
In un momento cruciale per la definizione della prima legge organica sulle politiche giovanili in Italia, una rete di Forum dei Giovani territoriali interviene con una proposta formale rivolta al Parlamento. L’obiettivo è chiaro: inserire nel disegno di legge A.C. 2825 il riconoscimento esplicito dei Forum dei Giovani come organismi consultivi istituzionali.
Secondo i promotori, senza questo passaggio normativo migliaia di giovani rischiano di restare esclusi da un provvedimento che nasce proprio per rafforzare la partecipazione giovanile nel Paese.
La proposta nasce dal lavoro condiviso di una rete di rappresentanti e attivisti dei Forum territoriali. A promuoverla è Francesco Mazzella di Regnella, presidente del Forum dei Giovani di Monte di Procida e ideatore dell’emendamento, affiancato da Jimmy Schiano di Cola, segretario dello stesso Forum e referente per i rapporti con i Forum campani. Completano il gruppo Luca Sorrentino, responsabile nazionale del dipartimento giustizia e legalità, e Laura Di Tommaso, impegnata nelle relazioni con le organizzazioni giovanili nazionali.
L’obiettivo comune è portare all’attenzione del Parlamento una realtà già diffusa in molte regioni italiane ma ancora priva di un riconoscimento uniforme a livello nazionale.
Il DDL 2825, promosso dal Governo e dal Ministro per lo Sport e i Giovani Andrea Abodi, introduce il tema delle politiche giovanili in modo organico e parla di “comunità giovanili” e “strumenti di consultazione”. Tuttavia, non cita esplicitamente i Forum dei Giovani, che in molte realtà locali rappresentano l’unica forma strutturata di partecipazione istituzionale per i cittadini tra i 16 e i 34 anni.
Secondo i promotori dell’emendamento, questa assenza rischia di lasciare fuori proprio gli organismi già attivi nei territori come canale diretto tra giovani e istituzioni.
Uno dei problemi evidenziati riguarda la frammentazione normativa. In Italia non esiste un modello unico: ogni regione disciplina i Forum in modo diverso.
Alcune regioni, come Campania e Friuli-Venezia Giulia, hanno leggi strutturate e consolidate. Altre, come Calabria e Molise, non dispongono di una normativa quadro. Il risultato è una partecipazione diseguale, in cui le opportunità dipendono spesso dal territorio di residenza.
Un altro nodo centrale riguarda la capacità operativa dei Forum. Nella maggior parte dei casi, questi organismi sono interni ai Comuni e non hanno personalità giuridica autonoma. Questo comporta un limite concreto: impossibilità di accedere direttamente a bandi europei come Erasmus+ o al Corpo Europeo di Solidarietà, oltre a numerosi finanziamenti nazionali e privati. Ogni progetto deve passare attraverso l’ente comunale, che decide se candidarsi o meno.
Per i promotori, si tratta di un ostacolo burocratico che riduce fortemente l’efficacia delle iniziative giovanili locali.
La proposta di emendamento che verrà presentata alla Camera si articola attorno a cinque punti fondamentali, pensati per rafforzare e rendere omogeneo il ruolo dei Forum dei Giovani sul territorio nazionale. In primo luogo, viene richiesto il riconoscimento formale dei Forum come organismi consultivi istituzionali, così da attribuire loro un ruolo stabile e definito all’interno del sistema di partecipazione giovanile. A questo si affianca la necessità di stabilire standard minimi comuni su scala nazionale, riguardanti aspetti come l’età dei partecipanti, la composizione degli organismi, la durata dei mandati e le funzioni consultive esercitate.
Un altro elemento centrale della proposta riguarda l’estensione della copertura territoriale, con l’obiettivo di garantire la presenza dei Forum anche nelle regioni dove attualmente non esiste una legge quadro di riferimento, riducendo così le disuguaglianze tra territori. Parallelamente, viene avanzata l’idea di istituire un registro nazionale dei Forum attivi presso il Dipartimento per le Politiche Giovanili, così da avere una mappatura ufficiale e aggiornata delle realtà esistenti. Infine, la proposta punta a rafforzare l’autonomia operativa degli organismi, anche attraverso strumenti amministrativi dedicati, come l’attribuzione di un codice fiscale proprio che consenta un accesso diretto a bandi e opportunità di finanziamento, sia nazionali che europei.
Secondo i promotori, la proposta non richiede nuovi finanziamenti pubblici e rispetta la clausola di invarianza finanziaria: l’obiettivo è sbloccare risorse già esistenti a livello europeo, nazionale e privato.
La rete dei Forum sottolinea che il riconoscimento nazionale permetterebbe di armonizzare la partecipazione giovanile su tutto il territorio italiano, riducendo le disuguaglianze territoriali e creando un canale stabile di dialogo con le istituzioni.
“Riconoscerli a livello nazionale non richiede risorse aggiuntive”, si legge nella proposta. “Richiede di valorizzare ciò che esiste, di estenderlo dove manca, di metterlo in rete.”
Come aderire
Forum dei Giovani e organizzazioni giovanili interessate possono aderire attraverso il sito ufficiale: reteforumgiovani.it
oppure inviando la documentazione all’indirizzo: segreteria@reteforumgiovani.it