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Il Termalismo nei Campi Flegrei

Il termalismo ha origini che si perdono nel tempo e molti reperti archeologici, testimonianze letterarie e scientifiche ci raccontano la sua storia e come l’idroterapia fosse praticata dalle popolazioni del Mediterraneo.

Nell’antichità l’immersione nell’acqua per purificare il corpo ha avuto una funzione sia sacrale che sociale.

Già Omero ci racconta che i guerrieri achei feriti, al ritorno dalla guerra di Troia, si immergevano nelle sorgenti termali presso Smirne, i c.d. bagni di Agamennone.

Ippocrate (460 a.C. – 377 a. C.), nel suo trattato di medicina analizza gli aspetti chimici, organolettici, i problemi igienici e gli effetti delle acque calde e fredde sull’organismo umano, infatti vi sono notizie storiche dell’uso di sorgenti termali da parte dalle popolazioni locali per l’attenuazione dei dolori muscolari e curare patologie della pelle.

Ma è la civitas romana che trasforma le terme in bagno esaltando questo strumento di cura e di relax costruendo le Terme pubbliche.

E furono i medici di Roma a riconoscere le qualità terapeutica di molte acque.

Celso (II sec. d.C.) ci descrisse per la prima volta la stazione termale di Baia teorizzando sull’uso delle acque come cura attraverso una regolazione della temperatura in base alle esigenze personali di ogni individuo.

Intorno alla metà del 1900, con il progredire delle scienze chi-miche, fisiche e biologiche, l’uso delle cure termali assume caratteristica di farmaco complesso e irriproducibile artificialmente.

Moltissimi studi sul termalismo diventano un supporto scientifico alle terapie ampliandone i campi di intervento e le metodologie di applicazione consentendo di trasformare gli stabilimenti da luoghi di puro svago in luoghi di salute e centri culturali.

A partire dagli anni ’80 del 1900 fiorirono nuove tendenze per la valorizzazione del proprio benessere psicofisico, gli stabilimenti termali divennero dei complessi centri per la cura della persona.

Oggi le acque termali sono vissute non solo come un metodo di cura ma vengono associate all’idea del benessere a tutto tondo e i Campi Flegrei hanno un potenziale altissimo per la qualità delle acque, per la mitezza del clima e per gli ambienti naturali che si trovano in molti stabilimenti termali.

Solo in questo territorio è possibile avere cura della propria salute, rilassarsi, immergendosi in acque calde a due passi da un sito archeologico.

Il 12 dicembre 2015 a Palazzo Migliaresi al Rione Terra di Pozzuoli, il convegno di studi sul tema “Il termalismo nei Campi Flegrei: ieri, oggi e domani”, ha aperto la Mostra delle Miniature del “De Balneis Puteolanis” di Pietro da Eboli messe a disposizione dal Prof. Mariano Pastore, curatore di alcune iniziative culturali del Centro Elaion di Eboli (centro di assistenza per disabili, presidente dr. Cosimo De Vita). L’iniziativa ha avuto luogo dal 12 al 27 dicembre 2015, organizzata da Abbate, presidente del Gruppo Archeologico Kyme, il maestro d’arte Antonio Isabettini e l’avvocato Massimo Schiano.

Puoi visiona online il flipbook degli “Atti del Convegno”

Anna Abbate
Anna Abbate
Archeologa, consulente informatica e web design freelance. Nata a Napoli, si occupa dal 1971 di Information Tecnology dopo essersi formata alla IBM come Analista Programmatore. Dopo una vita vissuta nel futuro ha conseguito la Laurea Magistrale in Archeologia presso l’Università degli Studi “Suor Orsola Benincasa”. Divide il suo tempo tra la passione per l’informatica e la ricerca storica. Con alcuni amici archeologi ed antropologi ha fondato nel 2011 il “Gruppo Archeologico Kyme”, associazione di promozione sociale, della quale attualmente è presidente, organizzando giornate di valorizzazione e promozione del patrimonio storico-archeologico e delle tradizioni dedicate soprattutto alle scuole. Si occupa, in particolare di Napoli e del territorio flegreo. Ha pubblicato il libro "Da Apicio... a Scapece (Valtrend Editore, 2017)

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