa e gestionale a uno dei siti culturali più prestigiosi d’Europa, riconosciuto patrimonio mondiale dell’UNESCO e meta ogni anno di milioni di visitatori. Il passaggio di consegne si inserisce nel normale processo di rinnovo degli incarichi direttivi dei musei autonomi del Ministero della Cultura.</p>


<div class="wp-block-image">
<figure class="alignright size-large is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" width="540" height="720" src="https://www.quicampiflegrei.it/wp-content/uploads/2026/06/WhatsApp-Image-2026-06-02-at-11.17.55-540x720.jpeg" alt="" class="wp-image-41331" style="width:304px;height:auto" srcset="https://www.quicampiflegrei.it/wp-content/uploads/2026/06/WhatsApp-Image-2026-06-02-at-11.17.55-540x720.jpeg 540w, https://www.quicampiflegrei.it/wp-content/uploads/2026/06/WhatsApp-Image-2026-06-02-at-11.17.55-270x360.jpeg 270w, https://www.quicampiflegrei.it/wp-content/uploads/2026/06/WhatsApp-Image-2026-06-02-at-11.17.55-768x1024.jpeg 768w, https://www.quicampiflegrei.it/wp-content/uploads/2026/06/WhatsApp-Image-2026-06-02-at-11.17.55-1152x1536.jpeg 1152w, https://www.quicampiflegrei.it/wp-content/uploads/2026/06/WhatsApp-Image-2026-06-02-at-11.17.55.jpeg 1536w" sizes="auto, (max-width: 540px) 100vw, 540px" /></figure>
</div>


<p>Leccese classe 1959, Alfonsina Russo, Capo del Dipartimento per la valorizzazione del patrimonio culturale è considerata una delle figure di riferimento nelle politiche nazionali di tutela e valorizzazione del patrimonio culturale. La sua carriera dal 2009 cresce progressivamente e nel 2017 viene nominata da Dario Franceschini direttrice del Parco archeologico del Colosseo, uno dei siti più visitati al mondo. Dal 2022 è dirigente di prima fascia del Ministero della cultura e dal 2024 ad oggi è a capo del Dipartimento del Ministero.</p>



<p>Particolare attenzione è stata dedicata, nelle sue attività istituzionali, al rafforzamento dell’accessibilità dei luoghi della cultura, alla sostenibilità gestionale e alla programmazione di lungo periodo.</p>



<p>L’affidamento della direzione ad interim della Reggia di Caserta rappresenta una scelta di stabilità, finalizzata a garantire il regolare svolgimento delle attività e la prosecuzione dei progetti in corso, in attesa della nomina del nuovo direttore.</p>



<p>Foto Anna Russolillo</p>
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