Il ciclo di tele di Agostino Beltrano, con Melchisedek che offre pane e vino, Re Davide in trono e L’Ultima Cena, commissionato nella prima metà del XVII secolo per la cappella del Santissimo Sacramento del Duomo di Pozzuoli dal vescovo Martín de León y Cárdenas sarà ricomposto e tornerà a casa.

Nel 2022 il prof. Giuseppe Porzio dell’Università di Napoli “L’Orientale” aveva individuato nei depositi del Museo di Capodimonte due tavole dell’autore, “Re Davide” e “Melchisedek”.
Il restauro delle due tavole provenienti da Capodimonte è appena iniziato. A maggio sarà avviato anche l’intervento sulla monumentale “Ultima Cena”, conservata nella sacrestia della cattedrale puteolana. Con il recupero e il restauro di tutte e tre le opere il trittico, disperso da tempo, tornerà nella sua collocazione originaria nel Duomo.
L’annuncio è stato diffuso dal vescovo di Pozzuoli e Ischia, mons. Carlo Villano, e dal direttore del Museo e Real Bosco di Capodimonte, Eike Schmidt.
Il direttore Schmidt ha ricordato il ruolo di Capodimonte come principale pinacoteca del Sud Italia, sottolineando la volontà del museo di instaurare un dialogo sempre più stretto con il territorio attraverso restauri, restituzioni ed esposizioni anche a lungo termine. Il progetto rientra nel programma “Capodimonte diffuso” e segna la prima collaborazione con la Diocesi di Pozzuoli per la valorizzazione del patrimonio flegreo.
Per il vescovo Villano «questo recupero costituisce un segno di speranza per il nostro territorio flegreo, che nonostante il bradisismo, desidera riappropriarsi della propria vita, ripartendo sempre e di nuovo dalla bellezza dei suoi luoghi e della sua storia. Inoltre tornare all’Eucaristia attraverso l’espressione artistica di Beltrano sarà per ogni visitatore l’occasione per ripensare a quel segno che annuncia la presenza di Dio nella storia, il suo farsi carne, il suo donarsi per amore come vita del mondo. Come canta la tradizione della Chiesa, l’Eucaristia è il segno di unità, il vincolo di carità, il memoriale della morte e resurrezione del Signore, il farmaco dell’immortalità. Un augurio anche per le prossime festività pasquali».
Il vescovo ci tiene a sottolineare che «la collaborazione con il Museo di Capodimonte, la Soprintendenza ABAP dell’area metropolitana di Napoli e l’Università di Napoli l’Orientale è la prova che unendo le forze si possono realizzare grandi cose, che non solo promuovono il bene della società, ma danno testimonianza di come si diventa comunità».

D’altro canto Paola Ricciardi, soprintendente ABAP per l’Area Metropolitana di Napoli, ha assicurato che il processo di restauro restituirà alla comunità una ricchezza pittorica oggi poco leggibile.