Il mare di Capri diventa ancora una volta laboratorio di sperimentazione, tradizione e innovazione.
Lunedì 29 giugno, nelle acque dell’isola, al largo di Marina Piccola , è stata immersa una cassa contenente 450 bottiglie di Limoncello dell’Antica Distilleria Petrone di Mondragone , in provincia di Caserta. Le bottiglie resteranno per dodici mesi a 16 metri di profondità , sottoposte a un particolare processo di affinamento subacqueo .
L’iniziativa segna un nuovo capitolo in un percorso pionieristico avviato dall’azienda campana, che nel 2021 è stata la prima al mondo a sperimentare l’affinamento subacqueo su una partita di bottiglie di liquore. Una scelta che punta a sfruttare le condizioni naturali offerte dai fondali marini: temperatura costante , assenza di luce e ossigeno, protezione dalle fasi lunari e il movimento continuo delle correnti.
L’immersione non ha avuto soltanto un valore simbolico o promozionale, ma si è inserita in un progetto di studio più ampio che coinvolge il mondo accademico. Al termine dell’operazione, infatti, sono stati presentati i primi risultati scientifici emersi dall’analisi delle bottiglie di Limoncello immerse nel settembre2024 a Napoli, nel porticciolo di Santa Lucia , e riportato in superficie il 3 ottobre successivo, dopo un anno di permanenza in mare.
A condurre la ricerca sono stati i professori Pasquale Ferranti e Alessandro Genovesi del Dipartimento di Agraria dell’Università degli Studi di Napoli Federico II , insieme a Salvatore Velotto dell’Università San Raffaele di Roma . In questa prima fase lo studio si è concentrato soprattutto sugli aspetti sensoriali del prodotto, mettendo a confronto il limoncello affinato sott’acqua con quello conservato secondo i metodi tradizionali in cantina.
Secondo quanto emerso, il limoncello rimasto per dodici mesi sui fondali marini sviluppa caratteristiche differenti rispetto allo stesso prodotto custodito a terra. L’ambiente subacqueo, spiegano i ricercatori, favorisce una migliore conservazione del colore e delle note fresche e agrumate tipiche del liquore, contribuendo a preservare in misura maggiore i composti aromatici naturali , come i terpeni , responsabili del suo profilo sensoriale. Diversamente, il prodotto affinato in cantina mostrerebbe una più marcata evoluzione ossidativa , con una lieve attenuazione della freschezza aromatica.
La ricerca proseguirà con una seconda fase , dedicata ai componenti chimici , che verrà effettuata proprio sulle bottiglie immerse nelle acque di Capri. L’obiettivo sarà verificare in modo ancora più approfondito in che misura il contesto marino possa influenzare la struttura e la conservazione del liquore.
Lo studio è stato articolato in due fasi , seguendo una metodologia già applicata in precedenza all’Elixir Falernum prodotto dalla stessa azienda guidata da Andrea Petrone . In particolare, i ricercatori hanno messo a confronto 18 bottiglie affinate sott’acqua con 18 bottiglie di controllo conservate in cantina . La selezione dei campioni è avvenuta attraverso uno schema a croce , pensato per garantire una rilevazione rappresentativa: alcune bottiglie sono state prelevate dalla parte esterna della gabbia e altre dalla zona centrale, seguendo la diagonale.
L’iniziativa ha anche un forte valore promozionale e territoriale. L’evento ha aderito alla Giornata Nazionale del Made in Italy e ha ottenuto il patrocinio del Comune di Napoli , dell’Università degli Studi di Napoli Federico II e del Dipartimento di Agraria . Un progetto che unisce ricerca scientifica, valorizzazione delle eccellenze enogastronomiche e capacità di innovare nel solco della tradizione.
Numerose le realtà che hanno collaborato alla riuscita dell’evento: BCC Roma, YDigital Firm, Form & ATP, Guardia Costiera, Comune di Capri, Luxurya Parfum, Caffè Domizia, Ristorante Le Colonne, Gelateria La Fenice, Casatiè, Pasticceria Benito, Serao1978 e il Consorzio di tutela Mozzarella di bufala campana Dop .
Con questa nuova immersione nelle acque di Capri, l’Antica Distilleria Petrone conferma dunque la volontà di investire in un percorso originale che intreccia artigianalità, ricerca e identità del territorio . Se i fondali sapranno ancora una volta custodire e valorizzare aromi e profumi del limoncello, tra un anno il mare restituirà non soltanto 450 bottiglie, ma anche nuove risposte scientifiche su una tecnica di affinamento che continua a suscitare curiosità e interesse.