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Civiltà del passato

Quì Campi Flegrei pubblica una collana dedicata alle grandi Civiltà del passato a cura di Anna Abbate.

È online il Fascicolo di luglio 2021 – Popoli del Vicino Oriente: Gli Ittiti

La storia dell’uomo narrata attraverso le forme dell’arte. In queste pubblicazioni scultura, pittura, architettura trovano ampio spazio. La raccolta, suddivisa in fascicoli mensili.

Un viaggio alle origini dell’arte delle civiltà del passato alla ricerca delle radici della cultura della società moderna.

Dopo una pausa nel mese di agosto torneremo a settembre 2021: I FENICI

Si inizia a parlare della civiltà Fenicia a partire dalla fine dell’età del bronzo (circa il 1200 a.C), infatti, prima di questa data indicativa si parlava di Cananei, cioè gli abitanti dell’antica Canaan, termine Geografico utilizzato per fare riferimento ad una determinata regione che comprendeva, non con esattezza, l’attuale: Libano, Israele e parti della Siria e Giordania. Il fiorente sviluppo di questa preziosa civiltà si ebbe in seguito al declino dei regni oppressori limitrofi come quello Egiziano e Ittita. Senza alcun tributo da pagare riuscirono nel breve a costruire una grande flotta mercantile che gli garantì ingenti ricchezze grazie al commercio di beni di lusso come tessuti, ceramiche e vetro. Proprio ai tessuti di uno sgargiante color porpora, bene che ha sempre contraddistinto i fenici, si deve la fama e ricchezza di questo popolo.

Una collana per raccontare le origini della Grande avventura dell’uomo.


Luglio 2021: POPOLI DEL VICINO ORIENTE: GLI ITTITI

La denominazione Vicino  Oriente  è  utilizzata  spesso  per  indicare  la  regione  geografica  che  va  dalla  sponda  orientale  del  Mar  Mediterraneo  all’Iran  occidentale  e  dall’Anatolia  alla  Penisola  Arabica. Le  catene  montuose  del  Tauro  e  degli  Zagros  separano  lo  spazio  siro-mesopotamico  dalle  alte  terre  anatoliche  e  iraniche,  separate  dall’area  delle  steppe  euroasiatiche  dalle  catene  montuose  del  Caucaso.  All’interno  di  questo  vasto  territorio  è  possibile  individuare  varie  regioni  con  una  denominazione  che  risale  all’epoca  classica  che,  spesso,  non  coincide  con  gli  attuali  confini  politici,  dovuti  alla  dissoluzione  dell’impero  ottomano  nel  1918. 

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Giugno 2021: L’ANTICO EGITTO

Fin dal 3500 a.C., di pari passo con l’avvento dell’agricoltura nacquero insediamenti umani lungo le rive del fiume Nilo. Le piene annuali del fiume, favorivano la coltivazione anche con più raccolti annui grazie ai sedimenti, particolarmente fertili (limo), che il fiume, nel suo ritirarsi, lasciava sul terreno. Ciò comportò la necessità di controllare, incanalare e conservare le acque onde garantire il costante approvvigionamento, vuoi per il sostentamento umano, vuoi per quello del bestiame e delle piantagioni.

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Maggio 2021: I POPOLI DELLA STEPPA

Gli Sciti, erano una popolazione nomade indoeuropea di ceppo iranico attestata nella steppa eurasiatica dal XIX secolo a.C. al IV secolo dell’Era cristiana. Gli antichi greci li consideravano mitologicamente figli di Eracle ed Echidna, o di Zeus e Boristene. Gli Sciti, tra i primi popoli a padroneggiare l’impiego bellico della cavalleria, allevavano mandrie di cavalli e armenti, vivevano in tende montate su carri e combattevano dalle loro selle armati d’arco e frecce. Svilupparono una ricca cultura caratterizzata da opulente sepolture, raffinata metallurgia e un brillante stile artistico.

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Aprile 2021: I POPOLI DELLA MESOPOTAMIA

15.000 a.C. In un territorio che si estende dalla sponda orientale del Mar Mediterraneo all’Iran (escluso la Penisola Arabica e l’Iran), alcuni gruppi umani affermano nuovi modi e tecniche di produzione del cibo e dei tessuti trasformandosi da cacciatori-raccoglitori in popolazioni stanziali. In questa epoca l’umanità vive la seconda grande rivoluzione dopo la scoperta del fuoco che le consentirà il  successivo e fondamentale passo evolutivo, la scoperta dell’agricoltura, definito dall’archeologo australiano Vere Gordon Childe La rivoluzione agricola”. Questa fase, detta protostoria, prelude ad un uso sistematico di segni grafici per la registrazione amministrativa di dati numerici, uso che progressivamente porterà all’invenzione” della scrittura.

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Marzo 2021 – LA PREISTORIA: ALL’ORIGINE DELL’ARTE

Capolavori creati dall’uomo migliaia di anni fa. Pitture rupestri con raffigurazioni di animali, scene di caccia, figure umane. Raffigurazioni di animali, strane figure geometriche, scolpite sui materiali più disparati: osso, avorio, pietra, massi. Il fatto che gli animali fossero i protagonisti sia nelle pitture rupestri, sia in sculture e monili fa supporre che fossero legati anche a qualche forma di spiritualità e/o comunque, probabilmente, considerati per le loro caratteristiche quali velocità, coraggio, forza.

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Febbraio 2021 – LA PREISTORIA: PRIMA ERA LA DEA

Grande Madre, divinità femminile primordiale, che si concretizza in forme diverse in molte culture di varie aree del mondo a partire dal paleolitico. inizio con  le  civiltà  di  cacciatori-raccoglitori e si protrae  fino  al  neolitico,  interessando  civiltà  allora incentrate  sull’agricoltura  e  l’allevamento.  La  Grande  Madre è identificabile sia  in  figure  di  dee  concrete  che  in  una  varietà di  simboli  che  coinvolgono  sia  il  mondo  animale  sia  gli  oggetti  inanimati. 

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Anna Abbate
Archeologa, consulente informatica e web design freelance. Nata a Napoli, si occupa dal 1971 di Information Tecnology dopo essersi formata alla IBM come Analista Programmatore. Dopo una vita vissuta nel futuro ha conseguito la Laurea Magistrale in Archeologia presso l’Università degli Studi “Suor Orsola Benincasa”. Divide il suo tempo tra la passione per l’informatica e la ricerca storica. Con alcuni amici archeologi ed antropologi ha fondato nel 2011 il “Gruppo Archeologico Kyme”, associazione di promozione sociale, della quale attualmente è presidente, organizzando giornate di valorizzazione e promozione del patrimonio storico-archeologico e delle tradizioni dedicate soprattutto alle scuole. Si occupa, in particolare di Napoli e del territorio flegreo. Ha pubblicato i libri "Da Apicio... a Scapece (Valtrend Editore, 2017), "Biancomangiare... il Medioevo in tavola" (Valtrend Editore, 2018).

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