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	<title>Federica Russolillo &#8211; QuiCampiFlegrei</title>
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	<description>testata giornalistica per la promozione dell&#039;area occidentale di Napoli</description>
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	<title>Federica Russolillo &#8211; QuiCampiFlegrei</title>
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		<title>Welfare e Reddito di cittadinanza. Il saggio di una giovane flegrea ci offre l’occasione di riflettere</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Federica Russolillo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 21 May 2021 17:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Campi Flegrei]]></category>
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					<description><![CDATA[Secondo il rapporto “Eurostat Regional Yearbook 2020”, Campania, Sicilia e Calabria figurano tra le prime dieci regioni dell’Unione Europea con la quota maggiore di popolazione a rischio povertà. Al primo posto la Campania, con un tasso del 41,4%, a fronte di una media europea del 16,8%. Inoltre, secondo fonti ISTAT, 4 su 5 delle regioni...]]></description>
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<p>Secondo il rapporto “<em>Eurostat Regional Yearbook 2020</em>”, Campania, Sicilia e Calabria figurano tra le prime dieci regioni dell’Unione Europea con la quota maggiore di popolazione a rischio povertà. Al primo posto la Campania, con un tasso del 41,4%, a fronte di una media europea del 16,8%. Inoltre, secondo fonti ISTAT, 4 su 5 delle regioni con il tasso di occupazione più basso in Europa sono nel Sud Italia. In Sicilia solo il 44,1% delle persone tra i 20 e i 64 anni lavorano. Seguono la Campania con il 45,3%, la Calabria con il 45,6% e la Puglia con il 49,4%. Prima di queste regioni c’è solo la Mayotte, una regione d’oltremare francese in Africa, con il 40,8%. I dati aggiornati, alla luce della pandemia, saranno ancor peggiori.</p>



<p>Alla luce di tali dati, ci si interroga sul nostro modello di <em>welfare</em>, su quali sono e chi ha accesso alle Politiche attive del lavoro in Italia, su chi ne beneficia, qual è il ruolo del Reddito di cittadinanza. Non è facile rispondere a queste domande e ad orientarsi nel complesso delle misure governative. A sbrogliare questa matassa normativa ci pensa il volume uscito in libreria “<em>Politiche del lavoro e Reddito di Cittadinanza</em>” della giovane napoletana e flegrea Martina Russolillo edito da Villaggio Letterario.</p>



<p>Il saggio chiarisce il complesso tema delle dinamiche lavorative, le misura di politica attiva del lavoro e di contrasto alla povertà, alla disuguaglianza e all&#8217;esclusione sociale che i cittadini possono richiedere per ottenere un&nbsp;sostegno economico ad integrazione dei redditi familiari associato ad un percorso di reinserimento lavorativo e di inclusione sociale.</p>



<p>Compiendo un’accurata analisi, l’autrice inizia l’interessante trattazione dal <em>welfare</em> e dalle sue diverse tipologie, proseguendo poi col Fordismo e post-Fordismo, il cui passaggio ha generato un aumento delle diseguaglianze.</p>



<p>“<em>L’introduzione del Welfare ha come scopo la conquista della sicurezza, ossia di un diritto specifico, la cui assenza rende il cittadino semplicemente possessore di prole.</em>”</p>



<p>Interessante il punto di vista relativo alla tendenza alla disoccupazione strutturale che “<em>sarebbe causata dal progresso e dall’innovazione tecnologica per poi essere ulteriormente aggravata dal processo di globalizzazione e dalla possibilità per le imprese di spostare il capitale finanziario e industriale in maniera più o meno libera ad ogni latitudine del mondo. Per parte della dottrina, la disoccupazione strutturale troverebbe la sua causa nel passaggio dalla fase fordista alla fase post-fordista del modo di produzione capitalistico</em>” e il contesto attuale del mercato del lavoro.</p>



<p>Ma è sul concetto di Reddito di cittadinanza che l’autrice si sofferma, collegandolo alla problematica della distribuzione del reddito importante nel sistema di <em>welfare</em> presente nella società contemporanea, legato alle scelte del passato di Bismarck che, per primo, nel 1883 rese obbligatorie le assicurazioni dei lavoratori e fu precursore del <em>welfare</em> moderno nato dopo la seconda guerra mondiale con Beveridge che nel 1942 pubblicò in Inghilterra il rapporto “<em>Insurance and Allied Services</em>” con cui tracciò i parametri di un nuovo sistema universale di protezione.</p>



<p>L’autrice non poteva non soffermarsi sul grande economista Keynes che nel 1929 evidenziò che “<em>il problema politico dell’umanità consiste nel mettere insieme l’efficienza economica, la giustizia sociale e la libertà individuale</em>” e tratta la questione della prima generazione di precari nati negli anni Novanta, l’evoluzione degli strumenti di contrasto all’esclusione sociale e la povertà relativa per giungere infine all’analisi più spinosa: il Reddito di cittadinanza, soffermandosi sulle sue origini e basi filosofiche, sull’importanza delle politiche attive ai fini dell’inclusione sociale, la figura del Navigator, il Patto di inclusione, i suoi limiti, la condizionalità, i dubbi della dottrina, le annesse sanzioni e infine le esperienze a confronto di alcuni Stati tra cui l’Italia, la Finlandia e l’Alaska. Una ricca bibliografia arricchisce infine il volume.</p>



<p class="has-text-align-right"><strong>Federica Russolillo</strong></p>



<p class="has-text-align-right"><strong>Lucia Vincenti</strong></p>
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		<title>La Ciclovia dei Campi Flegrei diventa realtà: 12 milioni del Recovery Plan stanziati per il progetto grazie ad una associazione di cittadini</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Federica Russolillo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 23 Apr 2021 17:27:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Bacoli]]></category>
		<category><![CDATA[Campi Flegrei]]></category>
		<category><![CDATA[Monte di Procida]]></category>
		<category><![CDATA[Pozzuoli]]></category>
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					<description><![CDATA[L’associazione Percorsi Cumani nasce nel marzo del 2016 con l’obiettivo di coniugare la mobilità sostenibile alla cultura, la storia, la valorizzazione turistica delle meraviglie del territorio flegreo. Tutto ciò cercando di incoraggiare i comuni flegrei, nel frattempo, ad investire sulla mobilità eco-sostenibile e intravedendone i naturali risvolti in termini di creazione di eco-turismo. Si tratta...]]></description>
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<p>L’associazione Percorsi Cumani nasce nel marzo del 2016 con l’obiettivo di coniugare la mobilità sostenibile alla cultura, la storia, la valorizzazione turistica delle meraviglie del territorio flegreo. Tutto ciò cercando di incoraggiare i comuni flegrei, nel frattempo, ad investire sulla mobilità eco-sostenibile e intravedendone i naturali risvolti in termini di creazione di eco-turismo.</p>



<p>Si tratta di una associazione di cittadini con un sogno ben preciso: un percorso ciclopedonale lungo la costa da Nisida a Miseno. Ma non solo, la loro critica è mossa dalla consapevolezza dell’inquinamento da traffico automobilistico e dall’ottimismo nell’aver individuato la ciclabilità come valida attenuante, soprattutto data la bellezza dei nostri territori che ce la consentirebbero tutta. Con la pandemia, inoltre, la ciclabilità è stata ancor più veementemente riproposta come mobilità alternativa più che valida al sovraffollamento dei trasporti pubblici… Se solo ci fossero piste ciclabili a Napoli e in periferia.&nbsp;</p>



<p>Da quel 2016 Percorsi Cumani si è data da fare sensibilizzando sui social, nelle scuole ed organizzando eventi in bicicletta per turisti e cittadini alla scoperta del territorio.</p>



<p>Il “BikeTour archeologico dei Campi Flegrei”, con bici a pedalata assistita messe a disposizione da Federalberghi, l’anno scorso ha fatto pedalare i più grandi che, partendo dal lago D’Averno, si sono diretti per una visita guidata alle Terme di Baia, uno dei più grandi e monumentali complessi archeologici che ci regala il territorio flegreo, spesso tristemente sconosciuto agli stessi abitanti, per poi pedalare alla volta di un concerto settecentesco alla casina Vanvitelliana sul lago Fusaro, eccezionalmente aperta per l’occasione. <em>Dulcis in fundo</em>, una rifocillata di prodotti locali a Km 0 e Falanghina a Lucrino. Una perfetta sintesi e unione di attività fisica, persone, luoghi, cultura, turismo, cibo, economia locale, sostenibilità ambientale.&nbsp;</p>



<p>Nell’ottobre del 2020, inoltre, grazie alla collaborazione di Percorsi Cumani con altre associazioni, volontari, amministrazioni comunali, l’Ente Parco Regionale dei Campi Flegrei, il Centro Ittico Campano, è stato possibile ripristinare la pista ciclabile del lago Fusaro dopo anni di incuria e ad organizzare con i più piccini “Bimbimbici”, raggiungendo il Parco della Quarantena dove insieme ai ragazzi di “NSeaYet”, associazione di giovani ormai sempre più protagonista nel territorio flegreo, si è parlato di plastica, riciclo e sostenibilità ambientale.</p>



<p>Il mese scorso, a marzo, con una diretta sulla loro pagina Facebook, Percorsi Cumani insieme a NSeaYet, Tuenda Flegrea, Federalberghi Campi Flegrei, ha presentato l’idea della ciclovia dei Campi Flegrei e un sondaggio per la scelta del nome: La via del mito, Via felix, Miseneide, Ciclovia flegrea, La via ardente. Curiosamente “Ciclovia flegrea” ha avuto di gran lunga la meglio sugli altri.&nbsp;</p>



<p>Tuttavia è di appena due giorni fa la vera grande notizia, il sogno che diventa realtà: la Città Metropolitana di Napoli ha presentato la Ciclovia Flegrea nell’ambito dei progetti finanziati dal Recovery Plan, destinandone ben 12 milioni di euro.&nbsp;</p>



<p>Il titolo dell’intervento che si può leggere nell’elenco dei progetti del Recovery Plan presentato dalla Città Metropolitana di Napoli è il seguente: ”Percorsi cumani. Ciclovia dei Campi Flegrei. Il progetto prevede di mettere in connessione ambiti di territorio fortemente frammentati seppur paesaggisticamente di rilevanza unica, mediante un percorso cicloturistico da Napoli a Capo Miseno, abbracciando il lago d’Averno fino al lago Patria”.&nbsp;</p>



<p>Insomma, un grande traguardo per Percorsi Cumani, l’associazionismo ambientalista flegreo e la cittadinanza intera. Non ci resta che ripartire pedalando alla scoperta e alla rivalorizzazione dei nostri amati campi ardenti. E continuare a partecipare attivamente alla promozione e alla scoperta dei luoghi unici in cui viviamo.</p>
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		<title>Giovani, ambiente e territorio: la rinascita flegrea viene dal basso</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Federica Russolillo]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Apr 2021 17:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Campi Flegrei]]></category>
		<category><![CDATA[Pozzuoli]]></category>
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					<description><![CDATA[Proprio come il magma che dagli strati più infimi della Terra si fa strada verso l’alto, così i giovani flegrei, con naturalezza, stanno provocando un’eruzione di rivitalizzazione nel territorio. Nel caso voi adulti ve lo foste perso, c’è stato un fermento straordinario negli ultimi mesi tra i giovanissimi. A Pozzuoli, soprattutto, sta nascendo un nuovo...]]></description>
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<p>Proprio come il magma che dagli strati più infimi della Terra si fa strada verso l’alto, così i giovani flegrei, con naturalezza, stanno provocando un’eruzione di rivitalizzazione nel territorio.</p>



<p>Nel caso voi adulti ve lo foste perso, c’è stato un fermento straordinario negli ultimi mesi tra i giovanissimi. A Pozzuoli, soprattutto, sta nascendo un nuovo fenomeno di associazionismo spontaneo che ha visto coinvolti giovani a partire dai 16 anni. Non si tratta di attivisti politici, sono perlopiù ragazzi che studiano o che hanno già conseguito la laurea e che in questo periodo di emergenza pandemica hanno deciso di non starsene con le mani in mano, combinando istanze ambientaliste ed ecologiche con istanze di valorizzazione del territorio flegreo. Tutto ciò ha originato un nuovo tipo di spinta aggregante, quella basata su una precisa idea di territorio e sulla partecipazione attiva nel volerlo migliorare, spinta che ha coinvolto e sta coinvolgendo sempre più persone. Il tutto accompagnato da una sorta di nuova frontiera delle relazioni interpersonali tra ragazzi che in questo periodo hanno riscoperto il piacere di vivere a pieno la propria terra, conoscere nuovi amici con cui condividere un progetto comune, collaborare e discutere su idee ed iniziative di sensibilizzazione e valorizzazione.</p>



<p>Così, si è fatta largo una consapevolezza: il territorio è anche nostro e vogliamo partecipare. Soprattutto in un territorio del genere, dalle potenzialità uniche al mondo.</p>



<p>Degni di nota, in questo contesto di fermento civico dal basso, sono stati i tre giorni di eventi dedicati al Rione Terra che, appena un mese fa, ha visto coinvolti cittadini, attivisti, comitati territoriali e associazioni: domenica 28 febbraio c’è stata la pulizia della Darsena e della scogliera adiacente sottostante alla roccaforte puteolana, uno degli scorci più belli e vissuti dai giovani puteolani; lunedì primo marzo c’è stato un <em>live streaming</em> di Andrea Tartaglia che, al tramonto, su un peschereccio, ha cantato per il Rione Terra, che si ergeva maestoso alle sue spalle; infine, martedì 2 marzo c’è stata un’assemblea pubblica per la commemorazione dei 51 anni dello sgombero del Rione, con un’intensa fiaccolata accompagnata dagli interventi dei ragazzi, che vorrebbero vedere restituirsi quegli spazi ormai sottratti alla cittadinanza puteolana da cinque decenni, ma anche l’intervento toccante di persone che da molti più anni si battono per la causa. &nbsp;&nbsp;Tre giorni pieni di emozioni, aggregazione (sebbene con mascherine e distanziamento), sensibilizzazione, sentimenti di appartenenza al territorio e di identitarismo, a cui ha fatto seguito la nascita del “Comitato 2 marzo” formato da privati cittadini, imprenditori, commercianti, rappresentanti di svariate categorie sociali, per cercare di fare chiarezza sulle sorti del Rione Terra.</p>



<p>L’ultimo evento prima che la Campania ripiombasse in zona rossa si è tenuto domenica 7 marzo. “RipuliAMO” è un progetto che già da molte domeniche viene portato avanti da un coordinamento di associazioni tra cui Pozzuoli Solidale, PuteColi, Aret E Blocc, Tuenda Flegrea, Earth In Emergency, Comitato Monachelle, Lido Pola. I giovani puteolani ma non solo, muniti di guanti specifici e buste, passano la mattinata in maniera alternativa, ripulendo diverse aree di Pozzuoli: dalla spiaggia adiacente al lungomare Sandro Pertini, fino alla Darsena e la scogliera adiacente. I ragazzi, poi, fotografano e postano sui <em>social</em> plastiche di ogni tipo, lattine, bottiglie di vetro, reti, barili, copertoni, tubi, corde e tutta l’incuria di anni e anni di mancata bonifica, ma anche di incuria da parte dei cittadini stessi, il tutto sotto gli occhi incuriositi dei passanti che spesso si offrono di dare una mano.</p>



<p>PuteColi, in particolare, pur essendo tra le ultime nate, è riuscita fin da subito a raggruppare tantissimi ragazzi e ragazze che, prima della zona rossa, sono stati attivi tutti i giorni sul territorio con opere di pulizia del litorale flegreo e, in collaborazione con le altre nascenti associazioni flegree, ad organizzare eventi che non sono passati inosservati dalla cittadinanza puteolana.</p>



<p>Gli attivisti di PuteColi, tuttavia, non si sono lasciati fermare dalla zona rossa e hanno continuato la loro attività di sensibilizzazione sui social. Per citarne una, hanno lanciato una <em>challenge</em> virtuale su Instagram: due settimane di tempo per creare o dare nuova vita ad un oggetto, riciclando in maniera creativa, il vincitore avrà in premio due ingressi da utilizzare nel Parco archeologico dei Campi Flegrei (Castello di Baia, Parco archeologico di Cuma, Terme romane di Baia, Anfiteatro Flavio).</p>



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<p class="has-text-align-right"><strong>(foto di Vincenzo Fiore)</strong></p>
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<p>Ho incontrato virtualmente due dei fondatori di PuteColi, Alessandro e Piero, entrambi classe 1995.</p>



<p><strong>Com’è nata l’idea?</strong></p>



<p><em>“L’idea è nata dall’avvertita mancanza di una tutela concreta nei confronti del nostro territorio dal punto di vista ambientale e culturale. Ed inoltre, dalla consapevolezza che unendo le forze e mettendo in gioco le nostre capacità e competenze diversificate, potremmo portare avanti qualcosa di davvero significativo e a lungo termine per la comunità̀ attualmente presente e quella futura”.</em></p>



<p><strong>Come immaginate il territorio flegreo, in un futuro ideale non troppo lontano, ora che i giovani fanno sentire la loro voce?</strong></p>



<p><em>“Immaginiamo sicuramente un territorio flegreo dall’impronta sostenibile e per “sostenibilità” non si intende solo quella legata al concetto di “rifiuto”. Il termine “sostenibile” ha un significato intrinseco che può essere applicato nella vita quotidiana di ognuno di noi, partendo dalla raccolta differenziata fatta nelle nostre case fino ad arrivare all’architettura del territorio, passando per la mobilità sullo stesso.&nbsp; La voce degli attivisti di PuteColi propone un movimento attivo e propositivo che si pone l’obbiettivo di valorizzare ulteriormente un territorio, già ricco di valori e bellezze, facendo leva sul senso di appartenenza dei cittadini”.</em></p>



<p><strong>Potete anticiparci qualcosa sui progetti futuri?</strong></p>



<p><em>“PuteColi crede nel concetto di “fare rete” e proprio per questo motivo ha deciso, insieme ad altre associazioni presenti sul territorio, di creare una mappatura delle zone da valorizzare. I luoghi in cui agire vengono selezionati seguendo criteri che tengono ben presente la condizione del luogo, l’interesse sociale e il valore storico-naturalistico dello stesso”.&nbsp;</em></p>
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