Alla Ferdinando Russo di Napoli è partito il progetto UNESCO “Blue Schools”: educare al mare per costruire identità e futuro

Nel solco del tema annuale “Rotte di viaggio: le radici della nostra identità”, l’Istituto “Ferdinando Russo” di Napoli, presieduto dalla Dirigente Antonella Portarapillo, ha aperto il nuovo anno scolastico come un viaggio reale e simbolico alla scoperta di sé, della propria storia e del legame profondo con il mare. Una rotta intesa come metafora di conoscenza, capace di attraversare il Mediterraneo non solo come spazio di vita e di scambio, ma anche come luogo di conflitti, migrazioni, attese e trasformazioni. Il mare, generatore di vita e allo stesso tempo scenario di rischio e naufragio, si è rivelato “altra terra” da attraversare e specchio delle grandi domande dell’umanità.
È in questo orizzonte culturale ed educativo che è partito alla Ferdinando Russo il progetto promosso dalla Commissione Oceanografica Intergovernativa dell’UNESCO “Blue Schools”, programma internazionale dedicato alla cultura del mare, alla sostenibilità ambientale e alla cittadinanza attiva. Dopo aver ottenuto lo scorso anno la certificazione di Scuola Blue, l’istituto si è confermato capofila di una rete di scuole napoletane promossa dal Comune di Napoli, coinvolgendo alunni di ogni ordine e grado – dalla scuola dell’infanzia alla secondaria di primo grado – in percorsi di conoscenza, esperienza diretta e tutela dell’ambiente marino, in collaborazione con esperti, associazioni e centri di ricerca.
Le attività si sono aperte con un viaggio a Forio d’Ischia dove, insieme alla dott.ssa Caterina Iacono dell’Area Marina Protetta Regno di Nettuno, gli studenti hanno partecipato a laboratori scientifici, storici e mitologici dedicati alla fondazione di Pithecusa, il primo emporio greco d’Occidente. Nell’ambito delle attività con l’Area Marina Protetta, i ragazzi hanno inoltre incontrato i pescatori del luogo, in particolare Domenico Schiano, che ha illustrato le pratiche della pesca sostenibile, sottolineando l’importanza della tutela degli ecosistemi marini e della trasmissione dei saperi tradizionali legati al mare.
Il percorso è poi proseguito nella prima colonia greca Cuma, con il Gruppo Archeologico Kyme, presieduto da Anna Abbate, alla scoperta delle origini della città e del ruolo fondamentale del Mediterraneo come spazio di incontro e dialogo tra civiltà. Un’esperienza che ha permesso di comprendere come l’identità mediterranea sia il risultato di continui scambi, migrazioni e contaminazioni culturali.
Dopo questo viaggio nella storia antica, i ragazzi hanno proseguito idealmente la rotta via mare, partecipando a un’uscita in barca a vela nel Golfo di Napoli per ripercorrere simbolicamente la fondazione di Parthenope, in collaborazione con l’associazione Scugnizzi a Vela, presieduta da Stefano Lanfranco.
L’esperienza ha rappresentato un momento significativo di conoscenza e sensibilizzazione sul valore sociale del restauro della storica scialuppa “2727 Caracciolo”, realizzato dai giovani dei quartieri cittadini e dell’area penale campana. Un’iniziativa che ha offerto anche l’opportunità di avvicinarsi ai mestieri del mare, alle tecniche di navigazione e alle tradizioni marinare. A completare il percorso, laboratori scientifici e creativi e attività dedicate all’educazione alla sicurezza in mare.
Da queste esperienze hanno preso forma numerose attività creative: laboratori di storytelling e cortometraggi in stop motion, la realizzazione di mappe e diari di bordo, rappresentazioni teatrali arricchite da scenografie e costumi originali. A queste si è affiancata la progettazione di un gioco da tavolo in lingua francese, dedicato alle problematiche del mare, con particolare attenzione al contesto del Mediterraneo. Tutti i percorsi sono stati accomunati dall’esplorazione dei temi del viaggio, del coraggio e dei confini della conoscenza.
Il viaggio è proseguito con la visita al Museo del Mare, dove gli alunni hanno incontrato la figura di Giulia Civita, la “mamma dei ragazzi della Nave Asilo Caracciolo”, simbolo di un’educazione fondata su accoglienza, solidarietà e crescita comunitaria. Attraverso racconti e immagini, bambini e ragazzi hanno rivissuto una pagina significativa della storia educativa napoletana.
Non sono mancati momenti di riflessione e creatività, come la visione del docufilm “33 Isole” e l’incontro con Lucio Bellomo, protagonista del documentario e autore del libro omonimo nati dal suo viaggio su una piccola barca a vela senza cabina lungo la rotta che congiunge le 33 piccole isole abitate d’Italia.
Ampio spazio è stato dedicato anche alla scienza e alla tutela della biodiversità, grazie alla collaborazione con il Centro di Riabilitazione delle Tartarughe Marine di Favignana e con il Turtle Point della Stazione Zoologica A. Dohrn (SZN) di Portici. Gli esperti dei centri hanno guidato gli studenti alla scoperta delle specie marine e dell’importanza della loro protezione.
A seguire, dopo la visita al Turtle Point, gli studenti si sono immersi nell’affascinante mondo delle migrazioni delle tartarughe marine durante una lezione scientifico-divulgativa tenuta dalla dott.ssa Sandra Hochscheid (SZN).
Il percorso si è completato con una lezione presso il Dipartimento di Scienze della Terra, dell’Ambiente e delle Risorse (DiSTAR) dell’Università di Napoli Federico II, tenuta dall’oceanografa Daniela Flocco e la fisica Ester Piegari, sui cambiamenti climatici e i loro effetti sui mari e sul pianeta, supportata da esperimenti sull’effetto serra e l’albedo.
Con il progetto Blue Schools, la Scuola Ferdinando Russo ha rinnovato il proprio impegno come luogo di educazione al mare e alla sostenibilità, confermandosi esempio virtuoso di collaborazione tra scuola, istituzioni, università e territorio. Un percorso che ha arricchito la formazione degli studenti e contribuito a costruire una comunità più consapevole, responsabile e profondamente legata al proprio mare e alla sua storia.